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Il Trentino post Vaia, i lavoratori a confronto un anno dopo la tempesta e una tavola rotonda con Mercalli e Barbiero

L'appuntamento della Cgil del Trentino è per martedì 29 ottobre dalle 9 alle 13 e sono presenti diverse figure di primo piano per delineare un bilancio della ricostruzione e promuovere una riflessione sull'eredità lasciata dalla tempesta Vaia tra danneggiamenti, ma anche opportunità per ricostruire e mantenere il territorio

Pubblicato il - 23 ottobre 2019 - 11:33

TRENTO. Una riflessione sulla tempesta Vaia tra i danni causati dall'ondata di maltempo e il cambiamento climatico. Questa l'iniziativa che Cgil del Trentino organizza per martedì 29 ottobre al centro congressi Interbrennero a Trento. A un anno di distanza dalla calamità che ha messo in ginocchio vaste porzioni della provincia, il sindacato cerca di tracciare un quadro tra stato del territorio, contributo dei lavoratori per ripartire dopo l'emergenza e gli effetti del clima (Qui info). 

 

L'appuntamento è dalle 9 alle 13 e sono presenti diverse figure di primo piano per delineare un bilancio della ricostruzione e promuovere una riflessione sull'eredità lasciata dalla tempesta Vaia tra danneggiamenti, ma anche opportunità per ricostruire e mantenere il territorio. 

 

Si parte alle 9.30 con Elisa Cattani, rappresentante della Cgil al Tavolo di coordinamento Fondo calamità Trentino, quindi spazio a Raffaele De Col, dirigente generale della Umst grandi opere e ricostruzione per la Provincia di Trento. Il passo successivo è quello di affrontare il mondo del lavoro dopo Vaia e ci si affida alle tante testimonianze dei lavoratori impegnati sul territorio per le attività di ripristino.

 

A seguire un dibattito e quindi una tavola rotonda "Il cambiamento climatico emergenza anche in Trentino?". In questo caso le riflessioni e le osservazioni prevedono i contributi del meteorologo Luca Mercalli, Roberto Barbiero (coordinatore del Tavolo provinciale di azione sui cambiamenti climatici della Provincia di Trento) e Franco Ianeselli, segretario generale della Cgil del Trentino.

 

Un evento straordinario da oltre 360 milioni di danni. Nel territorio trentino la prima fase del fenomenocaratterizzata da livelli di precipitazione particolarmente elevati, vide infatti cadere una quantità di pioggia in 72 ore equivalente a un quarto del valore medio annuo (274 millimetri su 1.100), con punte massime di 600 millimetri registrate nelle due stazioni meteorologiche di Passo Cereda e Pian delle Fugazze – nel capoluogo si registrò un livello di 169 millimetri (Qui articolo).

 

In una seconda fase, a partire dal mattino di lunedì 29 ottobre, invece, l'impetuoso rinforzo di scirocco abbattutasi sulle montagne del Trentino e dell'Alto Adige orientali fece misurare raffiche superiori ai 120 chilometri orari, con punte particolarmente impressionanti al Passo Manghen (192 km/h), al Passo Rolle (138 km/h), a Passo del Tonale (143 km/h), sul Monte Bondone (141 km/h) e diffusamente superiori agli 80 km/h nel fondovalle.

 

Eventi di questa rilevanza non si registravano dall'inizio novembre 1966, anche se quelli dell'ottobre 2018 sono risultati essere ben più rovinosi: se infatti nel '66 i metri cubi di legname schiantato in Trentino ammontarono a 700 mila, in questo caso la stima sfonda secondo stime del giugno 2019 i 4 milioni di metri cubi.

 

Nei giorni della tempesta (27 ottobre-1 novembre) sono state 8 mila le chiamate di soccorso giunte alla Centrale unica d'emergenza, 2.100 quelle trasferite al Corpo permanente dei vigili del fuoco, impiegato in 500 interventi con 180 vigili e 15 mezzi. Determinante anche l'ausilio dei pompieri volontari dei vari distretti territoriali, con i loro 3.940 volontari, 1.087 mezzi e 2.500 interventi riguardanti per li più la viabilità stradale e il recupero di automobili bloccate dalle forti piogge. I distretti chiamati in causa maggiormente sul totale di 2.884 interventi furono quello di Trento (562) e di Pergine (544).

 

Si parte da questi numeri per non dimenticare, per capire lo stato dell'arte attuale ma anche per interrogarsi sul futuro in Provincia alla luce dei cambiamenti climatici. L'appuntamento è quindi dalle 9 di martedì 29 ottobre al centro congressi Interbrennero a Trento.

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