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''Dolomiti montagne di Venezia'', il Trentino fa la voce grossa ma il Veneto sorride: ''Si va avanti e abbiamo pronti altri marchi''

Prima riunione della Fondazione Dolomiti Unesco dopo le elezioni provinciali a Trento e Bolzano. Il chiarimento c'è stato, ma la sostanza non cambia. Il Trentino e Tonina, che riveste la funzione di vice presidente del Cda della Fondazione, si trovano a incassare. Quasi bocciata la "vignetta" sui passi dolomitici

Di Luca Andreazza - 26 febbraio 2019 - 05:01

TRENTO. Il Trentino prova a fare la voce grossa, ma il Veneto risponde con un sorriso: dopo il brindisi con il governo, il progetto "Dolomiti montagne di Venezia" va avanti a tutta. Questo a fronte di un comunicato stampa della Provincia dai toni piuttosto festanti (Qui comunicato stampa della Pat: Dolomiti Unesco: rinnovato l’impegno di una strategia comune). La realtà però sembra diversa. "Un'operazione estremamente delicata”, aveva commentato il vice presidente Mario Tonina all’indomani della presentazione del logo alla fiera internazionale del turismo di Milano (Qui articolo).

 

Il vice presidente della Provincia si era comunque detto convinto che "in occasione della prossima seduta del Consiglio di amministrazione della Fondazione ci si possa confrontare costruttivamente su questi aspetti" (Qui articolo). E il Cda della Fondazione Dolomiti Unesco è d'accordo: le scelte future che hanno un ruolo strategico per tutta l’area Unesco devono essere condivise. Ma intanto il dado è tratto e c'è poco da dire le montagne sono di tutti, ma il marchio è azzeccato.

 

"E' un brand di marketing territoriale che rafforza e valorizza tutte le Dolomiti - commenta Roberto Padrin, presidente della Provincia di Belluno e consigliere della Fondazione - non solo quelle bellunesi. Un progetto che segue un percorso lungo e articolato, un modo per legare le eccellenze, sarebbe stato sbagliato non sfruttare il richiamo di Venezia, tra le città più belle del mondo, e le montagne patrimonio dell'umanità". 

 

Insomma, il chiarimento c'è stato, ma la sostanza non cambia. Il Trentino e Tonina, che riveste la funzione di vice presidente del Cda della Fondazione, si trovano a incassare. Il logo scelto per lanciare le Dolomiti bellunesi come "montagne di Venezia", anche in vista delle Olimpiadi invernali 2026, non si ferma. Anzi il Veneto rilancia. "Nei prossimi giorni - dice il presidente della Provincia di Belluno - presenteremo altri marchi e diversi payoff perché questo è solo un brand di base".

 

Una prima riunione del Consiglio di amministrazione della Fondazione a tre mesi dall'insediamento delle giunte provinciali di Trento e Bolzano per prendere le misure sul futuro delle Dolomiti, anche dopo l'ondata di maltempo. Il prossimo passo certo è quello di aprire un confronto sulla promozione attraverso un tavolo di lavoro per fare il punto su diverse tematiche, come la mobilità nei passi dolomitici.

 

Se Trento rinuncia alla chiusura del passo Sella e ipotizza l'istituzione della "vignetta", questo percorso sembra già in salita, quasi una bocciatura. Un pedaggio da Canazei interessa anche il Pordoi e quindi anche il Veneto. La legge di riferimento provinciale è, infatti, la numero 46 del 2016 che introduce alcuni provvedimenti per limitare il traffico, ma non specifica le misure. La Corte costituzionale legittima eventuali orari e numeri chiusi, teoricamente anche i pedaggi in aree ristrette.

 

Questa norma si limita, però, a regolare i passaggi tra le Province di Trento e Bolzano. Se la "vignetta"dovesse scattare al bivio di Canazei, per esempio, interessa anche il Pordoi e quindi serve un accordo con il Veneto (Qui articolo). 

 

"Serve un'analisi delle limitazioni - dice Padrin - personalmente sono scettico rispetto alla chiusura dei passi. E' necessaria un'altissima condivisione per eventualmente procedere: si devono coinvolgere i sindaci e gli operatori per trovare la quadra. Queste operazioni sono particolarmente delicate e quindi si deve prendere un provvedimento prossimo all'unanimità per andare avanti".

 

All’ordine del giorno della Fondazione anche le iniziative per festeggiare il decennale del riconoscimento Unesco delle Dolomiti come Patrimonio mondiale dell’umanità, che cade proprio nel primo anno di presidenza della Fondazione Dolomiti da parte del Trentino, ruolo che la nostra Provincia assumerà formalmente nei prossimi mesi.

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