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Nasce la Fondazione Megalizzi: “Per ricordare Antonio e promuovere una cultura dell’informazione, dell’istruzione e dell’impegno civico”

Questa fondazione rappresenta un modello unico in Italia, dove giornalisti e comunità locale si mettono a disposizione della famiglia Megalizzi per perpetuare l’ideale europeo di Antonio ed il suo sogno di fare il giornalista

Di Tiziano Grottolo - 03 dicembre 2019 - 19:39

TRENTO. L’atto costituito della Fondazione Antonio Megalizzi, il giovane trentino ucciso a dicembre 2018 in un attentato terroristico a Strasburgo, è stato firmato quest’oggi a Trento, presenti, oltre i genitori Domenico e Anna Maria, la sorella Federica e la fidanzata Luana Moresco. L’atto notarile è stato sottoscritto pure dalla Pat, dal Comune di Trento, dall’Università degli Studi di Trento, dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana (Fnsi), dal Sindacato dei Giornalisti del Trentino-Alto Adige, dall’Unione Sindacale Giornalisti Rai (Usigrai), dall'Associazione operatori radiofonici universitari (RadUni) e dall'Associazione Articolo21.

 

“A quasi un anno dal 14 dicembre siamo coscienti dell'importanza di mantenere vivo il ricordo di Antonio – hanno affermato i famigliari del giovane trentino – ma questa fondazione nasce per portare avanti il suo messaggio e promuovere una cultura dell’informazione, dell’istruzione e dell’impegno civico. Da queste premesse nasce la Fondazione Antonio Megalizzi, con l'obiettivo di creare e sostenere iniziative finalizzate a favorire nella società lo sviluppo del senso critico, civile ed etico”.

 

Così la Fondazione Antonio Megalizzi, in stretta collaborazione con gli organi istituzionali europei, nazionali e locali, organizzerà corsi, eventi, workshop, seminari, giornate formative che possano stimolare i cittadini e le cittadine a partecipare in modo consapevole alla vita democratica italiana ed europea.

 

Inoltre, si punta a valorizzare le eccellenze e le esperienze più virtuose, soprattutto tra i giovani, e supportare i format, in particolare nel contesto radiofonico, che affrontano tematiche di pubblica utilità, favorendo sperimentazione e innovazione. La Fondazione vuole essere un punto di riferimento per borse di studio, premi giornalistici, convegni di studio nazionali, europei ed internazionali, ed ogni altra iniziativa tesa a perpetuare la memoria di Antonio, vigilando, anche su segnalazione, sull’utilizzo del nome di Antonio Megalizzi nelle iniziative realizzate al di fuori della Fondazione.

 

Come dicevamo, oltre ai familiari, hanno firmato l’atto costitutivo il presidente Maurizio Fugatti, il sindaco Alessandro Andreatta, il rettore Paolo Collini, il segretario generale aggiunto FNSI e segretario USIGRai, Vittorio Di Trapani, il presidente di Articolo21, Paolo Borrometi, la presidente di RadUni, Martina Esposito ed il vicesegretario regionale del Sindacato Giornalisti del Trentino Alto Adige, Lorenzo Basso.

 

“Vogliamo tenere vivo l'impegno di Antonio nel promuovere la cultura europea, la conoscenza e il rispetto delle istituzioni e la promozione di una coscienza europea delle persone” ha detto il rettore dell’Ateneo trentino, Paolo Collini, di cui Antonio è stato iscritto.

 

“Con la firma dell’atto costitutivo – ha dichiarato da Roma Giuseppe Giulietti, presidente della FNSI, a nome del mondo del giornalismo coinvolto nelle Fondazione – si suggella un’alleanza virtuosa tra il mondo del giornalismo italiano, la famiglia Megalizzi e le istituzioni locali. Si tratta di un modello unico in Italia, dove giornalisti e comunità locale si mettono a disposizione della famiglia Megalizzi per perpetuare l’ideale europeo di Antonio ed il suo sogno di fare il giornalista. Lo scopo ultimo – ha continuato Giulietti –  è quello di far rivivere i sogni e le aspirazioni di Antonio Megalizzi portando avanti il suo messaggio, attualissimo, contro le fake news e i linguaggi d’odio, affinché tanti altri giovani aspiranti giornalisti senza tessera possano avere una speranza di futuro nel suo nome”.

 

La Fondazione, che troverà sede in un immobile di proprietà della Provincia, sosterrà le proprie attività mediante diversi strumenti, tra cui fundraising, crowdfunding, partecipazione a bandi pubblici e privati, ricerca di finanziamenti e donazioni, organizzazione di eventi e manifestazioni. Il Consiglio di amministrazione sarà composto da otto consiglieri: quattro nominati dai componenti della famiglia Megalizzi e quattro dagli enti fondatori. Tra gli organi della Fondazione è previsto anche un Comitato scientifico che avrà compiti di consulenza tecnico-scientifica circa le attività che la Fondazione intende, di volta in volta, realizzare.

 

“La tragica vicenda di Antonio Megalizzi – ha commentato il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti – ha scosso le coscienze di tutti noi, destando grande commozione, non solo in Trentino, ma in tutta Italia. Con la firma di oggi – ha ribadito – vogliamo impegnarci, come faceva Antonio, per costruire un’Europa più unita, più solidale, più giusta e più forte, capace di affrontare le grandi sfide sociali che abbiamo davanti e decisa a contrastare l'odio e la violenza, lavorando per riaffermare i valori della pace e del dialogo”.

 

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il sindaco del comune di Trento Alessandro Andreatta: “Alla Fondazione spetta il compito di aiutare i giovani a prendere il testimone lasciato anzitempo da Antonio per interpretare un ruolo che a lui riusciva benissimo: quello del costruttore di ponti, del tessitore di rapporti che, con la forza della ragionevolezza, sa ricomporre le divisioni alimentate ad arte da estremismi e fondamentalismi di varia matrice".

 

Infine il presidente della FNSI, Giuseppe Giulietti ha proposto di tenere proprio a Trento il forum delle famiglie vittime del terrorismo e di consegnare gli scritti di Antonio Megalizzi contro i linguaggi di odio e contro razzismo e xenofobia alla senatrice a vita Liliana Segre.

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