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Bilù, la biblio-ludoteca multiculturale dei Solteri. "Un luogo di incontro, aggregazione e scambio per gli abitanti del quartiere"

Giovedì 10 ottobre la riapertura dopo la pausa estiva. Un luogo dove grandi e piccini possono incontrarsi, giocare, leggere e conoscersi. Ancora tanti progetti da realizzare. Il grande sogno: far partire un corso di italiano per le mamme straniere 

Foto di Romano Magrone
Di Arianna Viesi - 09 ottobre 2019 - 21:17

TRENTO. Riapre giovedì 10 ottobre, dopo la pausa estiva, Bilù la BiblioLudoteca di quartiere ai Solteri.  Un luogo di aggregazione e incontro per piccini, ma non solo.

 

L'idea nasce dalla collaborazione con il progetto "ConFini comuni", un progetto che si propone di sviluppare e rafforzare le relazioni e le reti tra persone, associazioni e cittadini in un'ottica generativa e sostenere i cittadini attivi che vogliono prendersi carico della propria comunità. Atas (Associazione Trentina Accoglienza Stranieri) è proponente e coordinatore del progetto.

 

In questo contesto, lo scorso autunno, agli abitanti della zona è stato sottoposto un sondaggio per capire quali fossero le esigenze del quartiere. Tra le tante richieste una in particolare: un luogo di aggregazione. La proposta è stata quindi accolta da alcune volontarie che si sono subito attivate per realizzare questo sogno. Grazie alla collaborazione con la Circoscrizione, le volontarie hanno ricevuto una sala sotto la scuola elementare Aldo Gofer.

 

Ha preso così vita un piccolo grande spazio dove gli abitanti del quartiere possono giocare e leggere, ma anche prendere in prestito un libro, incontrarsi e fare quattro chiacchiere: Bilù, appunto. Si possono trovare giochi di società, da fare tutti insieme. Ma anche un angolo per i bambini attrezzato con tavolini e tappeti. Uno spazio per tutti, insomma. La sala ospita più di mille libri, tutti donati da privati cittadini, che possono essere presi in prestito. Si va dai libri per bambini alla saggistica fino ai libri in lingua straniera.

 

Annarita Mattu, una delle volontarie, ci racconta la loro storia. "Siamo partiti con i primi di aprile, con l'inaugurazione ufficiale. Fino a giugno abbiamo portato avanti una bella collaborazione con la scuole del quartiere. Le educatrici, ad esempio,  ci portavano i bambini del nido al mattino. Facevano una passeggiata fino a Bilù. Poi ci siamo fermate per la pausa estiva: siamo tutte mamme e abbiamo i nostri bambini da seguire".

 

Bilù ha preso vita dall'iniziativa di tre donne: Linnea Merzagora, Elisa Prandi e Hanene Shaiek. "Io sono entrata nel gruppo nel secondo momento - continua Annarita Mattu. Linnea, Elisa e Hanene hanno messo in piedi tutto il progetto. Siamo un gruppo piuttosto eterogeneo (ride ndr). Linnea è milanese, Hanene è tunisina e Elisa è argentina. Io sono sarda. Siamo un gruppo bello ampio, diciamo".

 

L'obiettivo, ora, è quello di allargarsi. "Abbiamo in progetto tante cose, ma ci mancano ancora un po' di volontarie per permetterci di gestire tutto al meglio. Vorremmo organizzare anche serate informative e iniziative che possano coinvolgere un pubblico sempre più grande con giochi, laboratori, dibattiti".

 

In progetto anche dei corsi di italiano per stranieri. "Ci confrontiamo molto con le altre mamme del quartiere, abitiamo tutte qui nella zona, e queste sono zone d'incontro. Tante sono mamme straniere che vogliono imparare la nostra lingua e studiarla per aiutare i loro bambini a scuola". Le volontarie si stanno attivando, quindi, per cercare insegnanti disposti a regalare un po' del proprio tempo.

 

Bilù sarà aperta il lunedì dalle 9.30 alle 12.30 e il giovedì dalle 12.30 alle 18.00. Domani la festa per la riapertura. Passate a riempirvi il cuore.

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