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Paravalanghe, strade e piazzali: la ricostruzione dopo Vaia. ''A Paneveggio spuntato i prezzi migliori. In Val di Fassa usare l'elicottero costava troppo''

Le ferite al territorio sono ancora ben visibili e in ogni tappa i consiglieri si sono confrontati con forestali, tecnici della protezione civile o direttori dei lavori, per approfondire gli interventi messi in campo per fronteggiare una devastazione senza precedenti

Pubblicato il - 13 luglio 2019 - 15:58

TRENTO. La commissione speciale per il maltempo hanno effettuato un viaggio nei boschi colpiti dalla tempesta Vaia: Pampeago e Moena, Paneveggio e val Cadino, Manghen e val di Sella, queste le tappe di venerdì 12 luglio per verificare la situazione a nove mesi dall'evento dell'ottobre scorso.

 

Le ferite al territorio sono ancora ben visibili e in ogni tappa i consiglieri si sono confrontati con forestali, tecnici della protezione civile o direttori dei lavori, per approfondire gli interventi messi in campo per fronteggiare una devastazione senza precedenti. Una situazione ancora delicata in quanto, secondo i dati ufficiali diffusi dalla Pat, aggiornati al 25 giugno scorso, i tracciati alpini ancora chiusi, del tutto o in parte, sono ancora 1 su 3, un numero che complessivamente supera abbondantemente le 400 unità.

 

A questi vanno aggiunti altri 400 sentieri non classificabili come tracciati alpini ma ugualmente impercorribili (QUI la mappa). Questi percorsi si trovano spesso in aree boscose difficilmente raggiungibili dai mezzi pesanti e presentano danni sia dovuti alla caduta degli alberi, sia da frane e smottamenti che hanno eroso i passaggi (Qui articolo).

 

"Siamo forse leggermente in ritardo - ha commentato Ivano Job, presidente della commissione - però ovunque si sta lavorando per mettere in sicurezza le zone colpite e arginare i danni, anche in previsione della stagione invernale". Alla trasferta hanno partecipato Lucia Coppola e Ugo Rossi, Denis Paoli e Devid Moranduzzo (in sostituzione del commissario Gianluca Cavada), Alex Marini, Pietro Degodenz, raggiunti nella seconda parte della trasferta da Alessio Manica e Vanessa Masè.

I paravalanghe a Pampeago. A Pampeago i consiglieri sono stati scortati dal regolano della Magnifica Comunità di Fiemme, Giorgio Ciresa, e dalla sindaca di Tesero, Elena Ceschini, qui si conta di completare i lavori entro fine novembre: "I paravalanghe - ha spiegato l’ingegner Marcello Pilati del Servizio prevenzione rischi della protezione civile - saranno posizionati nella parte alta del versante a partire dalla metà di agosto. Si procederà dapprima con l’esbosco e la messa in luce del terreno, la sua regolarizzazione e quindi il posizionamento di rastrelliere in legno di larice, meno impattanti dal punto di vista ambientale, la cui durata si aggira sui 25-30 anni. Nella parte bassa della montagna sarà lo stesso legname a fare da barriera naturale".

 

Lavori febbrili anche in Val di Fassa, sopra l’abitato di Moena, tra le aree più devastate da Vaia. In progetto la realizzazione di una strada di circa 2 chilometri per percorrere il versante mediano della montagna e consentire l’esbosco. Un lavoro con una progressione di 20-30 metri al giorno, che si dovrebbe completare in un mese circa nella località Crepac.

 

Il geometra Carlo Anderle, direttore dei lavori per gli interventi al versante orografico destro ha spiegato come la tecnologia sia di grande aiuto: lo scavatore ha un Gps integrato che consente di monitorare in opera le quote del progetto. In un primo momento si era valutato di procedere all’esbosco con l’ausilio dell’elicottero, che però con i suoi 72 euro al minuto più 5.400 euro per il trasferimento, risultava molto più costoso rispetto ai mezzi meccanici (strada e teleferica).

 

Piazzali per lo stoccaggio del legname. A Predazzo bacini montani e servizio foreste sono all'opera per realizzare due piazzali per lo stoccaggio del legname recuperato sotto la direzione del geometra Luigino Leonardi. Il primo, che potrà contenere 40 mila metri cubi di materiale costerà circa 40 mila euro, l’altro conterrà 80 mila metri cubi di legname e costerà 270 mila euro. Quest’ultimo si avvarrà di un sistema di nuova generazione che prevede la bagnatura del legname, con l’ausilio di girandole alte 8 metri, con il vantaggio di poter conservare la materia prima anche fino a quattro anni dal taglio.

 

Legname pregiatissimo, quello della foresta demaniale di Paneveggio, è stato colpito da Vaia in cinque zone, il cui esbosco è stato già appaltato con due modalità di vendita: in piedi e a strada (già confezionato in cataste da una ditta locale). Si è provveduto all’allargamento di diversi piazzali per sistemare il legno e assortimentarlo, cioè distinguerlo per tipologie per facilitarne la vendita.

 

"Il legname si sta deprezzando e comincia qualche attacco di bostrico - ha detto il forestale Giuliano Zugliani - che però non rappresenta un grosso problema per noi che ci troviamo oltre i 1.500 metri. A Paneveggio abbiamo spuntato fino a 33 euro netti al metro cubo per il legname in piedi, ha aggiunto: i migliori prezzi del Trentino".

 

Al Manghen e lungo la Val Cadino i commissari sono stati accompagnati da Andrea Darra dei bacini montani, che ha mostrato l’opera di ricostruzione della strada del Manghen franata per effetto di Vaia e della quale i consiglieri hanno potuto apprezzare la progressione dei lavori a sei mesi dalla prima trasferta in zona, nel gennaio scorso. E’ questa l’area dove la devastazione appare più impressionante. Immensi ammassi di alberi accatastati l’uno sull’altro su entrambi i versanti del monte, quasi un cimitero di guerra naturale: uno spettacolo che incute timore e tristezza insieme.

 

La forza di Arte Sella. Qui i danni di Vaia, quantificati in circa 400 mila euro non sono quasi più visibili, mimetizzati da un lavoro instancabile e attento per permettere ad Arte Sella di ripartire. Da Villa Strobele a Malga Costa i consiglieri sono stati accompagnati dal direttore artistico Emanuele Montibeller e dal presidente Giacomo Bianchi in un percorso tra le opere che hanno resistito alla furia del vento, ma anche a quelle ricostruite o aggiunte di recente, per assecondare il nuovo corso dedicato all’architettura, che richiama nomi prestigiosi da tutto il mondo ad interpretare un nuovo e più moderno modo di ripensare gli spazi in armonia con la natura.

 

Il prossimo passaggio della commissione speciale è previsto per il 29 luglio. In quell'occasione si tireranno le fila del lavoro svolto e si rifletterà sui danni, ma anche sulle opportunità che possono derivare da questo evento.

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