La dinastica dei marchesi Guerrieri Gonzaga festeggia 300 anni di storia e rilancia il sogno con fulcro la Tenuta di San Leonardo tra visione e qualità
Tre secoli d'impegno nell'ambito vitivinicolo, i marchesi Guerrieri Gonzaga tagliano un traguardo prestigioso e continuano con dedizione a ricercare l'alta qualità della produzione alla Tenuta San Leonardo

AVIO. Tre secoli d’impegno per custodire un ambito vitivinicolo pregiato. Vocato alla vite già prima dell’anno Mille, colture e culture in costante evoluzione. Il passato che diventa presente, tra fascino ambientale, la bellezza dei Campi Sarni - conca vitata sul confine tra Trentino e Veneto, l’Adige che lambisce e la montagna che conforta il microclima, sancisce limiti, esalta differenze.
Valori intrinsechi mirabilmente proposti dall’operato di una dinastia nobiliare inconfondibile. Per stile di vita, per l’assoluta sobrietà del loro operato, decisamente rispettoso delle sincere prospettive della comunità rurale della Vallagarina. Un lasso di tempo impareggiabile, due date d’assoluta autorevolezza: 1724 - 2024. Sempre con la nobile dinastia dei marchesi Guerrieri Gonzaga.
Trecento anni che dimostrano come la classe del vino sia tutta qui. Sempre nella medesima Tenuta San Leonardo, già priorato religioso e autorevole baluardo di tradizione e d’identità territoriale. Fatta di tante attenzioni: cantina aperta per incontri, confronti di tecniche agricole innovative, il recupero della cultura rurale, la tutela dell’habitat. Sempre con assidua, incessante, passionale dedizione alla vite.
Il marchese Carlo e suo figlio Anselmo hanno imbastito un ritrovo epocale, accogliendo amici, operatori del vino, nonché esponenti della politica locale e una schiera di storici collaboratori aziendali, persone che hanno accudito i vigneti come fossero giardini. Rendendo il maestoso parco un giardino vitato, tra piante ultrasecolari e una gamma floreale mirabilmente accudita.
Evento scenografico quanto coinvolgente. Per onorare il lavoro di una schiera instancabile di quanti curano la Tenuta, per consolidare il prestigio del vino simbolo, il San Leonardo, definito "il più bordolese dei vini italiani". Vino simbiosi di sogno e tradizione, in grado di trasmettere il carattere dell’identità enoica trentina. Senza alcun tentennamento. Così la serata per festeggiare i tre secoli d’attività agraria tra sperimentazioni e una costante ricerca mirata all’esclusività.
Sul lungo tavolo imbastito nel parco sono stati serviti i vini iconici dei marchesi Guerrieri Gonzaga, stappando le prime bottiglie di un loro carezzevole spumante classico, seguito dal Vette, un Sauvignon bianco, poi il Gemma, vino rosato altrettanto intrigante. Senza nulla togliere all’apoteosi di un San Leonardo 2013, servito da bottiglie in mega formato, doppi magnum (Jeroboam).
Il “San Leonardo” nasce in uno storico feudo, a Borghetto all’Adige, dirimpetto al castello di Avio, grazie ai Marchesi Guerrieri Gonzaga, che amano e pettinano queste terre dal 1724. Precise le tipologie viticole portanti: Cabernet Sauvignon, Carmenère, Cabernet Franc e Merlot, vitigni in parte già presenti fin dalla fine dell’800, ai quali i Guerrieri Gonzaga hanno sempre affidato la loro aspirazione a produrre vini che si distinguessero per equilibrio ed eleganza. Dedizione certosina che ha consentito di mettere in bottiglia - nel 1982 - un piccolo, grande capolavoro: il San Leonardo.
Una curiosità: da giovane, il marchese Carlo, ha collaborato come enologo con i nobili della Tenuta San Guido proprio per mettere a fuoco il progetto Sassicaia, scaturito a Bolgheri, in Toscana, negli Anni ’50, ma finito in bottiglia – per la prima volta – solo nel 1968.
Il marchese Carlo Guerrieri Gonzaga, classe 1938, è tuttora l’instancabile artefice della tenuta di Borghetto, nonché del recupero e promozione del Parco della sua famiglia, situato nel centro di Villa Lagarina.
Con la sua visione e l’assoluta dedizione per la qualità ha saputo elevare il San Leonardo in ogni ambito internazionale. Il suo amore per le tradizioni e per il bello ha reso magico l’alone del suo operato, sia a Borghetto che a Villa Lagarina. Non solo: ha saputo appassionare tutte le persone che vi lavorano o che hanno dedicato parte della loro vita alla cura dei Campi Sarni.
La conferma? La gioiosa festa del compleanno ultrasecolare. Un traguardo per rilanciare il sogno.












