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L'Italrugby placca le feste medievali? ''Scelta legata al budget, sarà biennale''. Ma la decisione non piace ai cittadini (e alla maggioranza stessa)

Una decisione che sarebbe stata presa tra gli attori coinvolti, che però non troverebbe consenso nella cittadinanza, i perginesi che lasciano intendere parecchio malumore, soprattutto sui social, a quasi dodici mesi dalla tornata elettorale proprio del 2020. Anche la maggioranza in Comune si sarebbe trovata spiazzata nel vedere i giochi già fatti, senza un reale confronto per una notizia appresa da Facebook

Di Luca Andreazza - 21 marzo 2019 - 22:30

PERGINE. Le lancette si fermano, niente decennale per le feste medievali a Pergine, tutto rimandato al 2020. E cambia anche la formula, la kermesse diventa a cadenza biennale. E non centrerebbe l'approdo della nazionale italiana di rugby per un mese di ritiro.

 

"La scelta è questa, una decisione condivisa tra amministrazione comunale, Pro loco e Apt", questo il commento dell'assessore Franco Demozzi, che abbassa il sipario su questa edizione, la numero dieci, per rilanciare l'evento sull'anno prossimo.

 

Il termometro è alto in Valsugana. Un piano che sarebbe stato preso in conclave tra gli attori coinvolti, che però non troverebbe consenso nella cittadinanza, i perginesi lasciano intendere parecchio malumore, soprattutto sui social, a quasi dodici mesi dalla tornata elettorale proprio del 2020. Anche la maggioranza in Comune si sarebbe trovata spiazzata nel vedere i giochi già fatti, senza un reale confronto per una notizia appresa da Facebook. 

 

"E' ovviamente una decisione sofferta - conferma l'assessore - ma presa in massima condivisione. Il presidente della Pro loco, Paolo Stefani, e quello dell'Apt, Stefano Ravelli, sono d'accordo. Un passaggio dovuto per la mancanza di risorse, davanti al bilancio abbiamo scelto di fare un passo indietro, da buoni padri di famiglia. Meglio concentrarsi ogni due anni e rendere l'evento sempre più grosso che incontrare problemi".

 

Il nodo è nel budget. Organizzare le feste medievali costa intorno ai 50 mila euro. A mandare, forse, un po' fuori giri i conti a Pergine e placcare la kermesse potrebbe essere stata propria l'Italrugby: l'investimento è più o meno equivalente, si aggira intorno a 50 mila e la coperta si sarebbe improvvisamente accorciata.

 

A questo si aggiunge che il Comune non intenderebbe avere disavanzi nel bilancio della Pro loco da dover gestire e lasciare in eredità alla prossima consiliatura. Un ragionamento legittimo, ma che come primo risultato comporta la perdita di un evento tanto sentito per la comunità e la coincidenza del ritiro dell'Italia suona quanto mai sospetta a Pergine. 

 

"Nel 2019 - aggiunge Demozzi - si è deciso di diversificare l'offerta, abbiamo il convegno della Castagna e il concerto festival del Lagorai, senza dimenticare l'opportunità di ospitare l'Italia del rugby, sport minore ma che comunque rappresenta la massima espressione di un movimento, la nazionale. Le feste medievali ritornano nel 2020. La visione poi non si deve fermare ai confini comunali, ma deve lavorare in sinergia con l'intera Valsugana". 

 

Insomma, anno sabbatico a "targhe alterne" per le feste medievali che sono sempre riuscite a fare centro, riversare tantissime persone tra le piazze e le vie dell'abitato tra divertimento e curiosità, senso di appartenenza e comunità per creare, aspetto non secondario, indotto anche per gli esercenti locali. Pergine ha scommesso sull'azzurro e la speranza è che la scelta possa pagare, oltre che a livello d'immagine. 

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