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Inaugurato il monumento alle vittime del Lager di Bolzano. 8000 nomi che appaiono e scompaiono sul muro che ricorda l'orrore nazifascista

E' stata inaugurata oggi alla presenza di istituzioni e associazioni l'installazione permanente sul muro di via Resia, ultima testimonianza del campo di transito di Bolzano. Sulle 32 lastre di vetro verranno proiettati i nomi di oltre 8000 prigionieri, una lista pronta ad essere riaggiornata in base alle nuove scoperte della ricerca storica

Di Davide Leveghi - 25 ottobre 2019 - 18:55

BOLZANO. “Desidero sottolineare con grande emozione l’importanza delle iniziative che si svolgeranno a Bolzano il 24 e 25 ottobre. L’installazione commemorativa proietterà in modo permanente i nomi conosciuti delle deportate e dei deportati, scolpendo in modo irreversibile la condanna verso chi ha negato i diritti e la vita, l’intollerabilità della disperazione umana, la pietà verso le vittime. Non si tratta solo del ricordare, ma anche del far sapere”.

 

 

 

 

“Per molti aspetti il nazifascismo, pur nella diversità delle specifiche situazioni nazionali, ha rappresentato un’esperienza unica nella storia, perché la volontà e la pratica di discriminazione, di sopraffazione e di annientamento si è fatta regime e si è fatta Stato. Tante volte nel recente passato abbiamo detto “Mai più”. Oggi più di ieri dobbiamo ripeterlo, urlarlo, inciderlo con caratteri di fuoco nella coscienza di ciascuno e nella coscienza del mondo, affinché verso il destino dell’altro non possa in alcun modo ritornare né la ferocia né l’indifferenza”.

 

In vista dell'inaugurazione dell'installazione permanente del lager di via Resia a Bolzano, avvenuta questo pomeriggio, la presidente nazionale dell'Anpi Carla Nespolo aveva espresso così il significato e la portata dell'iniziativa. “Le lastre di vetro dove scorrono i nomi di migliaia di persone, ebrei e rom, partigiani e detenuti politici, militari italiani e alleati, disertori e renitenti alla leva di Salò, reclusi e torturati per essersi opposti alla dittatura e all’occupazione, già annientati nelle intenzioni dei carnefici prima di togliere loro la vita – testimoniano al contempo il generoso contributo degli abitanti del territorio, di quanti rischiarono in prima persona la rappresaglia nazifascista lanciando cibo ai prigionieri, custodendo e smistando le lettere da inviare ai familiari di chi saliva sui treni piombati”.

 

“Il Memoriale riafferma così una realtà storica: la Resistenza italiana fu fatto d’armi, ma anche opposizione sociale, civile e morale. L’istallazione – “Passaggio della memoria – Passage der Erinnerung" – è dunque un bene comune della memoria attiva, prezioso per l’oggi e per il futuro, nel segno di un prezzo altissimo pagato per libertà e democrazia, principi e valori che non possono conoscere stagioni”.

 

Alla presenza delle autorità cittadine, tra cui il sindaco Renzo Caramaschi, e provinciali, nonché di figure di spicco dell'associazionismo regionale, è stata così inaugurata la nuova installazione multimediale che proietterà sul muro dell'ex Durchgangslager – unico tratto rimasto in piedi a testimonianza della sua esistenza – un omaggio a tutte le vittime che hanno incrociato il loro destino con questo campo di transito, in cui molti morirono ma da cui soprattutto partirono per un viaggio senza ritorno dai campi di sterminio nazisti.

 

 

 

 

Il lager di Bolzano “ereditò” la funzione di luogo di transito e smistamento svolta precedentemente dal lager di Fossoli, in provincia di Modena, smantellato a seguito dell'arretramento del fronte nazifascista in una zona meno sottoposta alle incursioni partigiane. Fu uno dei quattro campi allestiti in Italia dopo l'8 settembre 1943 – assieme a Fossoli, appunto, Carpi, Borgo San Dalmazzo e la Risiera di San Sabba.

 

Le lastre di vetro incastonate nel muro d'acciaio sono ben 32 e su queste scorreranno i nomi di circa 8000 persone legate alla storia e al passaggio nel lager bolzanino. I nomi saranno inoltre consultabili sulla pagina dedicata del sito internet del Comune. Il muro è affiancato dal Passaggio della Memoria, trasformato oggi in un museo a cielo aperto grazie al lavoro di ricerca dell'Archivio storico della città, in collaborazione con l'Associazione nazionale ex deportati, l'Associazione nazionale Partigiani d'Italia e la Comunità ebraica.

 

Delle tabelle racconteranno la storia del lager attraverso documenti dell'epoca e brevi audiotestimonianze di ex deportati. Vista la mancanza di documenti riguardanti tutte le persone passate dal lager di Bolzano, ogni nome che la ricerca riuscirà ad aggiungere alla lista verrà inserito tra i circa 8000 conosciuti. L'inaugurazione, cui seguirà un concerto dell'Orchestra Haydn, si inserisce in una ricca settimana di incontri, che terminerà con la fine della campagna di tesseramento dell'Anpi (qui l'articolo).

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