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Conto alla rovescia per il masterplan del Bondone, ma intanto la montagna va praticamente all'asta

A fine mese è atteso il piano di sviluppo per valorizzare la montagna cittadina, la relazione tecnica dei consulenti verrà depositata dopo questionari, workshop e forum. Consultazioni tra i vari portatori d'interesse per capire come rilanciare il Bondone. L'amministrazione comunale riparte da lì, ma l'impressione è che il tempo stringa e pure tanto

Di Luca Andreazza - 20 April 2018 - 06:01

TRENTO. Tre hotel e una discoteca e almeno sei appartamenti all'asta. Una probabile chiusura di un altro hotel prima dell'estate. Questa la fotografia del Bondone a pochi giorni dal tanto atteso masterplan di rilancio per l'Alpe di Trento. 

 

A fine mese è atteso il piano di sviluppo per valorizzare la montagna cittadina, la relazione tecnica dei consulenti verrà depositata dopo questionari, workshop e forum. Consultazioni tra i vari portatori d'interesse per capire come rilanciare il Bondone. L'amministrazione comunale riparte da lì, ma l'impressione è che il tempo stringa e pure tanto.

 

Sono ancora quattro le strutture all'asta (tre hotel e una discoteca), mentre si aggiungono sei appartamenti ancora sul mercato tra i 39.500 euro e i 106 mila euro di base, immobili questi che rientrano nei lotti della realizzazione dell'hotel Le Blanc, albergo a quattro stelle a Vason. L'unica partita 'aggiudicata' dopo due tentativi a vuoto è, infatti, quella dell'hotel Norge.

 

L'acquirente, già albergatore in Bondone, si è portato via l'hotel a quattro stelle con centro benessere per 1 milione e mezzo di euro, 1.535.000 per la precisione, contro il valore di 2 milioni e mezzo. Un hotel, bene ricordarlo, costato circa 4,8 milioni di euro, finanziato dalla Provincia con un milione e 747 mila euro ai tempi del Patto territoriale. 

 

Ma non c'è tranquillità e per un albergo assegnato, potrebbe arrivare un'altra tegola. La chiusura dell'hotel Arcadia a Candriai.

 

E se i dati statistici forniti periodicamente dalle Apt e dai servizi provinciali evidenziano una crescita del turismo montano, una dinamica alla quale non sfugge il Bondone, evidentemente qualcosa non torna nei fatturati. E se qualche 'colpa' potrebbe essere attribuita agli operatori, che per reggere la concorrenza si trovano costretti a scontare i prezzi di listino, dall'altro lato qualcosa non torna a livello strutturale.

 

La voce è, infatti, sempre più insistente e potrebbe abbassare la saracinesca già prima dell'estate tra la morsa degli istituti di credito, le promesse politiche di rilancio, i continui stop and go (l'ultimo in ordine di tempo il campo di Candriai, qui articolo), e le vicende seguite alla tragica scomparsa del proprietario un paio di anni fa.

 

Vaneze la situazione più critica. Tutto dopo che la struttura, già conosciuta come hotel Augusta, era fallita ancora prima di passare dal via, un po' la storia dello storico hotel Dolomiti di Vaneze, scheletro fatiscente che nonostante i contributi messi sul piatto sempre nel Patto territoriale e lì a deperire senza aver mai accolto alcun turista, come l'Auditorium, sempre a Vaneze, chiuso per inagibilità dal Comune e senza futuro. Qui anche per la discoteca Studio Uno non si è presentato nessuno all'asta e ora il prezzo è sceso da 400 mila a 290 mila euro, mentre l'hotel Europa è mestamente in cerca di 'padrone' per vie private. Solo l'hotel Monte Bondone dopo il cambio di timone e l'arrivo di Paolo Torboli in controtendenza tra grandi investimenti e un nuovo look.

 

Conti che non tornano tra vicissitudini delle proprietà. L'hotel Norge era ed è operativo e funzionante, ma era finito all'asta, così come il Dolomiti Chalet Family hotel, tre stelle a Vason, sul mercato per 1 milione e 600 mila: l'ultimo appuntamento è finito deserto per un albergo che aveva ricevuto dal Patto territoriale un contributo provinciale da un milione e 165 mila per la ristrutturazione.

 

Restando sul Bondone, ma spostandosi sull'altro versante, si trovano due hotel finiti nella morsa della crisi finanziaria. Il Piccolo Principe Suite, un gioiellino, e Albergo Floriani, entrambi a Lagolo e travolti dalle difficoltà della sua proprietà, fallita nel 2013, nonostante i contributi ottenuti per ampliare e ristrutturare le strutture di proprietà.

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