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Campeggiatori stanziali ''sfrattati'' dal camping: ''Comune scorretto e danno da 765 mila euro. Non possiamo spostarci d'inverno in appena un mese''

La materia è complessa. Il Comune di Primiero San Martino di Castrozza è proprietario del campeggio e nei mesi scorsi ha deciso di permutare l'area perché non più interessato a gestire il camping. L'intenzione è quella di trovare un imprenditore per rendere più attrattiva la zona e mettere definitivamente a norma l'intera struttura, quindi vuole procedere a liberare l'area

Di L.A. - 25 novembre 2019 - 22:12

PRIMIERO SAN MARTINO DI CASTROZZASfrattati quasi all'improvviso. Una raccomandata del 14 novembre e un termine fissato al 16 dicembre per lasciare la struttura. Succede al camping Sass Maor di Primiero San Martino di Castrozza e la "denuncia" arriva da circa 80 campeggiatori stanziali che ora sono chiamati a trovare una nuova destinazione. Un compito non facile nel periodo invernale tra strutture chiuse e spostamenti resi difficoltosi per il maltempo di questo mese. E queste persone si sono rivolte alla Provincia per chiedere maggiori chiarimenti e una soluzione.

 

La materia è complessa. Il Comune di Primiero San Martino di Castrozza è proprietario del campeggio e nei mesi scorsi ha deciso di permutare l'area perché non più interessato a gestire il camping. L'intenzione è quella di trovare un imprenditore per rendere più attrattiva la zona e mettere definitivamente a norma l'intera struttura, quindi vuole procedere a liberare l'area.

 

"Fino a 5 anni fa - spiegano i campeggiatori - la procedura era quella di sottoscrivere dei contratti annuali con l'allora gestore, Claudio Danieletto, deceduto però nel 2013. Da allora siamo andati avanti a rinnovi semestrali: non vogliamo restare lì a tutti i costi, ma semplicemente questi spostamenti si possono fare in primavera: serve tempo e organizzazione. Siamo a conoscenza della permuta da mesi e da tempo chiediamo indicazioni, che però non ci sono mai state fornite".

 

Poi nei giorni scorsi è arrivata una raccomandata per lasciare l'area. "La permuta - proseguono i campeggiatori - non avrebbe dovuto impedire l'apertura del campeggio ma amministrazione comunale e gestore non hanno trovato un accordo. A pagare sono quindi i campeggiatori, che si ritrovano a dover lasciare in fretta e furia la zona".

Un fulmine a ciel sereno che lascia diversi quesiti aperti. "L'anno scorso - aggiungono - il Comune ha investito diverse risorse per mettere a norma le colonnine elettriche: un intervento che non comprendiamo se poi intendono chiudere il campeggio. Ma se devono prevedere degli interventi sostanziali di messa a norma, siamo stati ospitati e abbiamo pagato per una struttura non regolare? D'altronde siamo un'entrata certa nel bilancio e magari siamo tornati utili per un periodo". 

 

La richiesta è quella di poter trascorrere l'inverno in Primiero per avere il tempo necessario per effettuare i preparativi e trovare una nuova destinazione. "Abbiamo chiesto diversi incontri all'amministrazione - continuano - ma non riusciamo a farci ricevere. I costi di questo sgombero sono alti: un danno da 765 mila euro. Spostare la roulotte costa quasi 5 mila euro e siamo un'ottantina di equipaggi".  

 

E i campeggiatori intendono portare avanti la propria battaglia, interpellata anche la Provincia e si attende ora una valutazione o un parere. "Garantiamo un 40-50% di presenze. Non vogliamo restare a tutti i costi in Primiero - concludono i campeggiatori - siamo disponibili a lasciare la struttura ma chiediamo un comportamento corretto e, soprattutto, che vengano lasciati i tempi tecnici per prevedere l'organizzazione di una procedura che non è banale. Chiediamo tempo fino alla bella stagione. L'atteggiamento del Comune è in netto contrasto con le più elementari regole di rispetto per i turisti della valle, che rappresentano un indotto".

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