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Vendemmia, i conti Bossi Fedrigotti rilanciano e si rafforza la collaborazione tra Isera e Valpolicella

I conti hanno scritto forse la pagina più autorevole del panorama enoico non solo trentino: sono stati i primi a produrre in Italia un rosso stile Bordeaux. Lo hanno fatto nel 1961 con uno strepitoso – e tuttora importante – Fojaneghe, dal nome della loro tenuta viticola sulle colline basaltiche tra Isera e Mori

 

Di Nereo Pederzolli - 02 settembre 2018 - 20:03

ISERA. Vendemmia, tempo di bilanci, ma anche di rinnovato spirito imprenditoriale. Con una delle cantine storiche del Trentino che consolida concretamente le sinergie produttive con Masi Agricola, azienda leader nella produzione di Amarone, nel cuore della Valpolicella, sede tra l’altro situata dove a suo tempo pure il sommo Dante – in esilio da Firenze a Verona – curava la vite. 

 

Con questa vendemmia 2018, dopo una dozzina di anni che i conti Bossi Fedrigotti conferivano tutte le loro uve ai tecnici di Masi, adesso la collaborazione tra Isera e Sant’Ambrogio Valpolicella diventa ancora più efficiente.

 

Per nuove sfide, per proiettare i vini delle tenute sulla sponda destra dell’Adige verso ambiti traguardi, assolutamente di stampo internazionale. Senza però tralasciare i legami con la terra trentina. Del resto i Bossi Fedrigotti vantano oltre 400 anni d’esperienze enologiche.

 

E hanno scritto forse la pagina più autorevole del panorama enoico non solo trentino: sono stati i primi a produrre in Italia un rosso stile Bordeaux. Lo hanno fatto nel 1961 con uno strepitoso – e tuttora importante – Fojaneghe, dal nome della loro tenuta viticola sulle colline basaltiche tra Isera e Mori.

 

Un vino che ha cambiato la storia dell’enologia dolomitica. Basti pensare che il più blasonato Sassicaia è uscito sul mercato solo nel 1968, ben dopo il Fojaneghe

 

Ecco perché con questa vendemmia si ampia e rafforza il legame – solo di gestione enologica e di strategia commerciale – con il gruppo, Masi, gestito con grande competenza e sagacia dalla famiglia di Sandro Boscaini, ‘Mister Amarone’, nonché ai vertici di numerosi organismi di tutela del vino Made in Italy.

 

Una scelta lungimirante, quella dei conti Bossi Fedrigotti. Dettata pure da un recente lutto che ha colpito la dinastia (la scomparsa del conte Gianpaolo) e dalla necessità di allargare la visibilità del marchio, tramite Masi, presente sul mercato in oltre 30 paesi.

 

E’ stata revisionata la gamma dei prodotti, mantenendo la fedeltà agli iconici Fojaneghe e Pinot Grigio (Vign’ Asmara, dal nome di una villa storica d’Isera) allargando la gamma allo spumante classico, un Trento Doc dedicato al fondatore moderno dell’azienda, conte Federico. Spumante di grande valore, che ha conquistato pure i mitici Tre Bicchieri del Gambero Rosso.

 

"E’ per noi il modo migliore per valorizzare i vini d’Isera e uno stimolo a proseguire ulteriori collaborazioni" – spiega Sandro Boscaini.  

 

La gestione dei vigneti, cantina e brand è dunque ora affidata a Masi. Con la supervisione della blasonata famiglia nobiliare. "La storica radice va coltivata, esige innesti di giovinezza e di efficienza, pure di stimolante professionalità – spiega la contessa Maria Josè Bossi Fedrigotti, che assieme sua sorella, la famosa scrittrice Isabella, continua a presidiare la tenuta familiare, potenziando pure aspetti colturali legati all’evoluzione del vino trentino, del Fojaneghe su tutti.

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