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Atto di nascita con due madri, l'avvocato Schuster: ''Per la Corte il problema indicato dal tribunale di Pisa non sussiste''

In questo modo sarebbe inammissibile per difetto di motivazione la questione sollevata dal tribunale di Pisa sulla formazione di un atto di nascita in cui siano riconosciute due madri di un bambino nato in Italia ma di nazionalità statunitense, acquisita dalla madre gestazionale

Pubblicato il - 21 ottobre 2019 - 20:06

TRENTO. "Il tribunale ha riferito il proprio dubbio di costituzionalità a una norma interna che avrebbe impedito l'applicazione della legge straniera, rilevante nel caso concreto in ragione della nazionalità del minore, ma non ha individuato con chiarezza la disposizione contestata", queste le parole dell'avvocato Alexander Schuster nel commentare la nota della corte costituzionale, e ha aggiunto: "Non ha dato adeguato conto della sua affermata natura di norma di applicazione necessaria".

 

In questo modo sarebbe inammissibile per difetto di motivazione la questione sollevata dal tribunale di Pisa sulla formazione di un atto di nascita in cui siano riconosciute due madri di un bambino nato in Italia ma di nazionalità statunitense, acquisita dalla madre gestazionale.

 

"Le sentenze - prosegue Schuster - vanno commentate se si hanno davanti. Tuttavia, la sentenza d’inammissibilità pare di fatto smentire la tesi del tribunale di Pisa per cui ci sarebbe un ostacolo a formare un atto di nascita con due madri in Italia, consentendo così finalmente al bambino, ormai prossimo ai quattro anni, di avere due madri anche sulla carta. È una sentenza, quindi, che speriamo di poter accogliere favorevolmente. Infatti, è noto che nessuna disposizione in Italia vieta di formare un atto di nascita con due madri nel caso di figlio nato da fecondazione assistita".

 

Le regole per stabilire chi è genitore in caso di procreazione medicalmente assistita, infatti, sono diverse da quelle di una procreazione tramite rapporto sessuale, situazione nella quale è del tutto ovvio che non vi potrà che essere un padre ed una madre.

 

"Diverse le regole, in Italia come all’estero, quando di un rapporto sessuale non c’è stata nemmeno l’ombra. Il minore - evidenzia l'avvocato - disse già la Corte costituzionale nel 1998, deve essere tutelato rispetto all’adulto che con le proprie azioni ne ha determinato la nascita. E' il principio del consenso. In assenza di divieto espresso, il tribunale di Pisa ha cercato di evincere comunque il principio che un atto di nascita non possa che menzionare un padre e una madre. Affermò di averlo trovato nelle norme del Codice civile e in altre norme secondarie che parlano solo di madre e padre. La Corte, nel preannunciare che il tribunale, nonostante gli sforzi, 'non ha individuato con chiarezza la disposizione contestata', indicherebbe in realtà che un tale principio non può certo essere rinvenuto nelle norme del codice civile che parlano di padre-madre".

 

Protagoniste della vicenda, due donne, una italiana e una statunitense, sposate negli Usa e che, con una fecondazione eterologa in Danimarca, hanno avuto un bambino, nato in provincia di Pisa, che ha acquisito cittadinanza straniera dalla madre gestazionale. 

 

"E se non si riviene un principio lì, nel Codice civile, non lo si può rinvenire, come è stato sostenuto in udienza, in nessun altro luogo dell’ordinamento giuridico - dichiara l’avvocato -. Se la Corte afferma di non cogliere dove starebbe un tale principio, è ovvio che esso non può costituire nemmeno un ostacolo, ostacolo che il Tribunale pisano aveva qualificato come 'norma di applicazione necessaria".

 

Ulteriori e definitivi commenti potranno essere dati a sentenza depositata. "È una sentenza – conclude Schuster – che auspico faccia comunque chiarezza sulla validità dei tanti atti di nascita formati in innumerevoli comuni con due madri italiane. I bambini sono tutelati dando loro due genitori. Nelle famiglie arcobaleno il secondo genitore è la co-madre, non certo un donatore anonimo di sperma. È tempo di dirlo chiaramente e di dare tutela certa a questi bambini".

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