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Il trentino Franco Marzatico nominato referente dei siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino dell’Unesco

Marzatico è stato nominato all'unanimità come referente de i siti palafitticoli alpini dell'Unesco. Sono 111 i siti archeologici, fra i quali anche Fiavé e Ledro, che insieme costituiscono i “siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino” dal 2011 inclusi nella lista del Patrimonio Mondiale

Franco Marzatico, foto Trentino Cultura
Pubblicato il - 11 dicembre 2019 - 18:02

TRENTO. Il prossimo referente italiano del sito Unesco “Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino” sarà il soprintendente per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento Franco Marzatico.

 

Il Gruppo di lavoro italiano si è riunito nei gironi scorsi a Milano e al termine della seduta ha nominato all’unanimità il soprintendente trentino, che succede a Filippo Maria Gambari direttore del Museo delle Civiltà di Roma. “Il dott. Marzatico – si legge nella motivazione – possiede una lunga e documentata esperienza nella tutela, ricerca, conservazione e valorizzazione dei contesti palafitticoli trentini”.

 

Sono 111 i siti archeologici, fra i quali anche Fiavé e Ledro, che insieme costituiscono i “siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino” dal 2011 inclusi nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco. I sei Paesi interessati sono, oltre all’Italia (con le regioni Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia autonoma di Trento), Francia, Svizzera, Germania, Austria e Slovenia. La decisione del Comitato del Patrimonio Mondiale, di includere Fiavé e Ledro nella prestigiosa Lista, è il riconoscimento ufficiale della validità e dell'importanza dei due siti trentini.

 

A questo si aggiunge il Parco archeologico di Fiavé in corso di realizzazione, che assieme al Museo delle Palafitte costituirà un vero e proprio polo archeologico, immerso in un contesto ambientale unico.

 

I motivi della candidatura sono legati a diversi aspetti, a partire dalla scarsa rappresentanza, nel patrimonio mondiale, della preistoria, rispetto alla quale le palafitte costituiscono uno dei fenomeni più appariscenti, molto conosciuti dal grande pubblico e nel contempo ricchi di testimonianze di valore storico. I villaggi palafitticoli sono infatti una delle più importanti fonti archeologiche per lo studio delle comunità umane europee tra il 5000 e il 500 a.C.

 

Le condizioni di conservazione in ambiente umido hanno permesso la sopravvivenza di materiali organici che contribuiscono in modo straordinario a comprendere il Neolitico, ovvero l’avvento delle prime società agrarie, l'età del Bronzo, caratterizzata dalla diffusione di tecnologie complesse come la metallurgia e gli scambi su lunga distanza, ed infine le interazioni fra gruppi umani e territorio a fronte dell'impatto dei cambiamenti climatici.

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