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"I voti a scuola? Influenzati dal ritmo circadiano. Meglio evitare le prove su materie scientifiche nelle prime ore del mattino", dall'Olanda lo studio di una ricercatrice trentina

Si chiama Giulia Zerbini è originaria di Povo ha 30 anni e sta concludendo il suo dottorato a Groningen. Il suo studio è stato pubblicato su Scientific Report (Nature): "Abbiamo raccolto più di 40.000 voti durante un intero anno accademico. Gli studenti serotini arrivano più spesso tardi a scuola, sono più spesso malati e vengono mandati fuori dalla classe per cattiva condotta con maggior frequenza". Ma cambiare si può

Di Luca Pianesi - 09 luglio 2017 - 17:34

GRONINGEN (OLANDA). Brutti voti a scuola, soprattutto nelle materie scientifiche? Forse la colpa potrebbe non essere tutta nostra/vostra/loro. A giocare una componente importante sul rendimento scolastico, infatti, ci sarebbero i ritmi circadiani e lo studio condotto dalla trentina Giulia Zerbini, in Olanda (e pubblicato pochi giorni fa su Scientific Report del gruppo Nature) dimostrerebbe proprio questo. "Chiedere a uno studente di essere produttivo in classe alle 8 di mattina è come chiedere ad un adulto di iniziare a lavorare tra le 5 e le 6. E a soffrire di più sono i serotini". 

 

Ok, ok, andiamo con ordine. Giulia è una trentenne trentina che sta facendo il dottorato in Olanda a Groningen. Dopo il liceo scientifico (ha frequentato il Galilei di Trento), infatti, e la laurea in psicologia a Padova ha cercato di proseguire la carriera universitaria. "Cercavo un dottorato di ricerca ma volevo andare all'estero a farlo sia per un arricchimento personale sia dal punto di vista lavorativo - spiega - e un po' per caso sono finita in Olanda. Cercavo, infatti, un dottorato in Germania, per migliorare ancora il mio tedesco, e un professore di Monaco mi ha consigliato di fare domanda per questo dottorato sui ritmi circadiani. Siccome, incredibilmente, in Italia non erano mai stati una materia di studio accurato, ho deciso di buttarmi in questa avventura. Dico incredibilmente perché i ritmi circadiani hanno importanti applicazioni e implicazioni nella vita di tutti i giorni e in diversi ambiti: dalla salute, alla medicina, della psicologia all'educazione. Nonostante ciò nel nostro Paese sono poco considerati mentre, al contrario, l'Olanda offre corsi di cronobiologia in diverse università".

 


 

Giulia ha quindi cominciato a dedicarsi sempre di più all'argomento. Il ritmo circadiano è quel che si può definire l'orologio interno che ha ognuno di noi. Esso si regola in base al ciclo naturale del giorno e della notte grazie a stimoli esterni come la luce solare o la temperatura ambientale e a stimoli sociali come le abitudini legate, per esempio al pranzo e alla cena fatti sempre alla stessa ora. Il tutto è fondamentale per l'attività celebrale perché a seconda dell' "orario che segna l'orologio biologico" il corpo può produrre ormoni, rigenerare le cellule, prestarsi a diverse attività biologiche. Giulia ha cercato di indirizzare i suoi studi sull'argomento focalizzandoli sulle performance scolastiche.

 

"E’ iniziato tutto con due studentesse delle scuole superiori che si sono rivolte a me per chiedermi aiuto con la loro tesina di maturità - prosegue Zerbini -. In Olanda, infatti, promuovono molto il collegamento tra scuole e università per dare agli studenti la possibilità anche con le tesi di maturità di fare una prima esperienza di confronto per esempio anche con il mondo della ricerca. Le due ragazze erano super entusiaste per il progetto e hanno raccolto più di 5.000 voti e hanno somministrato il questionario che utilizziamo per calcolare il cronotipo a circa 700 studenti. La loro tesina ha così vinto premi nazionali e internazionali come migliore tesi di maturità e alla fine, partendo dai dati da loro raccolti, abbiamo pubblicato il primo articolo sul Journal of Biological Rhythms".

