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Centro sociale Bruno, contro lo sfratto arriva la lettera di sostegno di autorevoli esponenti del mondo culturale, artistico, musicale e della solidarietà trentina

Contro l’ingiunzione di sfratto arrivano i primi firmatari (ma per sottoscrive il documento basta inviare una mail al contatto qui sotto) che chiedono che venga concessa agli attuali gestori la possibilità di continuare ad usufruire dello spazio che hanno recuperato dallo stato di abbandono in cui si trovava

Pubblicato il - 03 giugno 2019 - 19:52

TRENTO. La disdetta del contratto è fissata per l'8 giugno ma la società civile comincia a mobilitarsi ed iniziano ad arrivare le prime firme ''eccellenti'' per dire ''no'' alla fine di uno dei progetti culturali e sociali più interessanti e longevi, a prescindere da come la si pensi politicamente, che hanno coinvolto, negli anni, migliaia di giovani trentini. Entro sabato, infatti, le ragazze e i ragazzi che stanno dando vita al Centro sociale Bruno dovrebbero abbandonare la struttura di Piedicastello per lo scadere del contratto di ‘comodato d’uso’ concluso da Patrimonio del Trentino.

 

E d'altronde uno dei punti ''qualificanti'' (se può essere ritenuto ''qualificante'' mettere fine a un'iniziativa che negli anni ha comunque arricchito la comunità, anche in questo caso a prescindere da come la si pensi politicamente, foss'anche solo dal punto di vista culturale dando ai giovani del capoluogo possibilità che altrimenti non avrebbero avuto) della Lega e quindi della giunta del cambiamento guidata da Maurizio Fugatti è proprio quello di chiudere con i centri sociali, ad ogni latitudine. E in Trentino il consigliere provinciale Devid Moranduzzo ha già dato prova di non vedere l'ora che ciò accada chiedendo a Fugatti, in consiglio provinciale, se per lo sgombero sarebbero stati messi in campo “tutti i mezzi giuridici a disposizione, compreso l’uso delle forze dell’ordine”.

 

I ragazzi del Bruno hanno già annunciato che non molleranno e intanto è stata lanciata una lettera di sostegno che può essere firmata scrivendo a questo contatto mail: adesioneletterabruno@gmail.com

 

 

All’Amministrazione Provinciale di Trento

Stiamo vivendo con preoccupata apprensione lo sfratto intimato al Centro sociale Bruno che provocherebbe la chiusura di uno dei pochi luoghi di cultura e di aggregazione giovanile esistenti in Provincia. Ci si permetta di insistere su questo punto. Uno dei problemi più acuti presenti nelle realtà urbane come in quelle periferiche è dato dal disagio, disorientamento, solitudine delle giovani generazioni. Ciò che preoccupa non è solo il consumo di alcol e droghe, ma la “desertificazione” delle esperienze di vita. 

Va da sé che la proposta / risposta del Centro sociale Bruno non può e non vuole essere l’unica: il nostro pensiero va anche alla ricca galassia delle associazioni trentine, al mondo del volontariato cattolico e non. Anche queste realtà vanno apprezzate e sostenute con la dotazione di strutture. Tuttavia, il Bruno si è inserito in questo pluralismo con un suo profilo politico accentuato ed è diventato un luogo di riferimento per quei giovani che faticano a trovare nei partiti di sinistra e forse anche nella “forma-partito”, uno spazio (una casa) per il loro impegno politico e culturale e per la loro tensione internazionalista

Così il Centro sociale è diventato in questi anni un luogo di cultura e socialità, con la presentazione di libri (non solo di politica, ma anche di economia, storia, letteratura), spettacoli teatrali, dibattiti, approfondimenti teorici (nell’assenza di “scuole di partito”). Gli spazi sono stati utilizzati per l’integrazione dei rifugiati con i corsi di italiano, per l’accoglienza di persone senza tetto, per ospitare altre associazioni come i gruppi d'acquisto solidale e popolare. 

Il fatto che il Centro sociale Bruno faccia riferimento ad una concezione del mondo che, sbrigativamente, chiamiamo di sinistra non può e non deve essere di ostacolo per una amministrazione di diverso colore politico. La vita democratica, per sua stessa natura, prevede una moltiplicazione delle testimonianze (e delle militanze) politiche e ideologiche, una disseminazione di luoghi di socializzazione, mai, in nessun caso, una sottrazione. Tanto che nel caso di chiusura del Bruno, la perdita, l’impoverimento culturale e politico, sarebbe dell’intera società trentina, non solo e non tanto di una sua parte.

Pensiamo inoltre che il Centro sociale Bruno interpreti un modello di associazionismo culturale diverso e un modo differente di rapportarsi con l’ente pubblico, ovvero capace di sottrarsi alle costrittive logiche del “contributo”. 

L'edificio che oggi ospita il Bruno era stato fino al 2013 uno spazio abbandonato e cadente: dato in comodato d'uso all'associazione Commons, è stato recuperato con il lavoro volontario dei soci. Da questo punto di vista è dunque un esempio virtuoso di come si possa rigenerare il patrimonio urbano inutilizzato e a rischio di degrado per promuovere la partecipazione giovanile (ma non solo).

Risulta inoltre che il Centro sociale abbia sempre pagato le sue utenze di acqua, luce e gas e restituito il prestito sociale che Patrimonio del Trentino aveva concesso per alcuni lavori di sistemazione della struttura. 

A quanto sappiamo lo sfratto sarebbe legato ad un piano di riqualificazione dell’intera zona che a tutt’oggi, però, risulterebbe ancora privo di un progetto definito e di una previsione di spesa. Dunque di là da venire.

In conclusione, chiediamo che l’ingiunzione di sfratto venga ritirata e venga concessa agli attuali gestori la possibilità di continuare ad usufruire dello spazio che hanno recuperato dallo stato di abbandono in cui si trovava.

Firmatari:

* Quinto Antonelli, storico

* Maria Vittoria Barrella, attrice 

* Claudio Bassetti, presidente Cnca (Coordinamento nazionale comunità di accoglienza) regionale

* Marcello Farina, filosofo

* Max Fontanari (Rebel Roots), musicista

* Walter Nicoletti, giornalista

* Vincenzo Passerini, ex presidente Cnca

* Marco Pertile, professore associato di diritto internazionale

* Fabrizio Rasera, storico

* Maria Rosa Mura, fondatrice “Il Gioco degli Specchi”

* Tersite Rossi, scrittori

* Paolo Tonelli, cooperatore

* Michele Toccoli, docenti senza frontiere

* Camillo Zadra, storico

 

Per aderire: 

adesioneletterabruno@gmail.com

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