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Turismo spaziale, tre mesi di addestramento e dieci giorni in orbita per 800 mila euro. Il presidente dell'Agenzia italiana: "C'è anche l'Italia e forse si parte entro l'anno"

Dopo il test di medio lancio della Virgin Galactic, un'altra società americana è pronta a entrare sul mercato della space economy e lanciare il primo hotel di lusso nello spazio entro il 2021. Battiston: "Tempi un po' stretti, ma altre realtà sono già molto avanti" 

Di Luca Andreazza - 10 aprile 2018 - 06:01

TRENTO. Gravità zero, aurore polari e camera con vista 'Terra', si riaccende l'entusiasmo e la corsa al turismo spaziale. Dopo il test della Virgin Galactic, un'altra società è pronta a lanciare il primo hotel di lusso nello spazio entro il 2021.

 

L'annuncio è della Orion Span, una società di Houston (Texas), che intende mettere a disposizione l'Aurora Station, un modulo spaziale lungo 10 metri e dal diametro di 4,2 in grado di ospitare quattro turisti e due membri dell'equipaggio. A bordo saranno previsti poi esperimenti per coltivare piante, sperimentare la realtà virtuale e accesso internet.  
 

"Questa è un'altra novità - spiega Roberto Battiston, presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) - in questo comparto, ma i tempi mi sembrano abbastanza stretti in quanto la società texana è ancora alla ricerca di finanziamenti e tre anni sono pochi per predisporre gli spazi adatti per ospitare i turisti".

 

Il 'sogno' del turismo spaziale si muove già da qualche tempo. "E' iniziato circa dieci anni fa - evidenzia il presidente di Asi - quando in Russia ci sono stati una decina di 'spedizioni' per permettere a persone particolarmente facoltose di raggiungere la stazione spaziale e restare in orbita circa dieci minuti, escluso lancio e rientro. E' un mercato in evoluzione e in crescita".  

 

Dopo anni di test a terra e nell'atmosfera, un rallentamento per l'incidente nel deserto del Mojave nel 2014, la certezza è il successo del primo volo suborbitale di prova della navetta SpaceShipTwo VSS Unity targata Virgin Galactic portata in quota dall'aereo cargo White Knight Two, pilotato dal friulano Nicola Pecile e Mike Masucci. 

 

"Questo è un settore - dice Battiston  - in grado di riscuotere interesse. Il lancio intermedio della Virgin Galactic in questo senso è un passo in avanti molto importante. Stiamo monitorando i progressi:  la space economy prende forma e l'attività spaziale si può trasformare in valore economico".

 

Un possibile segmento di mercato che vede l'Italia già in prima linea. A dicembre dell'anno scorso l'Asi ha, infatti, concluso con la Virgin Galactic un accordo tramite la società Altec, costituita dalla Thales Alenia Spazio.

 

"L'idea - dice il presidente dell'Asi - è quella di realizzare in Italia uno spazioporto per i voli suborbitali e per questo guardiamo con grande attenzione ai futuri sviluppi: se tutto procede secondo i piani la Virgin Galactic potrebbe cominciare i voli commerciali entro la fine dell'anno e allora si potrà aprire ufficialmente un nuovo mercato".

 

Una nuova frontiera, nelle battute iniziali e per molto tempo sicuramente appannaggio di pochi, pochissimi, e alla portata di tasche profonde e generose. Mentre la Orion Span ipotizza un costo della vacanza di 9,5 milioni di dollari a persona, cioè circa 800 mila dollari a notte per un soggiorno di 12 giorni a 320 chilometri da Terra (online è già possibile fare depositi restituibili da 80 mila dollari), le proposte scenderanno dagli attuali milioni per stabilizzarsi a circa 250 mila dollari.

 

Un turismo spaziale non banale, che prevede anche una certa preparazione fisica. "Sono necessari - aggiunge il presidente - tre mesi di addestramento contro i due anni degli astronauti". Ai turisti saranno fornite nozioni basilari su volo spazialemeccanica orbitale e vita in ambienti pressurizzati

 

Il progetto per portare nello spazio i primi turisti che desiderano ammirare la Terra è nato oltre dieci anni fa. Ora la corsa è ripartita e la Virgin Galactic di Richard Branson, la Blue Origin del fondatore di Amazon Jeff Bezos, e Axiom ritornano sulla scena. Iniziative private che si sostituiscono alla Nasa, mentre in Cina l'attività di conquista dello spazio è completamente istituzionale. 

 

"Le soluzioni in esame sono diverse - conclude Battiston - dal modulo gonfiabile Bigelow Expandable Activity Module da agganciare alla stazione internazionale, ma anche la riqualificazione di moduli già orbitanti e la predisposizione di navicelle-hotel. Tutte ipotesi alternativi all'utilizzo della Iss, che richiede autorizzazioni e burocrazie diverse". 

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