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Trento
21 febbraio | 19:14

La storica trattoria "Al Mercato" riapre i battenti nel cuore della città. Il titolare: "Grande responsabilità, porteremo innovazione rispettando la storia del locale"

A rilevare la storica trattoria "Al Mercato" di Trento è Marco Parisi, che per anni ha gestito il ristorante pizzeria 'Veruschka': "Proporremo un menù per la maggior parte all'insegna dei piatti di pesce, ma non solo, senza però interrompere lo spirito della storica trattoria cittadina con attenzione ai piatti trentini, con menù speciali e stagionali e vini selezionati anche da fuori regione"

TRENTO. La storica trattoria "Al Mercato" in piazza Garzetti a Trento riapre i battenti. A rilevare il testimone della famiglia Baldessari, che ha gestito il locale per oltre sessant'anni, è Marco Parisi, volto noto della ristorazione trentina che per anni ha gestito un altro locale di lunga tradizione, la Veruschka di Via Grazioli.

 

A raccontare a il Dolomiti la sua nuova avventura imprenditoriale, che partirà sabato 21 febbraio, è lo stesso titolare che spiega come "l'intenzione sia quella di dare continuità al lavoro fatto negli anni alla Veruscha, apprezzato da tantissimi clienti, con il menù che sarà per la maggior parte all'insegna dei piatti di pesce, ma non solo, senza però interrompere lo spirito della storica trattoria cittadina".

 

"Le proposte saranno varie - spiega Parisi - dagli antipasti come il Polipo alla Ligure alla classica frittura di alici, ai primi come spaghetti alle vongole e allo scoglio, fino ai maltagliati al ragù di triglia ai paccheri con il pesce spada. Molti anche i secondi dalla frittura al branzino alla griglia e l'orata al forno, fino alla zuppa di pesce con i crostoni di pane. A questi naturalmente si aggiungono naturalmente altre proposte anche a base di carne e insalatone di vario tipo: insomma ce n'è per tutti i gusti e particolare attenzione la dedicheremo anche alla cucina tipica trentina, con menù speciali dedicati alle varie stagioni e agli eventi dell'anno".

 

Un menù che abbraccia dunque "mare e montagna" e questo si spiega anche per il percorso di vita di Marco Parisi: di famiglia trentina, con mamma di Tione e padre di Stenico, è nato e cresciuto a Chiavari in Liguria dove si è formato professionalmente prima di scegliere di tornare in Trentino.

 

"Accanto alla cucina proporremo anche un'attenta selezione di vini: ho voluto - prosegue il titolare - scegliere prodotti sia da fuori regione, in modo da farli conoscere, che naturalmente trentini. Il filo rosso sarà comunque la qualità, con particolare attenzione a scegliere cantine che lavorano bene".

 

Marco Parisi gestirà la nuova trattoria "Al Mercato" assieme alla compagna Adina e, in attesa dell'inaugurazione ufficiale che verrà organizzata prossimamente, il titolare ci tiene a sottolineare come l'aver rilevato un locale così storico e importante per la città di Trento rappresenti "una grande responsabilità ma anche una bellissima sfida".

 

"Avremmo voluto aprire prima di Natale ma i tempi burocratici non ce lo hanno permesso: ora - prosegue Parisi - abbiamo deciso di partire perché la voglia di iniziare quest'avventura era grande. Raccogliere l'eredità di questa trattoria dal mio punto di vista è una grande responsabilità ma anche una sfida che cercherò di portare avanti con il massimo impegno, portando il mio tratto distintivo ma anche rispettando le caratteristiche tracciate in tanti anni dalla gestione precedente".

 

Raccontando in breve la storia della trattoria "al Mercato", questa aprì i battenti nel 1931 e dalla seconda metà degli anni Cinquanta fu gestita ininterrottamente dalla famiglia Baldessari - Bruno e Valeria, assieme al figlio Dino scomparso nel 2023 - all'insegna della cucina genuina e familiare, con piatti tipici della tradizione trentina, a cui faceva da contorno un clima sempre accogliente e gioviale.

 

"Seppur il menù non sia proprio da trattoria, voglio mantenere con convinzione quello spirito - conclude il titolare - con prezzi non eccessivi e con un'attenzione particolare ai pranzi di lavoro, per i quali prevediamo le canoniche convenzioni e i buoni pasto. Insomma, seppure io avverta sulle spalle il 'peso' dell'importanza del locale, cercherò di fare come ho fatto con la Veruschka: portarlo avanti con la voglia di immettere nuova linfa nel solco di una tradizione da rispettare".

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