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Peter Brunel a Masterchef ma solo per un giorno: ''Una fugace apparizione. Io resto dietro i fornelli del PB di Linfano''

Lo chef, che da 6 mesi si è lanciato nella nuova avventura del ristorante di Arco, in questi giorni è stato accostato al team di Canavacciuolo e Barbieri ma sarà solo ospite una puntata. Del resto il rapporto tra schermo e cucina è sempre più un’attrazione: fatale o letale?

Di Nereo Pederzolli - 04 dicembre 2019 - 17:38

ARCO. Il cibo ostentato in TV può alimentare suggestioni, dare incredibile notorietà, ma anche scatenare dei veri e propri tam-tam mediatici. E così la notizia di Peter Brunel a Masterchef' subito ha scatenato un turbinio di reazioni. Ma calma e gesso, come si sul dire, perché il talentuoso cuoco ladino, da neppure 6 mesi in quel del Linfano, ristorante di charme tra i più importanti della regione, non intende assolutamente frequentare con costanza e altrettanta dedizione alcun ‘serial televisivo’.

 

Peter Brunel rimane nel suo PB, concedendosi eventuali sporadiche apparizioni televisive solamente per promuovere il suo concetto di cucina. Ma cosa c'entra Masterchef con lo chef in questione? ''E’ stata solo una fugace quanto improvvisa comparsata, durante le riprese di una puntata – ribadisce il cuoco –. Il set televisivo era allestito nella tenuta Colombara, quella dove si coltiva il riso Aquerello, il riso più blasonato, quello che viene fatto invecchiare per anni in speciali silos. Io sono pure ‘testimonial’ di questa specialità. Ma non farò assolutamente parte della squadra di Canavacciuolo e Co.''.

 

Dunque, tutto chiarito. ‘Comparsata’ solo per le riprese in esterna del fortunato programma tv. Puntata che dovrebbe andare in onda il 9 gennaio prossimo, ambientata in uno dei più suggestivi musei del riso. Una tenuta della famiglia di Piero Rondolino a Livorno Ferraris, dove è ancora gelosamente conservata ogni testimonianza del lavoro delle mondine, le giovani che fino agli Anni ’60 ‘mondavano’ le risaie, togliendo a mano ogni infestante. ‘Location’ sicuramente di grande fascino, dove Peter Brunel ha fatto, in quell’occasione, il giudice. Tutto qui, anche se i ‘rumors’ di vedere sullo schermo pure l’istrionico chef trentino hanno davvero suscitato illazioni, pure qualche invidia.

 

Del resto il rapporto tra schermo e cucina è sempre più un’attrazione: fatale o letale? Dipende dai punti di vista. Per qualcuno la TV conta più delle stelle Michelin. Lo ha recentemente ribadito Andoni Luiz Aduriz, uno spagnolo sul podio mondiale del buon mangiare. Che ha sottolineato come sia ''meglio uscire su Netflix che ottenere le tre stelle''. Altri cuochi invece si negano ai media digitali, ritenendo la televisione una sorta di antagonista alla cultura veritiera del cibo. In quanto, sullo schermo, si nota solo l’apparenza, niente profumi, men che meno sapori, neppure alcun elemento di condivisione sensoriale. Ecco perché ogni ‘new entry’ in uno dei tanti show di cucina genera gossip.

 

Cibo quasi sempre ostentato, al punto che alcuni gastronomi ‘vecchia guardia’ hanno giudicato l’eccessiva esposizione televisiva del food come ‘invasione pornoculinaria’.

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