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La Corte dei conti chiede chiarimenti al Comune per i finanziamenti all'Apt. Nel mirino 500 mila euro in 5 anni su un bilancio da oltre 3 milioni all'anno

La procura ha avviato un'indagine per contestare la carenza di documentazione contabile e la destinazione delle spese. In pratica non verrebbero distinte le risorse utilizzate per attività istituzionali e che sono ammesse da quelle commerciali per le quali la legge non permette di utilizzare fondi di derivazione pubblica

Di Luca Andreazza - 15 ottobre 2019 - 19:05

TRENTO. "Il passaggio dovuto e consueto è quello dell'assoluta collaborazione con la Corte dei conti per fornire la documentazione richiesta nell'ambito di indagine". Così il sindaco Alessandro Andreatta sull'invito a dedurre di un dipendente dell'amministrazione sulla partita dei finanziamenti all'Azienda per il turismo Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi

 

La procura ha avviato un'indagine per contestare la carenza di documentazione contabile e la destinazione delle spese. In pratica non verrebbero distinte le risorse utilizzate per attività istituzionali e che sono ammesse da quelle commerciali per le quali la legge non permette di utilizzare fondi da derivazione pubblica.

 

L'atto di apertura dell’indagine, ha aggiunto Andreatta, non è pervenuto direttamente al Comune e nel ribadire la posizione di  piena collaborazione con gli organi di controllo, il primo cittadino ha, poi, evidenziato anche la qualità dell'operato dell'Azienda per il turismo del capoluogo nel promuovere e sostenere il territorio di riferimento.  

 

Nel mirino del pm i contributi erogati dall'amministrazione dal 2015 per un danno erariale da 500 mila euro in cinque anni. Importi importanti ma "risibili" in un bilancio da oltre 3 milioni all'anno. L'Azienda per il turismo è un ente formalmente privato, gli enti pubblici detengono circa il 17% delle quote, il Comune di Trento incide per il 7%. Ma per funzionare l'Apt necessita di risorse pubbliche per 50% del totale. Un milione e mezzo proviene da piazza Dante, ma in quella sede non ci sarebbe problemi in quanto le procedure di controllo sarebbero più stringenti e dettagliate. 

 

E' probabile che anche in questo caso non ci sia commistione di utilizzo di risorse tra attività istituzionale, come i servizi di informazione e assistenza turistica, e commerciale. Il Comune non avrebbe chiesto una separazione più chiara e analitica tra le due categorie di spesa. 

 

E ora è piuttosto prematuro parlare di colpevolezza, l'invito a dedurre è un atto dovuto quale forma di tutela per permettere al dipendente di poter nominare un legale e poter accedere agli atti. Dopo una fase preliminare di audizione la procura decide se procedere o archiviare il caso. 

 

A palazzo Thun sono abbastanza tranquilli. "Al centro della vicenda - aggiunge Andreatta - c’è il coinvolgimento di una persona, a cui è prioritario portare rispetto dal punto di vista personale e umano. Rispetto a cui si accompagna la solidarietà e, soprattutto, la  piena fiducia maturata in anni di collaborazione. Caratteristica dell’Amministrazione comunale e dei suoi dipendenti, infatti, è quella di attenersi scrupolosamente a leggi, norme e regolamenti, garantendone un’attenta applicazione".

 

Resta la sensazione che sarebbe bastato poco per evitare questa situazione. Rispondere nel merito alla relazione di Dario Maestranzi (consigliere comunale in quota Patt, delegato al Bondone e già consigliere d'amministrazione in Apt - Qui articolo) oppure votare per il via libera all'ordine del giorno di Elisabetta Bozzarelli e Vanni Scalfi, appoggiato anche dall'esponente del Patt e poi bocciato in volata nel consiglio comunale monotematico (Qui articolo).

 

In quella sede era stata chiesta maggiore trasparenza e i promotori dell'atto avevano incassato per un voto un "Niet", naturale che diversi consiglieri tra gli schieramenti politici chiedessero maggiori chiarimenti e magari interessassero gli enti preposti. Non ha giocato a favore della vicenda anche le uscite dell'Apt Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi guidata dal presidente Franco Aldo Bertagnolli a ribadire che l'azienda è sana e in salute e le andrebbe solo detto "grazie". E se è vero e legittimo, i risultati delle ente di promozione turistica sono evidenti, altrettanto vero è che sarebbe bastato consegnare la documentazione richiesta invece di arroccarsi e minacciare azioni legali contro Maestranzi. Una maggiore collaborazione pre invece che post avrebbe permesso di evitare a Comune, dipendente e Apt stessa, di ritrovarsi in imbarazzo, trovare altre vie per gestire la materia. A dover rincorrere invece di prendere le iniziative più legittime.

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