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A Trento arriva la prima gara di monoposto con ''motore a spinta''. Fedrizzi: ''L'evento per i 70 anni del Rotary Club Trento, avrà finalità benefica''

Si annuncia una grande festa quella che andrà in scena il 5 ottobre sul ''circuito del Giro al Sas''. A partecipare sarete voi (ecco come costituire un team e quali sono le regole per costruire il vostro 'carrettino') e il divertimento è assicurato

Di Luca Pianesi - 24 marzo 2019 - 18:11

TRENTO. Si potrebbe chiamare il Gran Premio del Giro al Sas quello che per la prima volta vedrà sfilare tra le vie del centro di Trento delle fuoriserie con pilota, con tanto di casco ben allacciato in testa, ed equipaggi ''agguerriti'' pronti a centrare la vittoria. A sfidarsi dei team composti da un minimo di 4 partecipanti ad un massimo di 8 con monoposto ''dotate di un adeguato impianto acustico'' (è nel regolamento). La Formula1 sbarca in Trentino? Non proprio. Si tratta della prima SoapBox Race 2019 organizzata dal Rotary Club Trento per sabato 5 ottobre per celebrare i 70 anni del Rotary Club Trento. Si tratta di una gara a scopo benefico che vedrà sfidarsi macchine senza motore costruite dagli stessi partecipanti.

 

Dei ''carrettini'' che si muoveranno a spinta lungo un circuito realizzato in pieno centro storico nel weekend del Trento Running Festival (le auto si sfideranno al mattino a partire dalle 10). ''Vuole essere un evento unico per la città - spiega Massimo Fedrizzi presidente del Rotary Club Trento - con finalità goliardica e sociale. L'idea, infatti, è che i team che si iscrivono (i tempi sono stretti e si accetteranno al massimo una quindicina/ventina di team quindi affrettatevi QUI PER TUTTE LE INFO ndr) poi si riuniranno a progettare e costruire la loro monoposto, magari faranno delle prove, insomma si divertiranno con lo scopo finale di ritrovarsi il 5 ottobre al via della gara. E la stessa gara non vuole essere una competizione agonistica. Per vincere, infatti, conterà sia il tempo che verrà realizzato dal team per completare il circuito ma anche l'originalità del mezzo, le caratteristiche tecniche dello stesso, il numero di persone che vi hanno preso parte e l'effetto sorpresa, che potrà essere, per esempio, un clacson con un suono particolare''.

 

Insomma gara sì, ma fino a un certo punto. Una giuria farà la somma dei vari punteggi delle diverse voci e poi si decreterà il o i vincitori. A trionfare sarà, sicuramente, il divertimento. Quello di chi realizzerà i carrettini in questi mesi, quello di chi li porterà in strada per guidarli o spingerli e quello del pubblico che assisterà a una sorta di ''corsa più pazza del mondo'' con mezzi dalle forme più strane, suoni e, chissà, magari divise combinate goliardiche e divertenti. E poi c'è la finalità. ''L'evento sarà coperto da liberalità che arriveranno dal Rotary, da aziende, società e istituti - spiega ancora Fedrizzi - e quindi ai partecipanti verrà chiesto di realizzare la loro monoposto e gareggiare. Il fine ultimo è quello di raccogliere più fondi possibili per poi realizzare un service (un'iniziativa ndr) importante da donare alla città''. 

 

Diciamo, quindi, che non ci sono scuse: l'evento si annuncia imperdibile e in più la finalità è tutta benefica. Per avere i dettagli su come realizzare la vostro monoposto (e quindi regole sulle dimensioni, struttura etc..) e ogni altra informazione utile consultate il sito del Rotary Club Trento (QUI LINK). Vi troverete anche il modulo per l'iscrizione. L'evento nasce per celebrare i 70 anni dalla nascita del Rotary Club Trento. Fondato il 5 luglio 1949, primo nel Trentino, dal Club di Verona ha subito promosso la collaborazione e l’amicizia in una terra che in quel momento era al centro di forti contrasti etnici

 

Primo presidente del Club nel periodo 1949-1950, costituitosi con 23 soci, è stato l'ingegner Emilio Gaffuri. Altri soci fondatori furono Antonio Alberti Poja, Gino Benvenuti, Giacomo Colombo,  Amedeo Costa, Gian Battista Dalla Valle, Mario Dalsasso, Arrigo de Rizzoli, Beppino Disertori, Vittorio Dusini, Giulio Dolfin, Enoch Fiorini, Emilio Gaffuri, Luigi Gaudenzio, Vittorio Lubich, Marino Malacrea, Angelo Marolda, Bruno Mendini, Isidoro Miori, Leonardo Nardelli, Giuseppe Stefenelli, Nino Tonetti, Carlo Torzi, Dino Ziglio.

 

 

Nello stesso anno di fondazione il Club di Trento attivò contatti e la procedura per istituire un Rotary Club a Bolzano, riconoscendo al capoluogo altoatesino, una paritaria "autonomia", in anticipo sulla situazione politica. 

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