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Dal premio “Best gourmet” alla riapertura post-lockdown, Peter Brunel punta a una nuova stella Michelin: “Durante la quarantena non sono mai stato fermo”

Il locale di Peter Brunel riparte a gonfie vele dopo il lockdown e in vista dell’autunno lancia il menù dedicato al tartufo: “Il mio obiettivo è far sentire a casa l’ospite e fargli dimenticare almeno per un momento la situazione negativa che ci circonda”

Di Tiziano Grottolo - 13 ottobre 2020 - 20:54

ARCO. Solo il lockdown ha momentaneamente fermato la marcia di Peter Brunel verso la riconquista della stella Michelin ma con l’arrivo dell’autunno, e dopo il rodaggio dell’estate, lo chef fassano è pronto a riaprire il suo ristorante gourmet di Arco, dove cucina e accoglienza vanno a braccetto.

 

Nel frattempo Brunel si è tolto lo sfizio di aggiudicarsi il premio come “miglior nuova apertura” consegnatoli dalla guida “Best Gourmet-Magnar Ben” che valuta le eccellenze enogastronomiche della macroregione dell’Alpe Adria (QUI articolo). “Ovviamente fa molto piacere ricevere questi premi – afferma Brunel – soprattutto quando si viene considerati un’eccellenza da quello che definisco il mio territorio di casa”.

 

In vista della stagione autunnale lo chef sta perfezionando il nuovo menù dedicato al tartufo, sia bianco che nero. Partendo dai classici antipasti la proposta metterà sul piatto, è proprio il caso di dirlo, risotto e tagliolini passando poi al filetto alla Rossini. Il tutto sarà completato dal cappuccino di castagna con cachi e tartufo, un brevetto di Brunel in un menù che racconta un’evoluzione costante della cucina dello chef.

 

 

La pausa forzata imposta dal lockdown ha fermato le attività di ristorazione ma non la creatività di Brunel, che racconta: “All’inizio mi sono dilettato in cucina ma c’è poco da fare perché non si possono avere le materie prime e le attrezzature del ristorante perciò non è così facile dare sfogo alla creatività, quindi ho sfruttato il momento per realizzare alcune opere d’arte che poi ho sparso in giro per il locale. Insomma trovo sempre qualcosa da fare”.

 

Durante il lockdown c’è stato tempo anche per rispolverare qualche vecchia ricetta, che poi è stata reintrepretata attualizzandola: “Prodotti locali e a chilometro zero fanno parte della mia filosofia di cucina per riscoprire la storia della nostra cucina”. La tradizione del passato dunque, per valorizzare i territori ma un’ottica più estesa che guarda all’identità italiana e che per questo coinvolge anche le altre regioni.

 

Poi, nel suo locale, Brunel riserva un’attenzione particolare alla sicurezza. Per certi aspetti gli assembramenti (anche se la lista d’attesa per le prenotazioni è lunga) non sono mai stati un problema dal momento che lo chef non ha mai puntato sulla quantità degli ospiti in sala ma ha sempre cercato di convincere i palati raffinati, pochi per volta. Quindi sedie e tavoli sono ben distanziati e la sicurezza salvaguardata: “Il mio obiettivo – conclude – è far sentire a casa l’ospite, coccolarlo, e fargli dimenticare almeno per un momento la situazione negativa che ci circonda”.

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