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Bufera sull'Apt, il sindaco prende tempo. ''Ci tuteleremo contro Maestranzi'', così il cda dell'Azienda per il turismo

Il consigliere comunale del Patt ha letto una sorta di memorandum di quattordici pagine. Problematiche e concetti ribaditi con forza anche in commissione dai firmatari dell'odg e un sindaco che chiama time out e rimanda le risposte punto su punto alla prossima occasione

Di Luca Andreazza - 29 maggio 2019 - 20:33

TRENTO. Il consiglio d'amministrazione dell'Apt stigmatizza le notizie relative alla società e promosse da vari consiglieri comunali di Trento. "Nel riconoscere la legittimità delle attenzioni portate dagli organismi comunali - spiega la nota - esprime il proprio rammarico per come tale attenzione sia stata espressa, con il risultato di strumentalizzare attorno all’Apt di Trento eccessive polemiche politiche".

 

Nel mirino Dario Maestranzi. "L’ostinazione del consigliere - prosegue la nota - nel sostenere il suo punto di vista a dispetto delle informazioni avute e dei chiarimenti forniti dallo stesso consiglio di amministrazione di Apt, di cui il consigliere era membro fino a poche settimane fa, ha il risultato di denigrare la società agli occhi dell’opinione pubblica. Pertanto il consiglio di amministrazione ha dato mandato al presidente di tutelare la società al fine di ripristinare l’ottima immagine dell’Apt Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi costruita con anni di lavoro. Ci teniamo a ribadire che l’Apt è un’azienda consortile importante per il Trentino, in particolar modo per la città capoluogo e per la montagna di Trento, con molti soci ed è una realtà forte dal punto di vista patrimoniale, di bilancio, di organizzazione, con una mission chiara e ben delineata supportata da un programma strategico e operativo e da un ricco calendario di eventi e manifestazioni. Il consiglio d’amministrazione insediato quest’oggi si impegnerà per garantire la continuità aziendale al meglio".
 

 

Nel frattempo ieri, martedì 28 maggio, si è tenuta una commissione restata spiazzata nell'ascoltare la relazione di Dario Maestranzi, reduce da due anni e mezzo circa nel Consiglio d'amministrazione dell'Azienda per il turismo Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi, tanto è bastato per l'esponente del Patt per inviare una relazione, durissima, al sindaco Alessandro Andreatta, accusato di non aver mai voluto prendere in esame le criticità messe in evidenza (Qui articolo).

 

"Abbiamo proposto noi (Maestranzi e Vilardi, rappresentanti del Comune di Trento nel cda dell'Apt, ndr) nel luglio 2017 - scrive il consigliere comunale - la consulenza (poi affidata dopo selezione a Stenico-Santi-Bonomi) per migliorare l’organizzazione di Apt introducendo il concetto che qualcosa non andasse e fu vissuta come una sorte di “lesa maestà”, ricorderà infatti in che clima si svolse la discussione. Solo qualche mese dopo emersero tutte le altre criticità solo parzialmente risolte perché la forza conservatrice da lei avvallata ha prevalso".

 

Una sorta di memorandum di quattordici pagine che riassumo il mandato di Maestranzi a mettere in luce e articolare tutte quelle criticità, già evidenziate nell'ordine del giorno di Elisabetta Bozzarelli e Vanni Scalfi, appoggiato anche dall'esponente del Patt e poi bocciato in volata in sede di Consiglio comunale monotematico (Qui articolo). Problematiche e concetti ribaditi con forza anche in commissione dai firmatari dell'odg e un sindaco che chiama time out e rimanda le risposte punto su punto alla prossima occasione.

 

 

Un documento che analizza in sette punti l'organizzazione dell'Azienda per il turismo, i rapporti tra Apt e Asd e possibili conflitti d'interesse, ma anche un eccessivo turnover dei dipendenti e le condizioni di lavoro. E ancora il rinnovo del contratto della direttrice che secondo il consigliere comunale non sarebbe in regola rispetto alle normative, il numero di componenti del Cda e le deleghe. Questi gli argomenti principali della relazione.

 

Tante le responsabilità che cadrebbero sul Consiglio d'amministrazione che avrebbe in parte abdicato al diritto/dovere di indirizzo e controllo, una concentrazione di potere nella direzione attraverso una procura che fornisce a tutti gli effetti la legale rappresentanza dell'azienda "nonché - dice Maestranzi - la possibilità di operare liberamente all'interno dei soli limiti posti dal budget annuale approvato in assemblea dei soci con macrovoci difficilmente controllabili. Il collegio dei revisori ha più volte ricordato questa irrisolta criticità [...] così come i consulenti Stenico e Santi". Consulenti che avrebbero poi proposto alcune soluzioni, rimandate.

 

Tra queste c'è il comitato esecutivo (un board ristretto per rendere più snelle alcune decisioni): "Previsto dallo statuto - aggiunge il consigliere - costituito e nominato solo il 2 febbraio 2018 ma senza deleghe. Fatto più volte messo a verbale". Una criticità che si sarebbe dovuta risolvere un anno dopo, cioè l'8 febbraio scorso. "Ma si è giunti ancora ad un rinvio - commenta - avrebbe deciso il nuovo Consiglio di amministrazione (eletto a inizio mese - Qui articolo).

 

E' solo un esempio del modus operandi, tanto che vengono evidenziati tempi dilatati per attuare la consulenza 231 e "un pallone che viene spazzato in corner" dietro il rinnovo del Consiglio d'amministrazione. I fari si accendono anche sul rinnovo contrattuale della direzione, che non sarebbe in regola con la legge provinciale. "Un'anomalia - prosegue il consigliere - l'assenza di una selezione concorsuale che si protrae da 10 anni". 

 

In conclusione Maestranzi traccia anche la via, sempre in sette punti: "serve urgentemente una equilibrata redistribuzione delle responsabilità operative (deleghe) tra presidente, Consiglio d’amministrazione, Comitato esecutivo e direzione, inserendo limiti di spesa e obbligo di rendicontazione chiara di tutte le spese sostenute", "va attuata il prima possibile la 231 come già deliberato dal cda a partire dalla creazione del Comitato di vigilanza", "sia indispensabile prevedere in Apt una figura dirigenziale, anzitutto conforme alla legge provinciale, poi che conosca per studi ed esperienza le dinamiche legate al mondo del turismo e che introduca parametri professionali di valutazione, di analisi e di comparazione per tutta l’attività dell’azienda: promozione del territorio, organizzazioni eventi, presenze, arrivi, fiere, etc".

 

E ancora "La nascita di una nuova società che gestirà gli eventi in luogo dell’ermetica Asd Charly Gaul potrà determinare anzitutto una reale trasparenza di come vengono spesi i soldi pubblici e successivamente una possibilità di contribuire ad una migliore organizzazione delle iniziative", "La riorganizzazione di Apt favorirà la ricostituzione in azienda di un ambiente di lavoro sereno e produttivo e quindi conseguentemente che diminuisca il tasso di dimissioni dei dipendenti".

 

Il consigliere delegato al Bondone spiega come "serva portare a termine una riforma del numero dei componenti del Cda, rendendo il board più snello e operativo" e "il futuro di Apt non possa prescindere da un momento di reale chiarezza e indagine sul suo passato ovvero su come sono stati gestiti l’azienda Apt Trento Monte Bondone Valle Laghi, l’Associazione Charly Gaul e i fondi pubblici di cui hanno goduto negli ultimi 10 anni".

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