Contenuto sponsorizzato

Bufera sull'Apt, consiglio comunale infuocato sulla trasparenza dell'uso di soldi pubblici. Chieste le dimissioni all'assessore al turismo

Un vaso che si è aperto dopo il documento molto duro firmato da parte della maggioranza stessa a palazzo Thun. Finisce 18-18 e un'astenuta a bloccare l'ordine del giorno. Bozzarelli: "In primis l’assessore avrebbe il compito di garantire trasparenza per i temi di sua competenza, non l’ha voluta". Scalfi: "La perfetta rappresentazione della sua idea di politica". Maestranzi: "Procedure e una organizzazione interna anomala e difficile da controllare". Maschio: "Non si devono fermare, altrimenti saremmo tutti complici"

Di Luca Andreazza - 12 aprile 2019 - 06:01

TRENTO. Toni accesi, il consiglio comunale monotematico sul turismo in vista dell'aggiornamento delle linee guida dopo quasi dieci anni dal piano Maestri si è infiammato quando si è toccato il punto Apt. Un vaso che si è aperto dopo il documento molto duro firmato da parte della maggioranza stessa a palazzo Thun. Si parte dal dato, circa un milione e mezzo di euro il finanziamento del Comune per far funzionare l'Apt, prossimo al 50% del budget totale.

 

Un ordine giorno coraggioso per chiedere trasparenza nell'utilizzo di denaro pubblico che vede le firme di Elisabetta Bozzarelli (Pd) e Vanni Scalfi (Futura), ma anche tra gli altri di Dario Maestranzi, che siede nel Consiglio di amministrazione dell'ente di promozione turistica.

 

Una seduta calda che culmina prima nella richiesta di dimissioni dei vertici di Apt, di Roberto Stanchina da assessore e di Maestranzi dal Cda e poi nel voto. Un ordine del giorno che si ferma nel guado, 18-18 e stop alla richiesta di maggiore trasparenza, maggioranza spaccata, Patt diviso e l'astensione di Paola Calza del Pd, ago della bilancia, nel bocciare nei fatti il documento, ma che lascia sul tavolo diversi interrogativi a poche settimane dall'assemblea dei soci dell'Apt chiamata a rinnovare o eleggere il nuovo presidente. La questione però resta apertissima, soprattutto dopo i dubbi sollevati in seduta da Maestranzi stesso sulla situazione in Apt. Ordine del giorno fermato, ma la sensazione è quella dello scacco matto: se non c'è nulla da nascondere perché bloccare tutto e ora sembra difficile non andare oltre negli approfondimenti. 

 

Promette battaglia Elisabetta Bozzarelli. "Abbiamo semplicemente chiesto trasparenza nell’uso di fondi pubblici. Questo consiglio - commenta la consigliera del Pd - in primis l’assessore che avrebbe il compito di garantirla per i temi di sua competenza, non l’ha voluta. Continuerò a chiederla, i fondi pubblici sono di tutti e pensavo fosse un principio condiviso. Ripresenterò l'ordine del giorno".

 

Durissimo anche Vanni Scalfi. "Vedere l’assessore al turismo - dice l'esponente di Futura - votare contro la trasparenza è la perfetta rappresentazione della sua idea di politica". Non molla la presa Maestranzi. "Abbiamo voluto evidenziare - dice il consigliere del Patt - delle procedure e una organizzazione interna anomala e difficile da controllare. Si è avviato un percorso di riforma e di miglioramento esclusivamente per le istanze che abbiamo posto in modo risoluto in Cda. Ma la riforma resta incompleta per le resistenze a questo status quo che fa comodo a molti. Cercavamo appoggio dal consiglio comunale per completare un mandato volto alla trasparenza e all’efficienza. Così non è stato e ognuno si assumerà le proprie responsabilità. Ricordiamo che il 50% dei fondi di Apt sono pubblici e quindi il rigore è dovuto. E che qualcosa non è del tutto chiaro lo dimostra il fatto che si è deciso di chiudere la Asd per creare una Srl (come confermato anche nel chiarimento presentato da Apt: "[...] Il terzo binario - si legge - rappresenta la società sportiva partner di Apt per gli eventi sportivi. E' stato deciso che nel corso del 2019 sarà costituito un nuovo partner tecnico 'Trento Eventi Sport S.S.d. a r.l.' compartecipata da Apt e dalle principali categorie economiche del territorio, anche in vista dei grandi eventi mondiali ed europei")".

