Dal menù dedicato a D’Annunzio fino alla proposta ‘fusion’ tra Giappone e Perù (passando per il Trentino): ecco le nuove proposte dello chef stellato Peter Brunel
Lo chef stellato trentino ha curato un nuovo menù estivo all’interno del suo locale, il Peter Brunel Ristorante Gourmet a Linfano d’Arco, nel quale assaporare tre diversi percorsi (o, meglio, esperienze) unici: ecco di cosa si tratta

TRENTO. Un tavolo che, letteralmente, diventa una tela pronta ad ospitare le opere in arrivo, di portata in portata, dalla cucina; ambienti curati fino al minimo dettaglio per riflettere un’idea di accoglienza a 360 gradi, tra angoli dedicati al rituale dell’aperitivo e sedute speciali (si vedrà poi perché) dove gustare una cucina che agilmente si muove tra rivisitazioni di grandi classici e creazioni all’avanguardia, con uno sguardo attento alla storia, alla cultura e all’arte che traspare, inevitabilmente, in ogni sguardo ed in ogni boccone. L’esperienza che lo chef stellato trentino Peter Brunel offre nel suo ristorante, il Peter Brunel Ristorante Gourmet a Linfano d’Arco, è un percorso d’ispirazioni peculiari, che vanno da Gabriele d’Annunzio a Bruno Munari fino alla cucina giapponese e peruviana, e che si ricrea oggi d’una veste tutta nuova, grazie al menù estivo messo a punto da Brunel con un’attenzione impressionante, come detto, ai dettagli che si ritrovano di piatto in piatto (e che proveremo, almeno in parte, a restituire). Ma procediamo con ordine.

I dettagli, dicevamo. A portarli alla luce è lo stesso chef, muovendosi di tavolo in tavolo durante il servizio tra gli spazi del locale (in gran parte, tra l’altro, ideati proprio da Brunel), accompagnando gli ospiti in un’esperienza nella quale, dice: “Nulla è lasciato al caso”. Dietro i fornelli, in una cucina ispirata a quella del Vate, lo chef lavora insieme ad un team affiatato che restituisce, con estrema precisione, i piatti presenti nel nuovo menù. Tre le macro-aree (per così dire) nelle quali è divisa l’offerta del Gourmet: i “Grandi classici” dello chef (dalle famose alici marinate, il “Ricordo di Lofoten”, fino agli spaghetti di patate), un’offerta fusione con “Japan-Trentino-Nikkei” (un vero e proprio viaggio dal Paese del Sol Levante al Perù, passando dal nostro territorio) e, infine, il “Priore” (un percorso culinario ispirato alla vita, alle opere e ai gusti di Gabriele d’Annunzio).

Parla di una “nuova visione” chef Brunel presentando il suo nuovo percorso culinario, che riguarda non solo il cibo servito ma l’intera organizzazione del ristorante, con l’obiettivo di far sentire il più possibile “a casa” gli ospiti. Ristorante che, come anticipato, dialoga costantemente tra sedute ‘relax’ destinate all’aperitivo e i tavoli dove consumare le portate, che Brunel sceglie personalmente come ‘tele’ sulle quali portare poi le sue opere. In particolare, nella sala più riservata che dà sul cortile interno del locale, il tavolo diventa letteralmente una tela, visto che sulla superficie è stata incollato ed in seguito ‘resinato’ uno strato in tessuto, in grado di restituire tanto alla vista quanto al tatto la sensazione di una tovaglia. Una scelta dettata dalla necessità di non coprire alla vista la parte inferiore del tavolo stesso, realizzata da Brunel ispirandosi alle opere di Munari (parlando di dettagli). Nulla, dicevamo, è lasciato al caso, e le poltroncine sulle quali gli ospiti siedono per mangiare sono, ancora una volta, progettate dallo chef: lo scopo? Garantire una seduta confortevole che favorisca una corretta digestione del cibo.

Di tanto possono nutrirsi gli occhi entrando al Gourmet, anche per quanto riguarda la presentazione delle portate stesse, accompagnate da una selezione di vini (e cocktail) abbinati alle pietanze. Scegliendo il percorso “Priore” si parte subito, dopo i primi assaggi, con l’immancabile (parlando di D’Annunzio) tramezzino. A seguire, dopo l’anatra e foie gras, i gusti del Vate, studiati minuziosamente da Brunel, sono nuovamente protagonisti con i “Can-nel-lo-ni”, una pietanza che D’Annunzio stesso aveva richiesto a suor Albina (la cuoca del Vittoriale) di avere “pronta ad ogni ora del giorno e della notte”. Spazio poi al ricordo del primo incontro del Vate con ‘la divina’ Eleonora Duse, riassunto dallo chef in un riso alle rose (servito con una spruzzata di acqua alle rose), e all’”uovo all’oro”, con capitone, patate, carciofo e una foglia d’oro in decorazione. Segue un ulteriore omaggio alla cuoca del Vittoriale con una costoletta di agnello ‘croccante’ (grazie alla deliziosa panatura realizzata con il panko) e poi un tris di formaggi, richiesti all’epoca da D’Annunzio per concludere la parte salata dei suoi pasti. Pescando dalle origini e dalla storia del poeta, i dolci sono in parte un omaggio alla sua terra natia, l’Abruzzo, tra ingredienti tipici come l’Aurum ed il Parrozzo. Buon appetito.







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