 

La tesi era chiara e documentata: gli studenti che vanno a dormire più tardi (late chronotypes) ottengono in media voti peggiori. "In generale abbiamo un orologio biologico che regola i ritmi circadiani - racconta ancora Giulia - e tra questi anche il ritmo sonno-veglia. Esistono differenze individuali per quanto riguarda il rapporto sonno/capacità di essere più o meno pronti al mattino e nonostante ormai si sia più o meno consapevoli di ciò, anche dal punto di vista scientifico, tendenzialmente la società continua ad imporre a tutti gli stessi orari. A rimetterci sono i 'serotini', coloro che prendono sonno più tardi e gli adolescenti che tendono ad andare a dormire più tardi".

 

Sono, queste tesi, dimostrate anche in tanti altri studi scientifici portati avanti a diverse latitudini del mondo. Il plus della ricerca della giovane dottoranda trentina sta nell'aver dimostrato che l’effetto del cronotipo sui voti è marcato la mattina presto ma scompare nel primo pomeriggio. Il gap tra chi ha un ritmo circadiano "mattiniero" e un "serotino" presenta il massimo distacco alle 8.15 per azzerarsi alle 15. "Dopo questo primo studio - continua Giulia - abbiamo raccolto più di 40.000 voti durante un intero anno accademico e abbiamo mostrato che l’effetto del cronotipo è più marcato nelle materie scientifiche. Inoltre abbiamo raccolto dati riguardo alle assenze degli studenti e abbiamo trovato che gli studenti serotini arrivano più spesso tardi a scuola, sono più spesso malati e vengono mandati fuori dalla classe per cattiva condotta con maggior frequenza". 

 

In Olanda questi studi stanno avendo delle ricadute pratiche. Una scuola con la quale è in contatto Giulia ha spostato l'orario d'inizio dalle 8 alle 8.30 e la discussione è aperta anche per quanto riguarda le aziende. Conoscendo il ritmo circadiano di ognuno di noi si potrebbe diventare tutti più produttivi, riducendo carichi di stress e disagi. "E infatti il nostro primo consiglio alle scuole olandesi è stato quello di evitare prove scritte in particolare di materie scientifiche nelle prime ore della mattina. In generale - completa Zerbini - le scuole potrebbero iniziare anche più tardi ma c'è un grande dibattito al riguardo. C'è chi teme che se si iniziasse più tardi gli studenti andrebbero a dormire ancora dopo. Per questo motivo penso che educare studenti, genitori, insegnanti riguardo all'importanza del sonno sia fondamentale. Si dovrebbe fare informazione anche sugli effetti che la luce, in particolare quella blu emessa da cellulari, tv, ipad, ha sul sonno. Sarebbe, per esempio, da evitare assolutamente la sera.

 

"Un’altra soluzione - aggiunge ancora la giovane dottoranda - sarebbe avere orari flessibili. In Olanda hanno dei sistemi scolastici sperimentali che prevedono ore flessibili la mattina e il pomeriggio e lezioni per tutti nel mezzo della giornate. Gli studenti scelgono se frequentare le lezioni flessibili la mattina o il pomeriggio. Cosa vuol dire? Vuol dire avere un percorso di studio con corsi a scelta come spesso avviene nelle scuole americane. Così ognuno può avvicinarsi ai corsi nelle modalità e con i tempi a lui più consoni". Per Giulia il percorso di studio in Olanda si sta concludendo. La volontà è quella di rientrare in Italia per condividere quanto imparato magari continuando a fare ricerca in questo campo. Con la speranza che anche il nostro Paese si "svegli" su certi temi e non faccia la fine del "serotino" costretto a giocarsi l'anno con un compito alle 8 del mattino.

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