Isis, ridotto il controllo del territorio per il 99%, l'Esercito fa il punto di un anno di operazioni
E' tempo di bilanci per le forze alleate che negli ultimi dodici mesi sono passati da 70 nazioni e quattro partner a 74 Stati aderenti e cinque organizzazioni per cercare di sconfiggere definitivamente l'Isis

TRENTO. Se l'Isis continua nelle azioni terroristiche nel cuore dell'Europa, come quella di Strasburgo costata la vita al giovane trentino Antonio Megalizzi, proseguono anche le operazioni della Task force internazionale per contrastare lo Stato islamico.
E' tempo di bilanci per le forze alleate che negli ultimi dodici mesi sono passati da 70 nazioni e quattro partner a 74 Stati aderenti e cinque organizzazioni per cercare di sconfiggere definitivamente l'Isis.
La coalizione alleata nel 2018 ha salutato l'ingresso di Filippine (febbraio), Guinea e la Comunità degli Stati del Sahel e del Sahara in giugno, quindi Kenya (agosto) e Fiji in settembre. Il fronte alleato ha iniziato le operazione nel 2014 e in questi quattro anni le forze militari sono riuscite a riprendere il controllo del 99% del territorio in mano all'Isis per oltre 100 mila chilometri quadrati riconquistati, equivalente alle dimensioni della Gran Bretagna.
Un 2018 particolarmente favorevole alla coalizione che è riuscita a riprende il controllo di città chiave in Iraq e Siria, come Hajin, Mosul, Hawijah, al-Qa’im, Tal Afar, Raqqah e Tabqah. A questo si aggiunge anche la possibilità per oltre 4 milioni di persone di ritornare a casa, aree liberate dall'influenza dell'Isis.
Negli anni scorsi, le forze militari hanno ucciso migliaia di combattenti dell'Isis e distrutto svariati siti di controllo delle milizie, così come infrastrutture e depositi di armamenti. Queste azioni hanno permesso di ridurre la capacità dello Stato Islamico di accedere a finanziamenti e armi, come accedere ai campi di addestramenti.
Tra gennaio e marzo 2018, la coalizione ha lavorato con i siriani per costruite un ponte in metallo nelle vicinanze di Hawi al-Hawa a Raqqah, questo ha permesso di aumentare il controllo dell'area, ma anche di assicurare protezioni umanitaria. Dopo la liberazione di Mosul, la coalizione ha inoltre annunciato la volontà di rafforzare la presenza in Iraq per continuare a fronteggiare e sconfiggere l'Isis.
Tra aprile e giugno la forza partner della coalizione, Maghaweir al-Thowra, è riuscito a distruggere un grosso carico di droga a At Tanf (Siria) per un valore sul mercato nero di 1,4 milioni di dollari, senza dimenticare l'uccisione di quattro persone affiliate all'Isis e appartenenti ai gruppi del sistema di petrolio e gas. Nello specifico è stato neutralizzato Abu Khattab al-Iraqi, il leader di questo sistema, il quale è riuscito a guadagnare molto in questo traffici illeciti, mentre Abu Yusuf al-Hashimi, Abu Hajir Milhim e Abu Hiba al-Maghrebi hanno agevolato le operazioni malavitose.
Le forze militari si congratulano poi per la prima elezione parlamentare in Iraq dopo la dichiarazione di liberazione dall'Isis, mentre verso fine giugno la coalizione ha lanciato prima la seconda e quindi la terza fase delle operazioni in Siria per sconfiggere lo Stato Islamico in quell'area attraverso diverse azioni a terra e mediante la copertura aerea.
L'azione militari e l'ulteriore messa in sicurezza di porzioni di territorio ha permesso tra ottobre e dicembre dell'anno scorso di consegnare migliaia di tonnellate di aiuti umanitari ad At Tanf. A questo si aggiunge anche un duro colpo all'Isis nell'eliminazione del combattente e leader "Katkut", autore di diverse uccisioni di civili, nell'operazione in Iraq. Non solo, un bombardamento aereo ha permesso di distruggere anche due edifici strategici per lo Stato Islamico in Siria.
Nel 2019 la missione Nato prevede di sviluppare "train the trainer", una missione per migliorare le competenze delle forze militari dell'Iraq, sono già oltre 173 mila le unità addestrate. Le operazioni proseguono per arrivare alla definitiva sconfitta dell'Isis in Iraq e Siria e portare quindi alla stabilità dell'intera regione.













