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Riforma sul turismo, ok Cembra-Fiemme, Pinè vuole Predazzo. San Lorenzo Dorsino verso la Paganella. Fusione Trento-Valsugana?

La fusione tra Cembra e Fiemme è ormai prossima. Pinè (senza Civezzano?) dice "No" a Trento per virare su Predazzo. Nel capoluogo attesa per un Cda che dovrebbe definire il futuro. L'Apt Comano verso il Garda, ma forse senza San Lorenzo Dorsino

Foto di Apt Pinè/Cembra
Di Luca Andreazza - 28 luglio 2020 - 23:35

TRENTO. Ci sono gli accordi tra Cembra e Fiemme, ma anche Pinè guarda molto interessata in direzione Predazzo. Questo il maxi-ambito che si delinea all'orizzonte in quel quadrante. Nell'assemblea dei soci emerge quindi un piccolo (ennesimo) cambio di programma rispetto alle ipotesi di fusione inserite nella riforma sul turismo dell'assessore Roberto Failoni. Ci sono poi Valsugana e Trento che si strizzerebbero l'occhio a vicenda. A Comano il tema caldo sembra essere il "separatismo" di San Lorenzo Dorsino.

 

L'area di Pinè non sembra tanto intenzionata a confluire nell'Azienda per il turismo Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi che si dovrebbe allargare anche verso la val dei Mocheni. Il ragionamento pinetano è legato a doppia mandata alle Olimpiadi 2026: un modo per istituire una regia e affrontare nel migliore dei modi l'impegno a cinque cerchi. Il Comune di Civezzano (che insiste su Pinè) però potrebbe non essere di questa partita, poco interessato alla val di Fiemme.

 

Se Rovereto la battaglia l'ha portata a casa (Qui articolo), la val di Non e Ledro chiedono ufficialmente autonomia,Alpe Cimbra (Qui articolo) e Grada (Qui articolo) hanno messo qualche dubbio sul tavolo, l'Apt Pinè/Cembra non sembra avere ambizioni di indipendenza e il percorso si avvia alle battute finali per definire i dettagli della fusione.

 

Un accordo sull'asse Cembra-Fiemme è in fase avanzatissima, si deve lavorare ora sull'altro versante: si parte dal territorio che si è espresso per seguire i "cugini".

 

"Le governance - commenta Mara Lona, vice presidente dell'Apt Pinè/Cembra - si sono incontrate già da tempo per approfondire e verificare le possibilità di azione. Un unico ambito complementare nei prodotti tra montagna, enogastronomie e cantine. Un progetto che potrebbe portare a destagionalizzare l'offerta e rafforzare i rispettivi punti di forza in quanto non ci sono rischi di invadere le competenze. Questo ambito guarda alle Olimpiadi e un'Apt Fiemme, Pinè, Cembra potrebbe assumere il ruolo di regia e guida per affrontare un grandissimo evento".

 

L'assemblea dei soci ha approvato poi il bilancio e il previsionale. "Ci sono però ancora tante incertezze sulle risorse - aggiunge Lona - le assegnazioni della Provincia ancora non si conoscono nei tempi e nei modi".

 

Se Pinè però dovesse transitare altrove, si potrebbero aprire due questioni. Il Consorzio Pro loco Rotaliana-Königsberg potrebbe essere più interessata a seguire le tre realtà rispetto a convergere sulla Paganella. La val dei Mocheni non avrebbe più il requisito per rientrare sul capoluogo: la continuità territoriale.

 

Il problema potrebbe essere superato con la Valsugana: un'ipotesi rimbalzata anche nel corso dell'assemblea dei soci di Pinè/Cembra, ci sono inoltre rapporti tra le governance (il presidente di Trento è stato inserito nella commissione per nominare il direttore a Levico) e si sarebbe già tenuto qualche vertice. Qualche indicazione potrebbe arrivare dal Consiglio d'amministrazione dell'Apt del capoluogo in agenda per mercoledì 29 luglio, anche perché questa realtà non sembra aver ancora preso ufficialmente posizione in materia riforma.

 

E' San Lorenzo Dorsino un altro possibile tema scottante. Il testo della riforma consente di ragionare a livello di Comune (Qui articolo): ecco che questa amministrazione sembra interessata a transitare all'Apt Dolomiti Paganella e lasciare gli altri partner Stenico, Comano, Bleggio Superiore e Fiavè, piuttosto convinti a finire sul Garda. Queste 5 realtà sono, però, le proprietarie delle Terme e questo crea più di qualche grattacapo da sciogliere. Sembra remota una richiesta di autonomia (circa 700 mila presenze annue) che però garantirebbe unità per puntare a rafforzare invece le sinergie verso il lago e la montagna.

 

Un ulteriore dato sembra assodato, le Agenzie non sono state comprese nella migliore delle ipotesi e c'è ancora da definire se seguire la formula (attuale) di territorio o quella, auspicabile da molti (Asat in primis), di prodotto. Ma un rimescolamento in materia Apt richiederebbe, forse, ulteriori riflessioni a tutto tondo. Una riforma lanciata in epoca pre-Covid e riproposta come soluzione in questa fase di emergenza ma le criticità (elezioni amministrative comprese a breve) non sembrano essere state risolte prima di far approdare il provvedimento in Provincia e la via appare ancora tortuosa.

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