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Riforma sul turismo, tutto fermo o quasi per la zona arancione ma almeno c'è il regolamento delle Agenzie territoriali con il ''doppione'' sulle Dolomiti

Dopo aver delineato alcune fusioni (Consorzi e un paio di Apt), la tassa di soggiorno è stata alzata, anche se il turismo è rimasto a oggi sostanzialmente bloccato. Ora prendono forma le Ata tra "Dolomiti", "Dolomiti di Brenta", "Garda Trentino" e Città, laghi e altipiani". E' la parte più interessante della riforma ma si ragiona principalmente sul territorio invece che sul prodotto

Foto archivio Apt Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi (A. Ghezzer)
Di Luca Andreazza - 12 febbraio 2021 - 21:53

TRENTO. La stagione invernale non è mai partita e rischia di andate in bianco. L'inserimento in zona arancione è un colpo durissimo al sistema che appariva rassicurato dall'ordinanza e dalla data, mercoledì 17 febbraio. Un lampo di fiducia, seppur con il nodo mobilità tra regioni (dato per scontato che quella internazionale sarebbe stata grossomodo bloccata) fermata fino al 25 febbraio (Qui articolo). Poi il fulmine a ciel sereno della classificazione (Qui articolo). Non si conosce l'Rt (almeno in Trentino perché sull'Abetone sembra di sì e in anticipo) e non si conoscono progetti tanto di breve respiro quanto di lungo periodo per superare la crisi dettata dall'emergenza Covid-19 . Nell'incertezza, la certezza è la riforma del turismo firmata dall'assessore Roberto Failoni che procede nella tabella di marcia. Ecco le Agenzie di territorio.

 

Dopo aver delineato alcune fusioni (Consorzi e un paio di Apt), la tassa di soggiorno è stata alzata e uniformata, un proposito condivisibile ma forse non con queste modalità e in questo momento con il turismo è rimasto a oggi sostanzialmente bloccato (Qui articolo). Ora prendono forma le Ata. La crisi e l'impossibilità di raggiungere il rapporto 49/51 tra finanziamenti pubblici e privati ha portato alcune Aziende per il turismo a dover rinunciare alla propria piena autonomia. L'Apt di Comano e la praticamente neonata Ledro si sono trovate "costrette" a convergere sul Garda. Operazioni che non sembrano convintissime (e con bilanci che dovrebbero essere rigorosamente separati) ma necessarie in quanto non c'è stata una proroga di quanto deciso in piazza Dante, una sospensiva che probabilmente l'Europa avrebbe concesso in questo momento così caotico.

 

Una convergenza, soprattutto per Comano che non è stata indolore: San Lorenzo Dorsino è transitata sull'Apt Dolomiti Paganella che si è allargata anche verso la piana Rotaliana per l'incorporazione del Consorzio. La sinergia più convinta sembra quella tra Cembra/Pinè e Fiemme per un percorso da affinare quest'anno. Nuove sinergie che richiedono ovviamente tempo, soprattutto nella costituzione di una governance e nel trovare equilibri, quando forse le energie andrebbero focalizzate per la ripartenza. Ma tant'è, da 15 Apt si scende a 13 unità.

 

Intanto prosegue, un po' sottotraccia, il flirt tra gli ambiti di Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi e della Valsugana. La fusione non è ancora in vista ma ci sono diversi ragionamenti sul tavolo. Il regolamento per le Ata sancisce che la val di Non è salva, almeno fino al 2022, poi dovrebbe transitare verso la val di Sole. Passo in realtà lontano e tutt'altro che scontato. Non si tocca invece Rovereto e Vallagarina, uscita vincitrice nella sua coraggiosa battaglia per restare autonoma e che a breve dovrebbe ufficializzare l'apertura di un infopoint in stretta sinergia con A22. Ora il terreno di scontro si sposta sulle Ata, la collocazione non sembra piacere fino in fondo a qualche Azienda per il turismo.

 

Ora è stata definitivamente messa nero su bianco la parte delle Ata. Una partita che resta un po' nebulosa. Ci sarà un passaggio nel Consiglio delle autonomie e nella commissione consiliare competente. E' la parte più interessante della riforma e, infatti, è arrivata dopo tutto. L'intenzione era quella di superare i confini territoriali e il ragionamento è legato in modo molto coerente e demodè proprio ai territori, invece che al prodotto, come avrebbero richiesto Asat, Rovereto e tanti altri attori del sistema turismo. Ci si è detti disposti a ragionare in questo senso, salvo poi procedere a testa bassa sulla strada intrapresa come delineato nella legge.

 

C'è l'agenzia "Dolomiti" e quella "Dolomiti di Brenta", basterebbe fermarsi qui per evidenziare quella che sembra una scarsa brillantezza del legislatore. Poi c'è l'Ata "Garda Trentino" e quindi ecco il "resto del mondo" verrebbe da dire. 

Un settore che ha dimostrato di saper funzionare prima del brusco stop per Covidche ora si trova a navigare nelle acque tempestose dell'incertezza e con pochi riferimenti: le uniche certezze sono quelle di una riforma (che tolto l'istituzione di un Cda con nomine politiche non tocca Trentino Marketing, aspetto che quindi lascia intendere la lungimiranza del provvedimento) che procede imperterrita senza forse una reale direzione. Resta ancora da capire il funzionamento, le funzioni e la struttura di questi enti intermedi.

 

Appare evidente che manca un quadro complessivo a livello provinciale. L'assessore stesso d'altra parte ha spiegato di ritenere il Trentino tutto turistico, salvo poi licenziare una legge che aveva disposto la chiusura di negozi e supermercati la domenica e i festivi (poi sospesa dopo che la pronuncia del Tar di Trento a favore dei ricorrenti). Una Provincia che ha inizialmente bloccato le fusioni tra Comuni, si è schierata contro quelle tra Casse rurali per impugnare la nascita di Trento, Lavis, Mezzocorona e Valle di Cembra, ma si spende per quelle "forzose" tra Apt. A questo si aggiunge che la Cassa rurale di Rovereto è pronta alla fusione con quella dell'Alto Garda (Qui articolo), mentre con la Ata guarda al capoluogo, Valsugana e tutto tranne Arco e Riva. 

 

Ci sarebbero altre necessità, come prepararsi anche a un mercato prossimo che potrebbe essere molto diverso una volta usciti dai blocchi, un settore ancora più agguerrito e aggressivo, commercialmente e nella politica dei prezzi, per recuperare un anno praticamente zero. Delineare strategie, scenari e equilibri tra costi e benefici. Slogan e belle immagini (magari meglio se originalmente del Trentino e non come accaduto per la promozione estiva) potrebbero non essere sufficienti per tenere il passo. Ma la riforma deve andare avanti.

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