Pronto a riaprire (una sola sera a settimana) ''Senso Mart'' di Alfio Ghezzi con un menù ''estremo'' tra arte, gusto ed esperienza
La proposta informale del Bistrot proseguirà tutti i giorni mentre quella del fine dining si potrà gustare solo il venerdì sera. Ecco il menù Senso Estremo e come è stato concepito dallo chef stellato

ROVERETO. Tutto pronto per la riapertura, dopo la pausa invernale, di Senso Mart, il ristorante dello Chef Alfio Ghezzi che si trova all’interno del Mart Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, selezionato nella Guida Michelin Italia 2024 con una stella. E la nuova stagione porta con sé una grande novità. L’arrivo dello Chef al Mart a fine ottobre 2019 aveva portato due diverse offerte: quella informale del Bistrot Mart Alfio Ghezzi dalle 10 alle 18 e quella fine dining di Senso Mart Alfio Ghezzi dalle 19:30 alle 22.
Da venerdì 12 aprile l’apertura di quest’ultimo avrà una cadenza settimanale e avverrà ogni venerdì a cena. Il Bistrot Mart invece continuerà con gli orari di sempre in sintonia con le aperture al pubblico del museo. La novità principale, oltre all’apertura di un solo giorno a settimana, sarà rappresentata dal lavoro fatto dallo chef sul menu che lui stesso descrive in questo modo: “Abbiamo cercato di raccontare nei piatti oltre al compito che si chiede ad un cuoco, al di là della consuetudine del ristorante, qualcosa di più grande: la vocazione. E lo abbiamo fatto partendo da una frase che ci è cara: se non posso fare grandi cose posso fare piccole cose in maniera fantastica (Martin Luther King). Senso estremo sarà dunque il percorso degustazione che definisce la cucina dello chef Ghezzi, dove estremo non assume i connotati del “rischio” bensì di un punto di arrivo, di un limite oltre cui non si può più andare. Emerge in modo eloquente la visione diretta di ciò che il cuoco vede, tocca e trasforma, un lavoro volto a ripulire le ricette, attraversando gli ingredienti per catturarne la loro essenza e la loro connessione con il mondo''.
Ma non è tutto. ''Estremo è anche nella scelta di proporlo solo una sola volta la settimana - prosegue Ghezzi - e nella sola forma del menu degustazione (sette portate), quasi una mimesi della natura, come se la natura imponendosi sulle scelte del cuoco avesse i suoi effetti anche sull’ospite. Un’ ulteriore novità riguarderà la forma del menu, in quanto ogni ospite riceverà una busta origami con all’interno 11 disegni dell’illustratrice Francesca Peruz, interprete speciale dei piatti e del mondo dello chef. Una sorta di mise en abyme in cui il linguaggio del museo viene proiettato sia nel ristorante sia nel menu, ridimensionato ma sempre uguale e sempre all’interno di se stesso, come un gioco di scatole cinesi, dove il livello più basso (menu) riassume i valori del livello più alto (museo)''.













