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Ora legale, insonnia e disturbi del sonno. Ecco perché la società degli scienziati cronobiologi chiede l'ora solare tutto l'anno

Un provvedimento del Parlamento europeo apre alcune problematiche in quanto, in questo momento, i singoli Paesi potranno decidere in modo autonomo se scegliere l'ora solare e legale durante tutto l'anno. La studiosa Giulia Zerbini ci spiega i perché è importante scegliere il primo caso e rinunciare a 60 minuti in più di sole alla sera

Di Luca Andreazza - 31 March 2019 - 08:12

TRENTO. E' tornata l'ora legale. Le lancette dell'orologio sono state spostate di 60 minuti in avanti nella notte tra sabato 30 e domenica 31 marzo. Una brutta notizia per i dormiglioni, questo cambio porta, infatti, a dormire un'ora in meno, ma comporta un'ora in più di luce.

 

Questa potrebbe essere tra le ultime volte che si è chiamati a spostare le lancette dell'orologio. Il Parlamento europeo potrebbe, infatti, aver messo la parola ''fine'' a questa procedura. Il 26 marzo (qui l'articolo) con 410 voti a favore, 192 contrari e 51 astenuti, è passata la risoluzione legislativa che stabilisce la fine del passaggio dall’ora solare a quella legale a partire dal 2021.

 

Un provvedimento che apre alcune problematiche in quanto, in questo momento, i singoli Paesi potrebbero decidere in modo autonomo se scegliere l'ora solare e legale, questo comporterebbe orari diversi all'interno dello stesso fuso orario. A fronte di questa criticità, la decisione è accolta favorevolmente dalla società europea di scienziati cronobiologi, realtà che studia anche i ritmi circadiani e del sonno, i quali sostengono da anni l'abolizione dell'ora legale.

 

La società degli scienziati cronobiologi evidenziano che il passaggio dall’ora solare a quella legale disturba il sonno e i ritmi circadiani di molti persone. A spiegarcelo è la studiosa trentina Giulia Zerbini, già autrice di altri studi pubblicati anche su riviste internazionali. Il nostro sonno è, infatti, regolato da un orologio biologico interno. Quando le lancette dell’orologio vengono spostate un’ora avanti questo si riflette con l’orologio biologico che si deve adattare, un passaggio non così facile. Tanti si ritrovano a dover fare i conti con gli effetti psicofisici della transizione: stanchezza, sonnolenza, irritabilità, affaticamento, scarsa concentrazione, bassa produttività, possono essere solo alcuni dei malesseri dovuti al cambio dei nostri ritmi circadiani. Gli studi dimostrano che molte persone necessitano fino a 4 settimane per adattare il loro ritmo sonno-veglia all’ora legale, ma alcune addirittura non riescono mai ad adeguarsi al cambio. 

 

L'auspicio degli scienziati è quello che venga mantenuta l'ora solare. E', infatti, molto importante per il nostro orologio biologico essere esposti alla luce solare durante la mattina. Questo permette di mantenere una buona sincronizzazione con l’ambiente esterno (ciclo giorno-notte).

 

Se si scegliesse invece di mantenere l’ora legale tutto l’anno, ci si dovrebbe svegliare un'ora prima anche in inverno e per la maggior parte della popolazione, questo significherebbe svegliarsi, andare a scuola e al lavoro al buio. L’assenza di luce al mattino avrebbe conseguenze negative per le nostre facoltà cognitive (abbiamo bisogno di luce per svegliarci).

 

A questo si aggiunge che il nostro orologio biologico avrebbe difficoltà anche a mantenere un buon ritmo-sonno veglia: ci sarebbero più difficoltà nell'addormentarsi la sera e si dormirebbe meno. Sono diversi gli studi che mostrano come la carenza di sonno abbia importanti conseguenze negative per la salute. 

 

Nonostante l’ora legale sia amata da molti per la possibilità di godere di lunghe sere estive, adottare l’ora solare tutto l’anno sarebbe la scelta più sensata da un punto di vista di salute e benessere. Il nostro orologio biologico si sincronizza infatti con l’ora solare e non con l’ora legale.

 

L’ora solare tutto l’anno migliorerà il sonno, le prestazioni scolastiche e lavorative, diminuirà i problemi cardiovascolari, metabolici e psicologici. Queste previsioni sono basate su ricerche in ambito cronobiologico che hanno dimostrato come disturbare la sincronizzazione dell’orologio biologico con il ciclo giorno-notte abbia conseguenze negative per la salute.

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