Da Manolo allo scalatore trentino Rolando Larcher, il mondo verticale protagonista a Faenza
Un appuntamento per festeggiare il decennale dalla proclamazione delle Dolomiti come patrimonio mondiale Unesco tramite i filmati proposti dalla Fondazione e dall’Apt San Martino di Castrozza Primiero

FAENZA. Sono state tre serate in alta quota con la Festa della Montagna dell’Uoei alla sala "Zanelli" del centro fieristico di Faenza. Non solo per le pareti, gli scalatori e la verticalità che era il tema di questa edizione numero 53, ma anche per il numero di spettatori, complessivamente oltre 800 nelle tre serate della manifestazione, con la punta di circa 330 in quella conclusiva.
Tanti i protagonisti trentini nel corso della kermesse, anche negli anni precedenti. Nel primo incontro grande risalto per lo scalatore Rolando Larcher, protagonista dell’alpinismo sportivo e il giornalista Livio Sposito che ha rievocato le scalate sulle Dolomiti di 150 anni fa del pioniere Paul Grohmann.
Si è poi proseguito a tutto sport con il campionissimo Michele Boscacci che ha condotto il pubblico alla scoperta dello sci alpinismo. Tesserato per il Centro sportivo esercito dal 2014, l’azzurro valtellinese ha conquistato tante vittorie: per due volte Coppa del Mondo Overall, “Grande Course”, Patruilles fra Glaciers, tour di Rutor, e in ben tre occasioni il trofeo Mezzalama. Da anni si conferma campione italiano vertical. Boscacci sarà tra gli atleti nella finale di Coppa del Mondo di sci alpinismo che si svolgerà a Madonna di Campiglio ad inizio aprile 2020 come illustrato dal responsabile marketing dell’Apt di area, Simone Riva.
Un appuntamento per presentare anche gli altri eventi internazionali di sport invernali del 2020 in Italia: Mondiali di biathlon a Anterselva (febbraio) e finali di Coppa del Mondo di sci alpino a Cortina (marzo). La conclusione della Festa della Montagna 2019 è stata impreziosita con il ritorno a Faenza dopo 32 anni Maurizio Zanolla, in arte Manolo, detto anche il Mago, arrampicatore, alpinista e guida alpina.
E' considerato tra i pionieri dell’arrampicata libera in Italia, ha presentato il libro “Eravamo immortali” (Fabbri editori). E’ stato un evento speciale per il decennale dalla proclamazione delle Dolomiti come patrimonio mondiale Unesco, rappresentato da filmati proposti dalla Fondazione e dall’Apt San Martino di Castrozza Primiero.
A fare una foto ricordo con Manolo i giovani atleti di arrampicata della Carchidio Strocchi di Faenza, tra cui Marco Rontini, fresco del titolo europeo giovanile di Arrampicata Sportiva Speed, nella categoria Youth B conquistato pochi giorni fa a Voronezh, in Russia, e il tecnico Stanislao Zama.
Il campione imolese di ultra trail Gian Luca Galeati ha concluso raccontando le sue esperienze nella corsa in montagna, disciplina in cui ha raccolto importanti piazzamenti e successi sulle vette della Valle d’Aosta.