 

Il documento chiede un ruolo nuovo e rinnovato dell'Azienda per il turismo. I risultati sono riconosciuti, ma ci sono diversi nodi sui quali i consiglieri proponenti non vogliono chiudere gli occhi: assenza di trasparenza, nessuna separazione tra la funzione di indirizzo e gestione, cioè tutto nelle mani della direttrice, mancherebbe anche una visione strategica, come un piano marketing pluriennale, senza dimenticare presunti rapporti poco chiari tra l'Azienda per il turismo e l'Asd Charly Gaul Internazionale (Qui articolo).

 

Un ordine del giorno per impegnare sindaco e giunta in modo pesante: condizionare il prossimo finanziamento del Comune all'Apt solo in caso di trasparenza di bilanci e selezione del personale, ma soprattutto l'istituzione di una commissione di indagine per verificare l'adempimento delle norme provinciali e in particolare che il corretto utilizzo dei soldi pubblici venga effettivamente messo in opera.

 

A quel punto sarebbe intervenuto il primo cittadino, Alessandro Andreatta, per trovare una mediazione e sgonfiare il caso. Avrebbe ammesso alcune preoccupazioni sulla gestione, ma anche che la commissione d'indagine sarebbe stato troppo. E così si è ripiegati su un gruppo di lavoro in commissione vigilanza (tre consiglieri di maggioranza e due di minoranza) per verificare la questione fino in fondo. Alleggerito poi ulteriormente nel "taglio" di vincolare il finanziamento alla trasparenza pur di arrivare a istituire la commissione.

 

La questione si è aperta leggendo la lettera del presidente dell'Apt: "La società - si legge - è sempre stata gestita correttamente, nel rispetto delle norme e delle leggi in vigore e resta a disposizione per qualsiasi chiarimento". Una difesa e l'Azienda per il turismo ribatte punto su punto alle accuse mosse nell'ordine del giorno che sottolinea come "L'operato del Consiglio di amministrazione, della direzione e della struttura interna, e non da ultimo, quello di tutti i soci, è da elogiare" e che "In primis è stato adottato volontariamente il modello di organizzazione, gestione e controllo ex D.lgs. 231".

 

Un adempimento che sarebbe però stato accolto in maniera sofferta e solo dopo le insistenze di Maestranzi e Vilardi (i quali rappresentano il 7% del Comune di Trento nel Cda di Apt) al momento dell'acquisizione da quasi 50 mila euro di Trento Fiere, costata tra l'altro le dimissioni, sbattendo la porta, di Claudio Facchinelli, Giorgio De Grandi e Battista Polonioli

 

Da allora la vicenda è rimasta sullo sfondo e qualcosa si sarebbe rotto proprio dopo aver letto la relazione della ex 231, ma anche dopo che alcune richieste di accessi agli atti sull'Asd Charly Gaul Internazionale sono andate a vuoto. Tanto che parte della maggioranza si è interessata fino a presentare l'ordine del giorno.

 

Si è discusso e il clou è arrivato nell'intervento di Maestranzi: "Se si va fino in fondo, qualcosa che non torna si trova". Apriti cielo. Il più duro e deciso è Andrea Maschio del Movimento 5 stelle, che ha chiesto le dimissioni dei vertici di Apt, presidente e direttrice, dell'assessore Roberto Stanchina e del consigliere delegato al Bondone. Poi si è votato e l'ordine del giorno non è passato. Ma ora la questione è aperta, il polverone sollevato

 

"Non si devono fermare, anzi è obbligatorio andare avantialtrimenti saremmo tutti complici di omissione", conclude Maschio prima di lasciare il consiglio.

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 18 luglio 2019
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

19 luglio - 19:16

Gli obiettivi sono organizzati in sette aree strategiche, che hanno l’ambizione di voler alimentare un confronto permanente tra tutti i protagonisti della vita collettiva: la politica, le istituzioni, le espressioni più rappresentative della cultura, della società, dell’economia, del territorio, della cittadinanza delle aree urbane e delle valli 

19 luglio - 16:57

La diga e il lago di Santa Giustina, oltre a produrre energia elettrica, saranno al centro del progetto di valorizzazione turistica che porterà alla realizzazione di una skywalk. Gli interventi avranno un costo di circa 1,80 milioni di euro e saranno sostenuti da Dolomiti Edison Energy, società titolare della concessione della centrale idroelettrica

19 luglio - 18:26

Vittorio Feltri, direttore editoriale di Libero, senza freni quest'oggi a La Zanzara su Radio 24. A tener banco e ancora M49-Papillon l'orso Trentino catturato e poi fuggito dal Casteller ad inizio settimana

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato