Bufera sull'Apt, Maestranzi al sindaco: ''Sei stato un muro di gomma, che non ha difeso la trasparenza''
Una commissione di questa sera che rischia di essere particolarmente accesa perché non si placano le nubi all'orizzonte dell'Apt del capoluogo: una sorta di memorandum di quattordici pagine che riassumo due anni e mezzo circa di lavoro a mettere in luce e articolare tutte quelle criticità, già evidenziate nell'ordine del giorno di Elisabetta Bozzarelli e Vanni Scalfi, appoggiato anche dall'esponente del Patt e poi bocciato in volata in sede di Consiglio comunale monotematico

TRENTO. "Nel terminare questa relazione mi permetta di sottolineare come in questi due anni e mezzo di mandato abbia trovato in Lei (il sindaco Alessandro Andreatta, ndr) un vero e proprio muro di gomma che davanti alle mie/nostre segnalazioni dapprima ha reagito infastidito, poi ignorato, poi minimizzato e infine glissato", è una relazione durissima quella diretta al primo cittadino e firmata dal consigliere comunale Dario Maestranzi, delegato al Bondone e già consigliere d'amministrazione dell'Azienda per il turismo Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi prima della staffetta con l'assessore Roberto Stanchina di inizio mese dopo il rinnovo dei vertici dell'ente (Qui articolo).
"Spero che questa relazione - aggiunge Maestranzi - le abbia fatto meglio comprendere che la situazione meritava e merita tutt'oggi maggiore attenzione e rigore da parte sua e dell’amministrazione che lei rappresenta. Naturalmente di tale atteggiamento se ne assume tutta la responsabilità".
Una commissione di questa sera che rischia di essere particolarmente accesa perché non si placano le nubi all'orizzonte dell'Apt del capoluogo: una sorta di memorandum di quattordici pagine che riassumo due anni e mezzo circa di lavoro a mettere in luce e articolare tutte quelle criticità, già evidenziate nell'ordine del giorno di Elisabetta Bozzarelli e Vanni Scalfi, appoggiato anche dall'esponente del Patt e poi bocciato in volata in sede di Consiglio comunale monotematico (Qui articolo).
Si parte dalla partecipazione pubblica dell'Apt, finanziata per il 49,82% da fondi pubblici che ammontano a 1.681.000 euro a fronte di un bilancio di totale di 3.373.104 euro. Un documento che analizza l'organizzazione dell'Azienda per il turismo, i rapporti tra Apt e Asd e possibili conflitti d'interesse, ma anche un eccessivo turnover dei dipendenti e le condizioni di lavoro. E ancora il rinnovo del contratto della direttrice, il numero di componenti del Cda e le deleghe. Questi gli argomenti principali della relazione.
"Non posso esprimere in tutta franchezza nessun giudizio - scrive il delegato - positivo o negativo, sui risultati ottenuti da Apt perché ci vengono forniti solo e sempre gli stessi tre elementi che sono di scarsa valenza se non supportati da una indagine e valutazione dei costi e delle ricadute economiche e promozionali. La direzione fa riferimento all'aumento di presenze, organizzazione di eventi e presenze a eventi fieristici".
Diverse anche le richieste di accessi agli atti andati a vuoto oppure le risposte sarebbero state lacunose e parziali. "Ma sorge a questo punto spontanea la domanda di quale dovrebbe essere il vero ruolo di Apt - evidenzia Maestranzi - organizzare eventi oppure promuovere il territorio e supportare le realtà e le iniziative già presenti?", si chiede Maestranzi.
Tra i passaggi più duri, quello che il Consiglio d'amministrazione avrebbe abdicato in parte al suo diritto/dovere di indirizzo e controllo che non creano una separazione tra le funzioni di indirizzo e di gestione, una criticità che sarebbe stata evidenziata anche dal Collegio dei revisori negli ultimi anni, ma anche il rinnovo del contratto negli ultimi dieci anni, che non verrebbe considerato regolare.
Poi si passa in rassegna il rapporto tra Apt e Asd, quest'ultima un'associazione dilettantistica, braccio armato dell'Azienda per organizzare gli eventi sportivi. Già nel 2017 il collegio sindacale avrebbe avvertito: "...di non poter esprimere un giudizio di correttezza sui singoli documenti fiscali giustificativi di Asd in quanto non ha titolo giuridico per esercitare i controlli all’interno dell’associazione ed in quanto non esiste una contabilità ordinaria di Asd".
"Inspiegabilmente - dice il consigliere - le due entità non erano unite da alcuna formalità fino al 24 ottobre 2017 da quando il rapporto tra Apt e Asd è stato determinato da una convenzione prima e da un contratto dopo che specifica l´ammontare del trasferimento e le modalità di svolgimento del rapporto". E la relazione riporta anche le cifre, "stabilite in piena autonomia dalla direttrice dell'Apt, anche nel ruolo di presidente dell'Asd: nel 2016 stanziati 160 mila euro, quindi nel 2017 e nel 2018 è stata autorizzata la cifra di 90 mila euro".
Il consigliere comunale si toglie qualche sassolino verso il sindaco. "Insomma nullo o quasi il suo sostegno, anzi - aggiunge Maestranzi - quindi per questo motivo non mi sono più reso disponibile per un secondo mandato; va detto per onestà che lei non ha speso una parola per dissuadermi e quindi per una volta ci trovammo d’accordo in tema Apt. Preme sottolineare che se a certi risultati di trasparenza e conformità normativa (conflitto interessi, contratto Apt-Asd, modello 231, nomina Comitato esecutivo, dubbi sul contratto di rinnovo) si è giunti lo si deve esclusivamente alla tenacia di un manipolo di amministratori del CdA che nonostante le beffe (quante volte mi sono sentito dire anche da lei signor Sindaco“siete due su diciotto possibile che negli ultimi 10 anni solo voi vi siate accorti di tali situazioni?” Come se la verità fosse un fatto numerico) e le pressioni ricevute ha dapprima resistito e dopo argomentato con cabarpietà le questioni fino a risolverle".
E il delegato si smarca. "Sebbene - conclude Maestranzi - abbia votato contrario tutte le volte che stavamo approvando un provvedimento che non mi convinceva (immancabilmente sulla bozza di verbale la contrarietà si trasformava in astensione) con questa relazione, che segue due interventi in aula che lei sicuramente ricorda, voglio ben delineare i confini delle mie responsabilità come amministratore della società Azienda per il turismo Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi, incarico iniziato il 10 novembre 2016 e terminato il 6 maggio 2019". Prima e dopo non è affar suo, mentre nel corso del mandato queste le criticità che avrebbe rilevate.













