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Bufera sull'Apt, Degasperi: ''Ma l'Azienda per il turismo è senza direttore da 10 anni?''

La situazione dell'Apt del capoluogo arriva in Provincia, un'interrogazione di Filippo Degasperi, consigliere provinciale del Movimento 5 stelle, mette nel mirino la direzione dell'ente di promozione turistica. Una richiesta di chiarimenti che parte anche dopo l'intervento dei pentastellati in Comune e la relazione di Maestranzi

Di Luca Andreazza - 24 giugno 2019 - 13:35

TRENTO. Restano dense le nubi sull'Apt Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi. La situazione dell'Azienda per il turismo arriva in Provincia, un'interrogazione di Filippo Degasperi, consigliere provinciale del Movimento 5 stelle, mette nel mirino la direzione dell'ente di promozione del capoluogo. Una richiesta di chiarimenti che parte anche dopo l'intervento dei pentastellati in Comune e l'ipotesi che questa materia imporrebbe l'intervento di Anac e Corte dei conti (Qui articolo).

 

E' tra i passaggi più delicati del durissimo e articolato documentato presentato da Dario Maestranzi, consigliere comunale in quota Patt, delegato al Bondone e per circa tre anni e mezzo nel consiglio d'amministrazione dell'Apt. Oltre all'eccessivo numero di deleghe nelle mani della direttrice e quindi l'assenza di una separazione tra le funzioni di indirizzo e di gestione, ma anche presunti conflitti d'interesse, ci sarebbero poi criticità legate alla posizione contrattuale della direzione. Un tema delicato, che ipotizzerebbe mancati controlli a livello provinciali e di consiglio d'amministrazione dell'Azienda stessa per una realtà che poggia il proprio funzionamento su circa il 50% di risorse pubbliche.

 

"Tra i numerosi aspetti affrontati - commenta Degasperi - c'è un passaggio che vede il coinvolgimento diretto della Provincia e dei suoi servizi. Si tratta della vicenda che ha portato al rinnovo triennale del contratto dell'attuale direttrice, avvenuto nel 2018, con il voto contrario del consigliere. Le ragioni sono dettagliatamente richiamate nella relazione".

 

Dubbi che sarebbero stati avvallati anche dal collegio dei sindaci. "Il consiglio d'amministrazione - si legge nella relazione - decise di approvare a maggioranza (unico voto contrario quello di Maestranzi) il rinnovo per tre anni della 'direttrice' ma contestualmente di richiedere un parere all'avvocatura della Provincia riguardo le richieste di chiarimenti fatte dai consiglieri d'amministrazione e dal collegio dei revisori. In pratica il rinnovo fu subiudice e diversi consiglieri votarono a favore solo perché rassicurati da questo ulteriori approfondimenti".

 

Un parere poi richiesto non all'avvocatura, ma al Dipartimento artigianato, commercio, promozione turistica e sport: "[...] che la formulazione dell’articolo 9 (l.p. 8/2002) comma 4 lett.f bis è da intendersi riferita alle nuove posizioni di direttore e non agli eventuali rinnovi e conferme, atteso che la procedura selettiva è stata esperita all'atto del primo incarico". Un documento firmato dal direttore generale del servizio, che però viene ritenuto interpretabile o meglio mancherebbe proprio un concorso alla base della selezione.

 

"Nei fatti - aggiunge il consigliere provinciale del Movimento 5 stelle - contrariamente a quanto ritenuto dal Dipartimento provinciale, a monte della nomina dell’attuale direttore non esiste alcuna procedura selettiva. Le mansioni di direttrice, infatti, sono state affidate il 31 dicembre 2008 con scadenza il 31 dicembre 2009 (“potendo essere prorogato sussistendone i necessari presupposti”) ma l’inquadramento sarà come vicedirettore funzionario di indirizzo amministrativo/organizzativo categoria D livello base quarta posizione retributiva. L’accordo del 31 dicembre 2008 peraltro, richiama il comma 3 dell’articolo 34 bis della legge provinciale 7/1997 che regola la vacanza degli incarichi di direttore d’ufficio prevedendo che l’incarico di sostituzione o l’affidamento di un ulteriore incarico è conferito per il periodo massimo di un anno".

 

Insomma, la Provincia ha confermato la legittimità dell'affidamento dell'incarico confidando su un'ipotizzata, pregressa, procedura selettiva. "Ma non è mai stata esperita - evidenzia Degasperi - quindi la situazione è paradossale: l'Apt si troverebbe senza direttore da 10 anni, l'inquadramento di chi svolge oggi le corrispondenti mansioni è quello di vice direttore. L' accordo richiama anche la norma provinciale che impone la durata massima di 1 anno per gli incarichi di sostituto direttore d’ufficio".

 

E così il consigliere provinciale pentastellato, chiede: "quando - conclude Degasperi - sarebbe stata esperita la 'procedura selettiva' in base alla quale il Dipartimento competente ha garantito la legittimità del rinnovo dell’incarico e in base a quale norma un incarico di sostituto direttore è stato prorogato dal 2008 ad oggi senza l’esperimento di alcuna delle procedure selettive richiamate anche dallo Statuto dell’Apt. E ancora se l'incarico attualmente affidato alla direzione è quello di direttore o vice direttore, la retribuzione e se l'attuale incaricata dispone di titoli sufficienti per ricoprire l'incarico di direttrice".

 

Resta alta la tensione intorno all'Azienda per il turismo dopo l'ordine del giorno Bozzarelli-Scalfi (Qui articolo), arrivato anche dopo le dimissioni di tre consiglieri d'amministrazione e l'acquisizione da parte dell'Azienda per il turismo di Trento Fiere, la relazione di Maestranzi, presentata nel corso della commissione vigilanza di martedì 28 maggio (Qui articolo), la reazione dell'Apt (Qui articolo) e gli interessamenti del Movimento 5 stelle. Nel frattempo, la certezza è il silenzio del primo cittadino, soprattutto dopo essere stato duramente chiamato in causa nel documento del consigliere del Patt.

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