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Coronavirus, la Paganella: ''Impianti importanti per raggiungere servizi in quota ma pronti a tutto. C'è fortissima richiesta per lo scialpinismo accompagnato''

E' un momento delicato e si aspettano indicazioni per l'avvio della stagione. Luca D'Angelo (direttore dell'Apt Dolomiti Paganella): "L’ospite viene stimolato a arricchire la vacanza invernale avvicinandosi a nuove esperienze outdoor a contatto con la natura. Compattezza e flessibilità per uscire dalla crisi"

Di Luca Andreazza - 01 dicembre 2020 - 20:52

ANDALO. "L'accesso agli impianti sarebbero importanti perché rappresentano un collegamento ai numerosi servizi in quota e altrimenti difficilmente raggiungibili". Queste le parole di Luca D'Angelo, direttore dell'Azienda per il turismo Dolomiti Paganella, che aggiunge: "La situazione è complessa e aspettiamo di capire l'esito della trattativa tra le Regioni e il governo. L'altro tema fondamentale è naturalmente quello della mobilità. C'è una fortissima richiesta di informazioni per praticare lo scialpinismo accompagnato". 

 

E' una situazione complessa in Europa, l'avvio della stagione invernale agita un po' tutti i Paesi che presentano importanti aree a vocazione sciistica. Se la Svizzera è già partita, le certezze in Austria cominciano a vacillare, il fronte per l'apertura degli impianti scricchiola. Anche l'Alto Adige sembra sfilarsi invece dalle Regioni del Nord dopo aver presentano un'altra proposta per il via libera alle seggiovie. 

 

E' un momento delicatissimo sul fronte del turismo invernale in un anno particolarmente difficile. I territori appaiono ancora una volta più brillanti e reattivi per cambiare i piani in corso d'opera, delineare strategie e diventare interlocutori primari del tessuto imprenditoriale. Nel frattempo le società impianti producono comunque neve per farsi trovare pronti a ogni possibile scenario, anche l'avvio dopo l'Epifania.

 

"Lo sci è naturalmente una motivazione di vacanza fondamentale - aggiunge D'Angelo - però non è più l'unica. La stagione è un traino, ma sono sempre di più i turisti che cercano altro tra passeggiate e ciaspolate, visite e panorami. Ma anche per questi segmenti di mercato è molto importante l'apertura degli impianti perché la località è strutturata in quota: tanti i servizi che possono essere raggiunti con un discreto dislivello e le seggiovie in questo caso accorciano le distanze".

 

Nella remota ipotesi che il governo cambi direzione e consenta l'apertura delle seggiovie a ospiti degli hotel e seconde case, resta da valutare la possibilità di afflusso per i locali. "Ci prepariamo principalmente a due scenari: chiusura totale o parziale, cioè in base ai due principali nodi che in questo momento riguardano eventuali limitazioni a impianti e mobilità. Nelle prossime ore arriva il nuovo Dpcm e quindi sapremo quale piano affinare e mettere in campo. Il nostro approccio è di flessibilità totale per trovare nuove strade". 

 

L'estate per certi versi è ancora un territorio inesplorato e molto brillante per quanto riguarda le possibilità di "sperimentare", mentre il periodo invernale si è sempre molto stretto intorno alla pratica dello sci alpino. "Abbiamo sempre cercato di diversificare l'offerta - evidenzia il direttore dell'Apt Dolomiti Paganella - per intercettare la clientela, questa emergenza coronavirus ci spinge a trovare nuove soluzioni e canali per restare attrattivi. Siamo tutti operativi per trovare soluzioni adatte e praticabili, i professionisti sono attivi e cerchiamo di raccordarci costantemente con i nostri interlocutori. Le guide alpine ci segnalano, per esempio, che c'è una grandissima richiesta per percorsi di scialpinismo accompagnato. In generale l’ospite viene stimolato a arricchire la vacanza invernale avvicinandosi a nuove esperienze outdoor a contatto con la natura".

 

Non sono mancati gli investimenti per aumentare la sicurezza e la gestione delle criticità nelle stazioni sciistiche targate Dolomitisuperski, così come in quelle a marchio Skirama (compreso policy di rimborso in caso di lockdown), qui si vuole introdurre l'App "Qoda", quella utilizzata a Gardaland per capire i tempi di accesso alle strutture, gli impianti in questo caso. 

 

"La gestione delle code - continua D'Angelo - resta un aspetto prioritario in questa stagione, un'attività critica a prescindere dalla data di partenza. Le piste non sono aree da attenzionare, i problemi maggiori si possono verificare alle partenze, agli arroccamenti, rifugi e apres ski. Le applicazioni possono permettere di far defluire più velocemente la colonna con tempi prestabiliti e ridurre gli assembramenti, ma comunque l'attenzione deve essere massima. Rispetto all'estate, una componente da considerare è quella del freddo, quindi spazi chiusi devono essere ben articolati per garantire la sicurezza".

 

Anche in caso di via libera, pure a gennaio, difficile poter contare sul mercato estero: Polonia e Repubblica Ceca rappresentano in inverno il 23% delle presenze, un valore più basso in Paganella rispetto a molte altre località trentine. "Sicuramente - evidenzia il direttore dell'Azienda per il turismo dell'Altipiano - i pernottamenti italiani potrebbero essere influenzati da restrizioni alla mobilità, nuove regole, difficoltà economiche e timori per gli assembramenti. Sarà quindi necessario essere reattivi per delineare strategie e azioni, lavorare in maniera compatta come sistema. Aspettiamo i doversi protocolli, compreso quello del wellness, un asset fondamentale per hotel e località". 

 

Nonostante le difficoltà di questa 2020 con una primavera cancellata e un'estata partita a rilento, l'Altopiano della Paganella è riuscito fino adesso a contenere i danni. "La stagione estiva - dice D'Angelo - è andata sicuramente meglio delle aspettative. Il segmento dei bikers da giugno a settembre, pur con la quasi assenza di stranieri, ha confermato gli stessi flussi della stagione 2019, una stagione da record, con importanti impatti economici per impianti di risalita, rifugi, noleggi e guide".

 

Un'estate atipica che ha reso le vacanze ancora più spezzettate, più corte, ma che ha aumentato la frequenza dei viaggi. "I turisti italiani sono aumentati - prosegue il direttore dell'Apt - colmando in parte la grande assenza degli stranieri, così come sono aumentati gli affitti negli appartamenti e l’utilizzo delle seconde case. La Paganella ha attratto tanti 'nuovi' ospiti, la montagna in generale ha ispirato sicurezza e ha avvicinato target di clienti che probabilmente non ci avrebbero scelto. Questo è un dato certamente positivo perché arricchisce il bacino di potenziali turisti, ma fa anche riflettere sul profilo di questi ospiti che spesso si sono trovati impreparati".

 

Nonostante le difficoltà, gli investimenti hanno portato i primi risultati sperati. "Il prodotto family funziona e si conferma un elemento determinante. La vera soddisfazione emerge dal segmento outdoor, in particolare quello bike, che comunque ha registrato tassi di crescita molto importanti. Il grande lavoro di squadra di tutti gli attori del territorio si è dimostrato forte, compatto e coeso. E dobbiamo continuare in questo senso: il momento è difficile e le strutture hanno in sospeso anche i collaboratori. Speriamo di avere maggiore chiarezza nelle prossime ore", conclude D'Angelo.

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