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| 29 ago 2019 | 21:02

Il concorso di tatuaggi "Il Tirolo nella pelle" per chi ama di più l'Heimat tra aquile, stelle alpine e Hofer su gambe, schiene e braccia

Promosso dai giovani della Süd-Tiroler Freiheit, "Tirol geht unter die Haut" è un concorso a premi per il tatuaggio più bello e celebrativo dell'Heimat tirolese. In palio due biglietti per un festival musicale, e su schiene, gambe e braccia è un tripudio di aquile, stelle alpine ed Andreas Hofer

Il concorso di tatuaggi "Il Tirolo nella pelle" per chi ama di più l'Heimat tra aquile
di Davide Leveghi

TRENTO. C'è chi pare non volersi accontentare di avere l'Heimat nel cuore, e allora la vuole pure tatuata sulla pelle. Altro che piume di fagiano, loden e folta barba, la tirolesità non si esprime solo con i segni esteriori ma pure coi tatuaggi. Aquile, stelle alpine e pure il barbuto oste di San Leonardo in Passiria riempiono polpacci e avambracci tra Borghetto e Kufstein, a testimoniare – mutuando un'altra espressione – un “amore per la pelle”.

 

È un'iniziativa dei giovani della Südtiroler Freiheit: una competizione aperta a tutti per il tatuaggio più bello con tema l'amore e l'attaccamento al Sudtirolo. L'Heimat non più dunque come passione per la “piccola patria” ma come segno distintivo, incancellabile e imperituro. “Il Tirolo è sotto la pelle”, dice il motto del concorso, con in palio 2 biglietti gratuiti per l'Alpen Flair Festival 2020, quattro giorno musicale a Naz-Sciaves.

 

 

E allora via con le immancabili aquile, lo skyline delle montagne, e le intramontabili stelle alpine. E poi lui, l'oste di San Leonardo, l'eroe dell'Heimat tirolese difensore della religione e della libertà di questo angolo incastonato tra le Alpi tedesche ed italiane, Andreas Hofer. C'è chi lo ha tatuato piccolino, a fumetto, mentre abbraccia un aquilotto, chi ha impegnato l'intera schiena per fotografare l'avanzata, stile “Il quarto stato”, dei contadini coi forconi, chi pure lo immortala come un eroe alla Kill Bill con una spada insanguinata.

 

 

E poi le scritte, in caratteri gotici, ad accompagnare i disegni. “Freiheit für Südtirol” (“Libertà per il Sudtirolo”) spadroneggia, ma non manca il “für Gott, Kaiser und Vaterland”, una triade già sentita ma in salsa tirolese. E perfino un “Maria Teresa d'Austria”, in italiano, a testimonianza forse dell'affetto di qualche trentino – o a dirla meglio di qualche Welschtiroler – per la vecchia imperatrice settecentesca.

 

Insomma, chi più ne ha più ne metta. Non solo il cuore è tirolese, ma pure la pelle si ipoteca volentieri per dimostrare la propria fedeltà alla terra. E visto che il passaporto austriaco appare più un miraggio e una sporadica provocazione politica, c'è chi ha pensato di tatuarselo sul braccio. Giusto per ricordarsi che la nazionalità sul passaporto non riflette sempre l'appartenenza che si sente.

 

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