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Verso un'unica Strada del vino, dei formaggi e delle mele. La fusione è sul tavolo della Pat. Antoniolli: ''Ragionamento aperto ma iter ancora lungo''

Fuori dalla discussione sembra esserci la "Strada dei fiori". Abbozzata nel 2016 dalla Giunta precedente in collaborazione con l'Associazione floricoltori trentini per valorizzare i prodotti dei floricoltori trentini sembra essersi un po' arenata. La strada del vino sulla Trento turistica: "I fatti possono aiutare a cambiare status. Si deve discutere per rientrare tra i Comuni che possono aprire"

Di Luca Andreazza - 06 luglio 2020 - 21:42

TRENTO. Un'unica "strada", si va verso una fusione tra quella "del vino", "dei formaggi delle Dolomiti" e "delle mele". Un unico ente mentre si affaccia alla ribalta, seppur a fatica e con tempi di gestazione particolarmente lunghi, quella "dei fiori". E' pronto o quasi un emendamento in Provincia che dovrebbe portare a unificare tutte queste realtà all'interno di un solo progetto, una discussione che potrebbe consumarsi già mercoledì 8 luglio in piazza Dante.

 

"Siamo ancora a livello di proposta - commenta Francesco Antoniolli, presidente della strada del vino e dei sapori - una fase embrionale e si ragiona in questo senso da prima dell'emergenza coronavirus. Il futuro potrebbe essere quello di un unico soggetto in grado di far convergere e valorizzare tutte le potenzialità. Una modifica alla legge è necessaria perché il turismo è cambiato, così come le nostre associazioni e le nostre esperienze".

 

E' indubbio che il comparto legato all'enogastronomia negli ultimi anni si sia rafforzato come motivazione di vacanza. E negli ultimi 9 anni la "Strada del vino e dei sapori" è reduce da diverse fusioni per catalizzare tutte le energie. Istituite nel 2011, il primo lifting è del 2013 e da 7 enti si è passati nel tempo alla formula attuale, mentre ora ci potrebbe essere l'evoluzione finale: una sola entità per "Vino, formaggi delle Dolomiti e delle mele".

 

"Il confronto con la Provincia è aperto ma l'iter è lungo. E' fondamentale - aggiunge il numero uno della strada del vino - riuscire a mantenere un legame forte con il territorio che rappresentiamo: noi abbiamo circa 350 soci che vogliamo coinvolgere in questa scelta, numeri simili per le altre realtà, così come ci sono i diversi Consigli di amministrazione da interessare. Sono ancora diversi comunque gli aspetti da approfondire. Oltre alla legge sono importanti i regolamenti attuativi per scendere nei particolari e migliorare il sistema".

 

Fuori dalla discussione sembra esserci la "Strada dei fiori". Abbozzata nel 2016 dalla Giunta precedente in collaborazione con l'Associazione floricoltori trentini per valorizzare i prodotti dei floricoltori trentini sembra essersi un po' arenata. Messa grossomodo alla porta, anche se effettivamente stenta (e non poco) a completare le procedure per definire il proprio statuto e quindi entrare in funzione. Magari però i vertici in pectore potrebbero comunque essere ascoltati in commissione, disponibilità che non sembra nell'agenda provinciale.

 

"Creare un unico soggetto e far nascere un'altra associazione esterna è un'azione da valutare. I rapporti sono buoni e non c'è nessuna preclusione verso i vivaisti - prosegue Antoniolli - anche se operativamente si deve capire quale può essere la mission di questa realtà e un ingresso potrebbe avvenire per gradi. Le tre strade attualmente rappresentano una fetta importante dei settori turismo e agricoltura".

 

Il numero uno della Strada del vino e dei sapori è inoltre vice presidente del Coordinamento nazionale delle Strade del vino, dell’olio e dei sapori (Qui articolo). "I risultati portano responsabilità e onori. Il progetto trentino - evidenzia Antoniolli - si è affermato, spinto anche dalla capacità di unificare tutte le Strade presenti all'epoca. Non si smette mai di crescere e anche in questo periodo complicato per il lockdown, le nostre aziende sono state tra le prime a muoversi per trovare un modo di reggere l'urto e non smettere di lavorare".

 

In ballo c'è anche la riforma sul turismo e l'istituzione delle Agenzie (Ata) tra Trentino Marketing e le Aziende per il turismo. E qui sembra emergere però una contraddizione: un'unica strada legata giocoforza al prodotto mentre le Ata sono in questo momento più vincolate all'idea di territorio. Una sola strada che dovrebbe rapportarsi a 4 enti, salvo che pure queste nuove realtà intermedie virino sulla valorizzazione del prodotto in modo da snellire un po' tutto. Resta da capire anche se convenga mantenere le Strade o se sia più ottimale cercare di far confluire queste forze nelle Aziende per il turismo, se non creare un'Ata ad hoc.

 

Nel frattempo il presidente della strada del vino è anche nel consiglio d'amministrazione dell'Azienda per il turismo Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi e il capoluogo non è considerato turistico (Qui articolo). "Un ragionamento deve essere portato avanti. La legge può essere modificata e ci sono carte importanti da giocare, i fatti possono aiutare a cambiare status. E' necessario fare rete e lavorare con tutti per essere efficaci", conclude Antoniolli.

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