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Ciclone Idai: la conta dei morti arriva a mille. La Chiesa trentina avvia una raccolta fondi a sostegno delle popolazioni colpite in Africa

Non sono richiesti beni materiali. Le donazioni in denaro possono essere fatte tramite gli uffici Caritas o con un bonifico. Dalla Cei un milione di euro dell'otto per mille

Pubblicato il - 27 marzo 2019 - 16:13

TRENTO. Sono un migliaio (una conta, purtroppo, in continuo aggiornamento, con il ritirarsi delle acque) le persone morte in Africa per il ciclone Idai. Un evento devastante che ha colpito l'Africa australe negli scorsi giorni. Anche la Chiesa di Trento si mobilita per le popolazioni interessate con una raccolta fondi da destinare a sostegno della prima emergenza.

 

Mozambico, Zimbabwe e Malawi sono i Paesi maggiormente interessati dal ciclone che ha costretto centinaia di migliaia di persone a sfollare, che ha distrutto case ed edifici pubblici e bloccato diverse strade, rendendo inaccessibili intere zone. Molto elevato è anche il rischio di epidemie.

 

"Ancora una volta - si legge in una nota ufficiale della Diocesi di Trento - i Paesi più poveri subiscono le conseguenze peggiori dell'aumento di intensità e frequenza delle catastrofi ambientali, provocate anche dai cambiamenti climatici".

 

La Diocesi per l'emergenza ha attivato dunque una raccolta di fondi ospitata dagli uffici Caritas di Trento (in via Barbacovi, dal martedì al giovedì dalle 09 alle 12 e dalle 14 alle 17 e il venerdì solo al mattino). Una donazione è possibile anche tramite bonifico (intestato alla "Caritas diocesana Trento", conto della Cassa centrale banca Credito cooperativo IBAN: IT41 G035 9901 8000 0000 0081 237 con causale "Alluvioni Africa australe").

 

Nessuna richiesta di invio di beni materiali, precisano dalla Diocesi. Nonostante le difficoltà, le Caritas dei tre Paesi dell'Africa centro-oirientale, attraverso gli organismi nazionali, diocesani e le parrocchie, si sono mobilitate per un primo piano organico di intervento d'urgenza. La presidenza della Cei per questo scopo ha stanziato un milione di euro, dai fondi dell'otto per mille, ai quali si aggiungono altri 500.000 euro provenienti dalla rete Caritas.

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