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Bufera sull'Apt, la maggioranza in Comune: ''Non c'è trasparenza e strategia: commissione d'indagine''

I nodi sono presto individuati: assenza di trasparenza, nessuna separazione tra la funzione di indirizzo e gestione, cioè tutto nelle mani della direttrice, mancherebbe anche una visione strategica, come un piano marketing pluriennale, senza dimenticare presunti rapporti poco chiari tra l'Azienda per il turismo e l'Asd Charly Gaul Internazionale

Di Luca Andreazza - 10 aprile 2019 - 11:07

TRENTO. Un documento duro, durissimo. Ancora di più se a presentarlo è parte della stessa maggioranza di governo in Comune a Trento. Nel mirino l'Azienda per il turismo Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi e all'orizzonte si addensano nubi per l'ente turistico del capoluogo. Si chiede un ruolo nuovo e rinnovato dell'Apt.

 

Un ordine del giorno che vede Elisabetta Bozzarelli (Pd), Vanni Scalfi (Futura) primi firmatari, ai quali si sono aggiunti Emanuele Lombardo (Pd), Silvio Carlin (Pd) e Dario Maestranzi (Patt), un appoggio pesante quest'ultimo in quanto è consigliere delegato al Bondone e siede anche in Cda di Apt.

 

I nodi sono presto individuati: assenza di trasparenza, nessuna separazione tra la funzione di indirizzo e gestione, cioè tutto nelle mani della direttrice, mancherebbe anche una visione strategica, come un piano marketing pluriennale, senza dimenticare presunti rapporti poco chiari tra l'Azienda per il turismo e l'Asd Charly Gaul Internazionale, associazione indipendente, ma nei fatti legata a doppia mandata all'Apt e braccio armato sportivo dell'azienda. Realtà che incamerano contributi e finanziamenti pubblici a vario titolo. La volontà di maggior trasparenza di bilanci e uso delle risorse emerge prepotente, anche a fronte di richieste di accessi agli atti dell'Asd andate a vuoto.

 

E si cerca di impegnare sindaco e giunta in modo pesante: condizionare il prossimo finanziamento del Comune all'Apt solo in caso di trasparenza di bilanci e selezione del personale, ma soprattutto l'istituzione di una commissione di indagine per verificare l'adempimento delle norme provinciali e in particolare che il corretto utilizzo dei soldi pubblici venga effettivamente messo in opera.

 

Il turismo tra Trento, Monte Bondone e Valle dei Laghi è in costante crescita, tanto da aver superato in pianta stabile la barriera del milione di presenze, ovviamente la parte del leone viene giocata da Trento in termini di numeri assoluti. L'Apt è formalmente privata, ma il Comune detiene una fetta importante delle quote sociali, circa il 7% e quindi questo documento acquista ulteriore rilievo in un comparto fondamentale per l'economia cittadina. 

 

A questo si aggiunge che nel corso dell'autunno si va verso l'aggiornamento del piano turistico comunale, strumento programmatico per rafforzare il settore alla luce del mutato contesto. E in questo solco si inserisce anche la necessità di adeguare ai tempi e rivedere il ruolo giocato dall'Apt.

 

Nell'occhio del ciclone, indirettamente, ci finisce anche il Consiglio d'amministrazione dell'azienda stessa. Un Cda che non riuscirebbe a imporsi, non verificherebbe, incasserebbe e basta. Un Cda che, nonostante i proclami di appena dodici mesi fa, non verrà ridimensionato e rimarrà a 17 persone e tre unità che si riferiscono al collegio sindacale per un totale di 20 sedie. E' stata rispolverata, ancora, l'idea di istituire un comitato esecutivo o board ristretto e più snello rispetto al Cda, che comunque rimarrebbe centrale. Un piano che ogni tre anni circa si presenta, sempre pronto a far l'ingresso in scena, ma forse questa sembra la volta buona.

 

A distanza di quasi un anno, i fari si sono accesi nuovamente sulle deleghe, in particolare dopo l'ultimo rinnovo triennale del dicembre scorso: tutto è in capo alla direttrice e il Cda è praticamente delegittimato e poco incisivo anche per queste ragioni. Il parere richiesto alla Provincia lascerebbe troppo spazio alle interpretazioni, per i firmatari dell'ordine del giorno, e parte del Comune non vuole più soprassedere

 

Sono poi ancora tante le partite aperte dopo l'acquisizione di Mercatini e fiere. Una vicenda che, oltre a qualche scaramuccia tra l'assessore Roberto Stanchina e il presidente Franco Aldo Bertagnolli (Qui articolo), aveva portato alle dimissioni (sbattendo le porte) di tre consiglieri dal peso specifico notevole per esperienza e competenza: Claudio Facchinelli (già numero uno di Trento Fiere per 14 anni), Giorgio De Grandi (Qui articolo), presidente per un decennio del Consorzio Trento Iniziative, e Battista Polonioli, albergatore di rango, già presidente di Trento Fiere e past president di Apt tra il 2003 e il 2013. Senza contare altri incarichi di prestigio. Non proprio gli ultimi arrivati. Una querelle per la quale anche la Uil aveva fatto sentire la propria voce (Qui articolo).

 

Una situazione che sarebbe peggiorata dopo quanto riferito da Dario Maestranzi, ma anche e soprattutto da quanto emerso nella commissione vigilanza nel corso delle audizioni di presidente e direttrice dell'Azienda per il turismo. 

 

Le ventotto quote di Trento Fiere non sono inoltre ancora state riassorbite dall'Apt attraverso un'operazione di buy-back (importo ricompreso all'interno della  perizia tecnica da 400 euro) e non sono state piazzate per ricomprendere nuovi soci. Se non è materiale da corte dei conti, poco ci manca. 

 

In linea teorica Trento Fiere è incorporata ora a Patrimonio (già azionista di maggioranza per il 73,12%, in compagnia di Comune al 10,66% e Provincia per il 16,22%) e il ramo d'azienda è stato ceduto all'Azienda per il turismo, i tre consiglieri dimissionari sono stati rimpiazzati da due commercialisti e un albergatore nominati da Trento Fiere (poi Patrimonio, il buy back, come detto, non sarebbe stato ancora esercitato e le quote non sarebbero ancora sul mercato) e Consorzio Trento Iniziative, detentori delle quote. A questo si aggiunge che un consigliere col passaggio avrebbe cambiato 'casacca' da Trento Fiere a Patrimonio.

 

Nessuno sembra ancora preoccuparsi che potrebbe mancare la "rappresentanza maggioritaria qualificata, nella misura di almeno 2/3, delle categorie economiche legate direttamente ai prodotti turistici nell’organo amministrativo del soggetto; le modalità di individuazione dei rappresentanti sono stabilite dall'organo amministrativo con proprio atto organizzativo" (art. 9 - 4e legge provinciale sulla promozione turistica). Anche se è passato un anno circa, tra tempi tecnici di incorporazione e modifiche statutarie forse una ragione c'è e il consiglio d'amministrazione sicuramente non dovrà preoccuparsi di questo.

 

Ora è tempo di elezioni per il presidente. Nei prossimi giorni si prevede la nomina, in corsa per il terzo mandato Franco Aldo Bertagnolli, mentre Enzo Bassetti sembra essere lo sfidante designato. Comunque vada si va verso un altro numero uno a trazione Unione degli albergatori, che detiene la maggioranza relativa delle quote (Qui articolo). Il vecchio o nuovo presidente si troverà a dover gestire questa fase, non proprio il miglior benvenuto. 

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