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E' battaglia legale tra Sad e Provincia per gli spazi pubblicitari sugli autobus e spunta anche un conflitto d'interesse

La Sad ha fatto richiesta di un provvedimento urgente per arrivare a mettere fuori gioco il regolamento provinciale che specifica il funzionamento delle pubblicità sui trasporti pubblici. Il tribunale non ha accolto l'istanza, ma spunta l'ombra del conflitto d'interesse: tra i giudici anche Margit Falk Ebner, moglie di Toni Ebner, azionista di Athesia che mira a quelle pubblicità

Pubblicato il - 30 gennaio 2019 - 16:03

BOLZANO. Il ricorso della Sad contro la Provincia e la sua controllata Sta Ag è stato depositato ormai da alcune settimane. La Sad lamenta una delibera riguardo la mobilità, nella quale la Provincia regola la pubblicità commerciale sui treni e sugli autobus a livello territoriale. Ingomar Getterer & Co. vorrebbero far cadere le limitazioni imposte dalla Provincia per salvare un affare milionario già pianificato. A riferirlo Salto.bz a firma di Christoph Franceschini (Qui articolo in lingua originale). Una vicenda che riprende anche l'articolo di Tageszeitung (Qui articolo).

 

Il tempo è poco e quindi i ricorrenti hanno subito interessato il tribunale per una richiesta di un provvedimento urgente per arrivare a mettere fuori gioco il regolamento. In questo momento la Sad però ha subito una battuta d'arresto. La giustizia ha respinto la richiesta lo scorso 22 gennaio.

 

Ora, come spiega Salto.bznon resta che aspettare un paio di mesi per la sentenza. Nonostante questo, la vicenda resta tesa. Non si tratta solo di un ricorso, ma si parla anche di possibili conflitti di interesse in quel di Bolzano.

 

Nella nuova legge sulla mobilità provinciale c'è anche il capitolo, che prevede: "Il Consiglio provinciale per la mobilità emana le norme sull'attrezzatura, la colorazione e le specifiche del servizio di trasporto pubblico, oltre all'utilizzo degli spazi pubblicitari".

 

Questo è stato stabilito dall'ex assessore Florian Mussner il 31 luglio scorso nel decreto 11588/2018. È proprio questa la parte finita nel mirino della Sad. Nel decreto non vengono solo definite le specifiche delle pubblicità sugli autobus, ma sono dettagliate le scritte e le grandezze negli spazi esterni e interni del mezzo.

 

"L'utilizzo degli spazi pubblicitari sui trasporti pubblici (bus, treni, tram e impianti funiviari) vengono chiaramente regolamentati in modo uniforme. Non si possono prevedere pubblicità negli spazi esterni e interni di questi mezzi. È possibile solo sugli schermi all'interno dei mezzi, ma solo in caso di schermi doppi o di grande formato. Uno schermo è riservato alle informazioni per i passeggeri. Il secondo schermo, oppure la seconda parte di schermo, viene utilizzata per la campagna istituzionale oppure per la pubblicità commerciale, ma nelle misure regolamentate e previste".


Nell'allegato C del decreto tutte queste linee guida vengono specificate e definite. L'azienda deve sempre fornire le informazioni ai propri fruitori, come la situazione del traffico e alle fermate/stazioni.

 

A questo si aggiunge che il 30% degli spazi pubblicitari deve essere messo a disposizione della Provincia per le campagne istituzionali. Qui il ruolo principale viene giocato dalla controllata Sta Ag. "Si tratta di informazioni pubbliche", afferma il direttore Joachim Dejaco. E qui arriva il punto caldo per Ingomar Getterer & Co: l'azienda, compresa quindi la Sad, è tenuta a utilizzare per un massimo del 30% del viaggio la pubblicità commerciale sugli schermi.

 

Il grande affare

Queste distinzioni comportano però un grosso problema. Il quotidiano Salto.bz spiega che da oltre dieci anni la First Avenue gestisce le superficie alle fermate degli autobus altoatesine. Questa azienda, la cui maggioranza appartiene ad Athesia, ha stretto un accordo con Sad a novembre 2018. Si parla degli spazi pubblicitari all'interno e all'esterno degli autobus in Alto Adige

 

"Questa partnership permette a First Avenue di diventare leader del mercato pubblicitario, compreso quello digitale. Il portfolio si arricchisce di 1.200 spazi esterni e 500 interni sugli oltre 340 mezzi del trasporto pubblico locale per raggiungere in tutto il territorio cittadini e turisti, nei grandi centri come nelle periferie", spiega nella nota della realtà controllata da Athesia. 


L'azienda dell'impero di Ebner propone da mesi non solo gli spazi pubblicitari interni e sugli schermi, ma anche quelli esterni sugli autobus. Si possono prenotare gli spazi e si possono ricevere prezzi esatti. Così come se non ci fossero divieti oppure linee guida per le affissioni sugli schermi. Il ricorso e la volontà di impugnare il decreto della Provincia in tribunale deve essere visto proprio alla luce di questi affari già pianificati. Il primo tentativo della Sad è andato a vuoto, ora si attende quello principale, si aspetta la decisione del Tar.

 

Giudice cieco

Il quotidiano Salto.bz scrive che questo caso è già però un esempio di come a Bolzano si possa andare tranquillamente avanti in pieno e visibile conflitto d'interesse. Il rifiuto della richiesta di provvedimento d'urgenza della Sad è stato deciso questa settimana da un senato della corte composto da quattro membri. E' prassi comune che anche u giudici che gestiscono la sentenza d'urgenza conducano il processo.

 

E in questo caso Margit Falk Ebner non avrebbe dovuto affrontare questo caso. Falk Ebner è la moglie di Toni Ebner, azionista di Athesia e parte in quota della holding famigliare che detiene la maggioranza del colosso altoatesino. 


Formalmente la controllata di Athesia, First Avenue, non è parte del processo, anche se dovrebbe essere riconosciuta come parte in causa nel momento in cui questa azienda possa avere dei vantaggi economici in questa operazione nel caso di accoglimento del ricorso. 

 

Inoltre anche la giudice potrebbe avere personali interessi finanziari, i quali dipendono proprio da questa sentenza. Può non essere un conflitto di interesse e può cambiare poco nell'economia della vicenda, il fatto che il senato dei giudici abbia negato ogni coinvolgimento è una nota di valore. 

 

È però oltremodo sorprendente che nel sistema della giustizia nessuno sembri preoccuparsi di questo fatto, nemmeno l'avvocatura della Provincia si sia espressa nel merito e non abbia sollevato obiezioni

 

O si è ciechi o nell'(apparente) santo Alto Adige valgono altre regole.

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