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Laghetto alle Viote, un investimento fondamentale ma in ritardo. E intanto il neonato Comitato per il ''Sì'' al bacino lancia una petizione

Secondo le prime ipotesi, il bacino potrebbe sorgere in zona Rocce Rosse tra la piana delle Viote, il giardino botanico del Muse, il biotopo e vista a spaziare sulle Tre Cime del Bondone e sul Palon, senza dimenticare le Dolomiti di Brenta. La valenza sarebbe duplice, anche per potenziale l'offerta estiva. Il Comitato: "E' strategico"

Il laghetto artificiale di Montagnoli a Madonna di Campiglio
Di Luca Andreazza - 21 luglio 2019 - 21:28

TRENTO. E' tra i punti più discussi nella variazione al prg del comune di Trento (Qui articolo), la realizzazione del bacino artificiale alle Viote sul Bondone (Qui articolo). Un investimento che sembra vitale per la montagna della città. Se da un lato c'è il cambiamento climatico che impone necessariamente alcune riflessioni sul comparto neve, resta un dato di fatto che le discipline legate alla stagione invernale rappresentano una fetta troppo importante per il turismo in provincia

 

Non è solo una questione di tradizione, ma anche cercare di reggere un mercato sempre più competitivo e agguerrito. Il cambiamento climatico è un tema, il Trentino sembra ancora indietro nel pianificare un futuro in questo senso una strategia industriale (Qui articolo e qui articolo), ma si deve fare i conti anche con il presente15 anni per un'azienda che ha avuto il coraggio di credere e investire sul Bondone non sono pochi.

 

Vero che il Bondone non è Sankt Moritz, ci sono stati investimenti che non sono riusciti a mantenere le promesse, come il Patto territoriale che ha garantito gettito senza incidere fino in fondo, ma non per questo si può mettere una montagna in castigo per sempre, una montagna che comunque significa indotto, posti lavoro e presidio del territorio

 

Le condizioni meteo non possono più essere una scusa per un'apertura sottotono. Se in qualche modo da Vason a Vaneze si regge (ma la pista Rocce Rosse, fiore all'occhiello della stazione, è più chiusa che aperta), soprattutto le Viote soffrono, tra le aree più apprezzate paesaggisticamente e per la pratica degli sci stretti. In assenza di precipitazioni naturali, non è un mistero che il Centro fondo riesce a garantire, quando va bene, l'apertura di 2 dei 35 chilometri a disposizione. Troppo poco.

 

E per garantire potenza di fuoco, il bacino artificiale è l'unica soluzione sul tavolo e arriverebbe già in estremo ritardo. Un laghetto che non servirebbe esclusivamente il Centro fondo, ma anche la discesa in quanto il solo bacino di malga Mezavia non risponde più alle esigenze attuali.

 

Secondo le prime ipotesi, il bacino potrebbe sorgere in zona Rocce Rosse tra la piana delle Viote, il giardino botanico del Muse, il biotopo e vista a spaziare sulle Tre Cime del Bondone e sul Palon, senza dimenticare le Dolomiti di Brenta. Insomma, il compito non si fermerebbe alla sola stagione invernale, la valenza sarebbe duplice: una potenziale attrattiva anche per l'estate. Si dovrà ricercare un equilibrio tra investimenti e impatti ambientali, si dovrà scavare, ma nel 2019 per costruire servono ancora i cantieri. Un po' come per le polemiche per lo spostamento del parcheggio, sempre alle Viote. Tutto anche in attesa del rilancio delle caserme austroungariche

 

Nel frattempo si è costituito anche un Comitato per sostenere la realizzazione del bacino, un'associazione formata da Alberto Barbieri, Sergio Costa, Paolo Curcu, Paolo Prada, Domenico Segata, Paolo Torboli, Elisabetta Zanella Franco Zobele, che lancia una petizione

 

"Le opportunità sono molteplici - spiega il Comitato - conservare in quota, data la scarsità, scorte di acqua per usi in momenti di siccità per necessità pubbliche in situazioni di emergenza sempre più frequenti, irrigazione per tutti gli interessati in particolare per le aree sottostanti, abbeveraggio, uso antincendio, innevamento delle piste, ridurre i costi di pompaggio in quota dell’acqua e completare l’offerta turistica estiva con un laghetto per la balneazione e la pesca sportiva".

 

Sono diverse le valutazioni. "C’è già uno studio di fattibilità - conclude il Comitato - per realizzare il laghetto lontano dalla torbiera, che fino agli anni ‘50 comunque era un lago. Un piano che presta massima attenzione a limitare il consumo di prati pregiati. Un laghetto che sarebbe strategico per il turismo, come la realizzazione della funivia Trento-Bondone".

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