''Il collegamento Trento-Monte Bondone è strategico. In due anni molte parole, ma nessun passo in avanti con fatti concreti'', la lettera della Pro Loco
Una lettera di Sergio Costa, presidente della Pro Loco Monte Bondone, per cercare di rimettere questo progetto nelle agende e avviare quegli iter necessari, come il dibattito pubblico, per provare a sbloccare un'opera ritenuta strategica per rilanciare la montagna della città

TRENTO. "Il collegamento Trento-Vason è strategico". A dirlo Sergio Costa, presidente della Pro Loco del Monte Bondone. "Ho sentito molte parole, ma non ho notato passi in avanti con fatti concreti, tipo lo studio di fattibilità, il project financing pubblico-privato, i dibatti pubblici previsti per legge per le grandi opere e altro ancora".
L'opera che dovrebbe collegare Trento e il Monte Bondone è ormai da decenni sul tavolo. E negli ultimi mesi è emersa la possibilità di ricorrere alle risorse inserite nella cornice del Recovery Fund. Qualcosa si è mosso con l'inserimento dell'infrastruttura nel Prg del capoluogo, c'è anche un Masterplan che avrebbe dovuto definire un piano d'azione più in generale per rilanciare la montagna della città. Sempre con il grande impianto sullo sfondo.
Tanti progetti ma che sembrano praticamente rimasti sulla carta, così il presidente della Pro Loco ritorna a riportare all'attenzione il capitolo del grande impianto. Una lettera (sotto in forma integrale) per cercare di rimettere questo progetto nelle agende e avviare quegli iter necessari, come il dibattito pubblico, per provare a sbloccare un'opera ritenuta strategica per rilanciare il Monte Bondone.
Non mancano le aperture politiche, dal sindaco Franco Ianeselli al presidente Maurizio Fugatti, un'Azienda per il turismo d'ambito favorevole e diversi enti che sembrano strizzare l'occhio all'opera. E c'è un Comitato ad hoc per manifestare apertamente l'appoggio al grande impianto di collegamento quando si discute anche del nuovo volto di Trento nella più ampia progettazione che ruota intorno alla circonvallazione ferroviaria.
LA LETTERA DI SERGIO COSTA - PRESIDENTE DELLA PRO LOCO MONTE BONDONE
Monte Bondone, il collegamento via fune Trento-Vason è strategico. "E già, siamo ancora qua”, indimenticabile brano di Vasco Rossi che avremo modo di sentire a fine maggio a Trento. Concerto a suo tempo annunciato con smentite e contro smentite, realizzato però nell’arco di un anno.
"Incredibile, ma vero" direbbe la Settimana Enigmistica. Comunque, detto, fatto. Il titolo della canzone, con un volo pindarico, ben si presta a interpretare la situazione attuale relativa alla centenaria idea di collegare via fune Trento-Vason e non solo. Ha fatto bene l’Associazione Gallo Cedrone, uscita dal letargo, a rispolverare l’argomento.
Ricordo che il “Comitato Sì alla funivia” all’inizio del 2019 in pochi giorni aveva raccolto quasi cinquemila firme a favore del collegamento. Lo stesso Comitato e la Pro Loco Monte Bondone avevano organizzato l’incontro “Sì alla funivia” alla Sala conferenze di Isa il 14 febbraio 2019 con relatori di primo piano come l’urbanista Alessandro Oliveri, Witti Mitterer, direttrice Curatorium per i beni Tecnici culturali di Bolzano, Dario Maestranzi, già delegato per il Comune di Trento per lo sviluppo del Monte Bondone, e Enrico Franco come moderatore.
I maestri di sci e snowboard del Monte Bondone il 12 marzo 2019 diedero vita a una bella fiaccolata per dare il loro contributo al “Sì alla funivia”, tenendo alta l’attenzione sul tema, in discussione il giorno dopo al Consiglio comunale.
Sono passati più di due anni e mi sembra un’eternità. Ho sentito molte parole, ma non ho notato passi in avanti con fatti concreti, tipo lo studio di fattibilità, il project financing pubblico-privato, i dibatti pubblici previsti per legge per le grandi opere ed altro ancora. Il tema del collegamento per fortuna non è caduto nel dimenticatoio e quindi il Masterplan 2035 può continuare a essere uno strumento sul quale chiamare le amministrazioni (e gli investitori) a impegnarsi per verificarne le condizioni, le fattibilità e l’indotto.
Nel frattempo si sono presentate due ottime opportunità, i fondi per le Olimpiadi e il Pnrr. Per arrivare a quest’ultimo, ritengo si debba investire in un percorso di avvicinamento solido e con ampie convergenze a partire da Comune e Provincia. Purtroppo il tempo stringe. Cosa si aspetta a incominciare? Infine, last but not least, non si dimentichi la “Cabina di regia”, che potrebbe essere un valido aiuto per affrontare la complessità dei temi













