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Failoni difende i ritiri di calcio: ''Investimento con grandi ritorni''. Ma gli unici che li attaccavano erano i suoi attuali colleghi di maggioranza

Da Civica Trentina ad Agire (che nel 2016 aveva chiesto anche una commissione d'inchiesta sull'argomento) alla stessa Lega era l'allora opposizione a criticare le troppe spese per i club portati in Trentino nonostante Dallapiccola fosse riuscito a contenere i costi proprio per il Napoli (beccandosi dell'usciere). Chi all'epoca criticava oggi governa finendo per spendere anche di più

Di Luca Pianesi - 10 febbraio 2019 - 21:10

TRENTO. ''Chi sostiene che sia uno spreco spendere per convincere le squadre di calcio di Serie A a volgere i propri ritiri estivi in Trentino sbaglia. E' vero l'esatto contrario, si tratta di un investimento che porta grandi ritorni''. Così l'assessore al turismo della giunta Fugatti, Roberto Failoni, oggi sul quotidiano l'Adige. Parole che pochi mesi fa sarebbero parse incredibili per un esponente del centrodestra di opposizione perché perfettamente in linea con le affermazioni delle vecchie giunte targate centrosinistra-autonomista.

 

Una strenua difesa, la sua, del modello turistico e di business creato dai suoi predecessori e che, di fatto, è sempre stato attaccato da quelli che oggi sono i suoi attuali colleghi di maggioranza e anche da esponenti del suo partito dell'epoca (la Lega Nord). La convinzione di chi criticava era che si spendesse troppo per portare sul territorio le squadre di calcio a fronte di un ritorno economico molto esiguo. E addirittura quando nel 2016/2017 l'allora assessore al turismo Dallapiccola diede i numeri attaccato da più parti, da Agire e da Civica Trentina in particolare, e spiegò che in quell'anno le spese di Trentino Marketing erano ammontate a 742 mila euro e i ritorni si aggiravano sui 10 milioni tra pernottamenti e indotto Claudio Cia chiese di istituire una commissione d'inchiesta sui ritiri calcistici (QUI ARTICOLO DAL SITO DI AGIRE).

 

''Per questo - spiegava il consigliere di opposizione oggi collega di maggioranza di Failoni - è mia intenzione promuovere, in collaborazione e comunità d’intenti con le altre forze d’opposizione, una Commissione d’inchiesta speciale del Consiglio Provinciale: gestita con criteri di autorevole indipendenza e terzietà, mirata a far luce sui criteri e modalità di impiego delle risorse del comparto turistico che a partire dal 2005 hanno caratterizzato la spesa pubblica turistica''. Insomma si criticava il modello (pagare delle società per venire qui) ma soprattutto i costi (le spese erano troppo ingenti). Oggi Failoni difende il modello (''si tratta di un investimento che porta grandi ritorni'', dice) andando addirittura ad aumentare i costi rispetto agli anni passati. 

 

Ricorderete tutti, infatti, Roberto De Laurentiis che nell'ottobre 2017, dava dell'usciere all'allora assessore competente Michele Dallapiccola. La ragione è nota. Il vulcanico presidente del Napoli voleva più soldi per tornare in Trentino ("Sembra che vi facciamo un piacere - aveva detto - a venire su. C'è il braccino corto. Investite nel futuro, investite nel Napoli" minacciando di andare a Saint Moritz o Aspen se non aumentava l'offerta economica) mentre Dallapiccola non voleva cedere (forse anche perché coloro che sedevano tra i banchi delle opposizioni, all'epoca, erano molto attenti sul tema e si sapeva che il tema era ''caldo''). Da qui gli attacchi del numero uno del club azzurro all'assessore trentino che poi, alla fine, era riuscito a riportare il Napoli in Val di Sole anche nel 2018 per una cifra che si aggirava sui 600 mila euro (nel triennio precedente con proposta a ''pacchetto'' si viaggiava sui 400 mila l'anno).

 

Ebbene De Laurentis con Failoni ha trovato strada libera. Il contratto è stato rinnovato senza problemi per altri tre anni con un esborso trentino quasi doppio rispetto al triennio 2015/2017 (se il totale in quel caso era di 1,2 milioni di euro per questo triennio si parla di 2,1 milioni di euro). Se così fosse non ci sarebbe nessuno scandalo, sia ben chiaro. Quello dei ritiri di calcio è davvero un grande business dall'alto ritorno di immagine per il territorio ed economicamente molto remunerativo. L'unico elemento che stride è sentire esponenti dell'attuale maggioranza sprecare, oggi, elogi e complimenti per ciò che criticavano aspramente fino a pochi mesi fa. 

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