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Nel bosco di Castel Penede emergono case, scalinate, spigoli e pavimenti. Morandi: ''E' una 'bomba archeologica'. Sembra si tratti di un villaggio di epoca romana''

Gli studenti dell'Università di Trento stanno scavando sul monte sopra Nago ai piedi del castello e quel che sta emergendo è qualcosa di straordinario. Il sindaco: ''Ora capiamo che il bosco stesso forse segue le linee lasciate da questo antichissimo insediamento. Potrebbe essere una scoperta davvero importante per tutta la zona''

Di Luca Pianesi - 08 giugno 2019 - 18:30

NAGO. ''E' una bomba archeologica quella trovata in questi giorni. Un vero e proprio villaggio risalente grosso modo all'anno zero. Più si scava e più vengono fuori case, spigoli, scalinate e ora ci rendiamo conto che anche la morfologia del bosco potrebbe seguire linee precise perché cresciuto sopra un grande insediamento''. C'è grande entusiasmo nelle parole del sindaco di Nago Torbole Gianni Morandi nel commentare quel che sta emergendo ai piedi di castel Penede. Da giorni, infatti, sono al lavoro studenti dell'Università di Trento, in collaborazione con la Soprintendenza ai Beni Culturali e il Comune, che stanno effettuando delle sorte di sondaggi nel terreno del grande bosco che si estende sul colle dove intorno al castello sorto intorno al XIII secolo.

 

 

''Stiamo parlando di qualcosa che potrebbe rivoluzionare la storia della zona - spiega Morandi - perché sta davvero venendo fuori di tutto da questi scavi. Per ora sono stati fatti 3-4 scavi in punti ben precisi e in tutti sono state trovate tracce di un villaggio con case, stradine, scalinate, muretti. Stiamo parlando, potenzialmente, di un'area grande circa un ettaro quindi potrebbe rivelarsi un insediamento davvero di assoluto interesse''. E le prime datazioni dicono che i manufatti risalirebbero a circa l'anno zero.

 

 

''Parliamo di una datazione tra il primo secolo avanti Cristo e il primo dopo Cristo - prosegue Morandi - in piena era romana. Con Università e Soprintendenza abbiamo una convenzione della durata di tre anni per questi lavori ma siamo già pronti a prolungarla e a mettere sul piatto altre risorse già da questo autunno. Bisognerà procedere all'esbosco di alcune piante per facilitare gli scavi degli archeologi ma sicuramente siamo pronti ad impegnarci in prima persona in questa importante sfida''.

 

 

Già perché questi ritrovamenti potrebbero avere delle grandi ripercussioni anche per tutta la comunità della zona. ''Stiamo già facendo mettere a posto il Castello di Penede - completa il primo cittadino - perché anche lì si celano stanze ancora non esplorate sotto alle rovine ed è già stato approvato un progetto preliminare di sistemazione del compendio. Più sotto ci sono i forti, e postazioni della Prima Guerra Mondiale e se riuscissimo a riportare alla luce anche questo villaggio l'offerta turistica diventerebbe davvero di primissimo piano. Il tutto godendo di una delle viste più straordinarie in assoluto sul Lago di Garda. L'intenzione, però, è quella di non chiudere gli scavi in attesa della fine dei lavori ma di inserire pannelli informativi e di permettere alla comunità di ammirare quel che passo dopo passo verrà portato alla luce. Poi ovviamente verranno fatte analisi e approfonditi studi ma sono sicuro che si rivelerà una vera 'bomba archeologica'''.

 

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