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Trento
27 settembre | 20:16

Un altro traguardo per lo chef stellato trentino Peter Brunel, premiato con il diploma "Buona Cucina 2025" dall'Accademia Italiana

"Il ristorante è elegante - scrive l'Accademia della Cucina - e la cucina proposta è raffinata e creativa, miscelando sapientemente tradizione ed innovazione. Peter Brunel, che ne è contitolare e che vanta una ricca esperienza nell’alta cucina sia in Italia che all'estero, è un cuoco eclettico e visionario. La sua caratteristica è la meticolosa cura del dettaglio, dalla mise en place al piatto, mentre la sua filosofia ha fonti di ispirazioni poliedriche, da Gabriele D'Annunzio all'arte contemporanea, dal design alle storie dei viaggi riproposte nei suoi piatti, senza tralasciare il racconto del Territorio"

di Giorgia De Santis

ARCO. Il viaggio gastronomico di Peter Brunel, chef stellato e punto di riferimento per la gastronomia d’eccellenza nel territorio trentino e non solo, raggiunge un nuovo traguardo.

 

Dopo aver conquistato la Stella Michelin, appena un anno e mezzo dall’inaugurazione del suo locale "Peter Brunel Ristorante Gourmet" di Arco, avvenuta nel 2019, il talentuoso chef ha ricevuto il prestigioso diploma di "Buona Cucina 2025".


Tale riconoscimento, assegnato dalla consulta della delegazione di Rovereto e del Garda Trentino dell’Accademia Italiana della Cucina, celebra l'eccellenza, la qualità e la passione per la tradizione culinaria italiana.

 

"Il ristorante è elegante - scrive l'Accademia della Cucina - e la cucina proposta è raffinata e creativa, miscelando sapientemente tradizione ed innovazione. Peter Brunel, che ne è contitolare e che vanta una ricca esperienza nell’alta cucina sia in Italia che all'estero, è un cuoco eclettico e visionario. La sua caratteristica è la meticolosa cura del dettaglio, dalla mise en place al piatto, mentre la sua filosofia ha fonti di ispirazioni poliedriche, da Gabriele D'Annunzio all'arte contemporanea, dal design alle storie dei viaggi riproposte nei suoi piatti, senza tralasciare il racconto del Territorio".

 

Peter Brunel, classe 1975, originario della Val di Fassa, vanta una ricca esperienza nell’alta cucina, sia in Italia che all’estero. La sua ricerca abbraccia sia la tradizione che una "giusta" innovazione, con una meticolosa cura del dettaglio, a partire dagli arredi, disegnati dallo stesso chef, fino ai suoi piatti che abbinano le ricette "tipiche", con prodotti del territorio di altissima qualità a un mix di tecniche, che creano sapori equilibrati, per quella che è un'esperienza sensoriale unica.

 

Al "Peter Brunel Ristorante Gourmet" l'ospite si sente subito a casa, non appena varcata la porta del locale: all'ingresso gli ospiti vengono accolti in un salotto elegante, dove una piccola nota di dolcezza - alcuni barattoli di caramelle - mette subito a proprio agio anche i più esigenti tra gli avventori.


Il cliente viene introdotto in questo modo in un ambiente che fa percepire subito la filosofia del ristorante, con un design curato nei minimi dettagli, raffinato e creativo, dove nulla è lasciato al caso.

 

Il riconoscimento del "Diploma di Buona Cucina 2025" va oltre le tecniche culinarie, celebrando l’impegno di Brunel nel preservare e promuovere la tradizione gastronomica italiana. Fondata nel 1953 dal giornalista Orio Vergani, l'Accademia Italiana della Cucina si è sempre fatta portatrice di un rigoroso impegno verso la salvaguardia dei valori gastronomici del Bel Paese, sostenendo la qualità e l'eccellenza, non solo in Italia ma anche all’estero.

 

La consegna del diploma è stata accompagnata da una cena conviviale dal titolo "Carne contro Pesce. L’immagine del cibo nelle arti del Cinquecento", un’opera culinaria che ha celebrato le radici storiche della cucina. Il menù, creato appositamente da Brunel per l'occasione, ha preso spunto dalle pitture fiamminghe del Cinquecento, dove carne, pesce e altri cibi venivano esibiti in chiave celebrativa, lontano dalle consuete rappresentazioni evangeliche.

 

Durante l’evento, la storica dell'arte Francesca Rossi ha illustrato il capolavoro di Pieter Aertsen, che nel 1551 dipinse una scena simbolica che metteva in luce la carne e i pesci, legati ai riti del Carnevale e della Quaresima. Da qui, Brunel ha creato un menù che esplora la cucina povera e naturale, ma con ingredienti di qualità assoluta, raccontando anche la storia di un'epoca che fondava le sue radici sulla spiritualità e sul lavoro dei monasteri.

 

Anche il setting della tavola è un elemento di grande originalità: non ci sono più calici, ma si gioca con tre tipologie di ciotole che richiamano l’evoluzione dell’uomo. Dall'antico bicchiere di quel periodo, si passa a un mix di porcellana e vetro, fino ad arrivare al più classico bicchiere in vetro. Il vino, servito direttamente in brocca, contribuisce a creare un'atmosfera conviviale, in perfetta sintonia con il concetto che permea i piatti.


Un racconto che va oltre la semplice cucina: un richiamo alla tradizione della cucina povera, radicata nella terra e nella storia, ma sempre capace di esaltare la qualità straordinaria delle materie prime. Un’esperienza che unisce l’antico e il moderno, dove ogni dettaglio è pensato per esprimere il rispetto per le origini, senza rinunciare alla raffinatezza.

 

La cena si è articolata in quattro portate che a rievocare le tradizioni del passato: un antipasto vegetale di radicchio e carciofi, seguito da una zuppa di avena, noci, lardo, olive e trota. Il piatto principale, la faraona, ha omaggiato la simbologia degli uccelli in volo, mentre il dessert, i sospiri della monaca, intendevano richiamare la tradizione domenicale. Un menù che ha rappresentato non solo un omaggio alla cucina del passato, ma ha voluto reinterpretare quella "cucina viscerale" che affonda le sue radici nel territorio, con tecniche che si rifanno all’antico motto "ora et labora" dei frati francescani.

 

Il "Diploma di Buona Cucina 2025", attribuito a Brunel dall'Accademia Italiana della Cucina, è un riconoscimento che premia il suo impegno continuo nella valorizzazione dei prodotti locali e nella ricerca di nuove espressioni gastronomiche che rispecchiano la cultura e la storia della cucina italiana. Peter Brunel si conferma non solo uno dei protagonisti della cucina stellata, ma anche un custode e promotore della cultura gastronomica italiana, un patrimonio che continua a evolversi, ma che non dimentica mai le proprie radici.

 

In un mondo sempre più orientato verso la sperimentazione, la filosofia di Brunel rispetta e celebra la grandezza della cucina italiana, facendo di ogni piatto un'esperienza unica e irripetibile.

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