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Le Antiche Mura chiude i battenti e i Mandico pensano a una nuova sfida sul Garda che metta in rete i top chef ''rivieraschi''

La loro gestione ha radicalmente rivoluzionato un certo tipo di ristorazione gardesana. I Mandico hanno portato una ventata d’innovazione gastronomica che da anni mancava. Ora si dedicheranno a Panem e intanto pensano a una nuova proposta che metta in rete, da Peter Brunel al Linfano fino ad Alfio Ghezzi, chef questo che s’appresta a sovraintendere anche la gestione della cucina di un importante hotel in quel di Limone

Di Nereo Pederzolli - 13 novembre 2019 - 12:05

RIVA DEL GARDA. Cambia gestione per consentire ai fratelli Mandico di potenziare un nuovo importante progetto gastronomico. Senza polemiche, decisi solo a rilanciare il prestigio culinario del Garda trentino, per tessere una rete golosa che attiri l’attenzione dei turisti più attenti e dei ghiottoni di casa. Il ristorante Antiche Mura libera dunque la brigata di cucina di Carmine e Gianluigi Mandico, ischitani d’origine, anni d’esperienze in prestigiose strutture ‘stellate’ – una su tutte, tra fornelli e tavole di Norbert Niederkofler, in Alta Badia – per imbastire una nuova sfida. Dove? Sempre in vista del grande lago, vicino gli oliveti che rendono Riva del Garda una rinomata Città del Gusto.

 

''Sarà una sorpresa, che riveleremo quanto prima. Intanto potenzieremo il progetto legato a ‘Panem’, la panineria d’autore che abbiamo fondato da tre anni e che ora avrà una sorta di filiale anche in Sicilia, a Catania. Senza escludere ulteriori espansioni verso nord'', Carmine Mandico mantiene un giusto riserbo, orgoglioso di quanto lui e il fratello Gianluigi, aiutati pure da mamma e papà, in pochi anni sono riusciti a concretizzare nella conca rivana.

 

La loro gestione ha radicalmente rivoluzionato un certo tipo di ristorazione gardesana. I Mandico hanno portato una ventata d’innovazione gastronomica che da anni mancava. Cucina d’autore, giocata tutta sulla leggerezza e la giusta spensieratezza di due giovani, neppure 60 anni in due, che subito hanno attirato l’attenzione della critica enogastronomica e movimentato l’offerta. Un mix di cultura campana e sperimentazione dolomitica. Senza strafare, senza neppure stupire con roboanti accostamenti. Mano precisa in cucina, altissima professionalità in sala. Lo hanno fatto con tenacia e altrettanta competenza. Coadiuvati da altri giovani entusiasti. Superando pure momenti di un destino crudele: quello legato al drammatico incidente stradale che è costato la vita a due loro dipendenti, nel maggio scorso, sull’autostrada per l’aeroporto lombardo.

 

Quando Maycoll Calcinardi e Andrea Selis rimasero terribilmente prigionieri tra le lamiere della loro automobile. Un dramma che non dimenticano, una tragedia che però ha spinto il team Mandico a mettersi ulteriormente in gioco. Per una sfida – assicurano – che sarà decisamente stimolante. ''Vogliamo ampliare la nostra offerta gastronomica e farlo in uno spazio più consono, in un simbolico collegamento con alcuni cuochi nostri amici che operano vicino Riva del Garda'' sottolineano i due fratelli. Una rete che ha precisi nodi, da Peter Brunel al Linfano fino ad Alfio Ghezzi, chef questo che s’appresta a sovraintendere anche la gestione della cucina di un importante hotel in quel di Limone, senza tralasciare altrettanti legami con la sua ultima creatura, il fascinoso spazio gastronomico sotto la cupola del Mart di Rovereto.

 

Triangolazioni rivierasche dunque, per lanciare sfide golose a vicini ambiti dove l’alta cucina è vanto turistico – i tre ''stellati'' di Madonna di Campiglio, pure i due blasonati di Fiemme e Fassa – coinvolgendo pure schiere di artigiani del cibo, vignaioli e cantine in grado di fare la differenza. Intanto, i Mandico, fino a primavera, saranno operativi da Panem. Dove anche un panino è gourmet, antipasto di nuove future occasioni conviviali.

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