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| 27 dic 2019 | 19:56

Realizza con la mamma dei berretti di lana e poi li attacca ai pali della luce ''Per chi passa la notte al freddo''. Il gesto di Matteo che riscalda il cuore

Un gesto “semplice” a tutti coloro che in una serata significativa e spesso malinconica, come la notte di Natale, sentono magari bisogno di una piccola attenzione.  Matteo Roversi: "Un gesto in grado di portare calore e conforto a chiunque, indipendentemente da stato sociale, razza e religione perché davanti ai bisogni, siamo tutti semplicemente esseri umani”

Realizza con la mamma dei berretti di lana e poi li attacca ai pali della luce Per chi passa la notte al freddo''
di Redazione

BOLZANO. “Un gesto semplice a tutti coloro che in una serata significativa e spesso malinconica, come la notte di Natale, per i più svariati e personali motivi, sentissero il bisogno di una piccola attenzione”, Matteo Roversi ha 36 anni, è un ragazzo di Laives e con un piccolo gesto è riuscito a scaldare il cuore di molti, in modo semplice, senza fare tanto rumore.

La notte di Natale ha deciso di girare per Bolzano, Laives e San Giacomo per appendere dei berretti, lavorati a mano con l'aiuto della madre, alle fermate degli autobus o ai pali della luce, con tanto di biglietto d'auguri. Un gesto rivolto ai tanti che proprio nella notte di Natale si sono trovati fuori all'addiaccio.

 

“Sono sempre stato pervaso dalla creatività – ci racconta - e negli ultimi anni l'ho espressa nelle maniere più svariate toccando i temi che mi stanno più a cuore”. Nel 2013 Matteo è stato in Palestina dove ha girato un documentario sulla resistenza nonviolenta del popolo Palestinese, mentre di recente ha collaborato al progetto 'intralab' con il centro giovanile 'VINTOLA18' dove insieme ad altri artisti locali ha sviluppato, con un gruppo di adolescenti, il tema della monotonia attraverso i colori, anche attraverso un laboratorio di fluidart, una tecnica di pittura diversa dal solito pennello.


“Quest ultima opera dei berretti – spiega il giovane artista - è nata dal più sincero sentimento di voler arrivare con un gesto “semplice” a tutti coloro che in una serata significativa e spesso malinconica, come la notte di Natale, per i più svariati e personali motivi, sentissero il bisogno di una piccola attenzione”.


Un’opera trasversale rivolta a tutti senza lacuna distinzione. “Un gesto – ci ha spiegato - in grado di portare calore e conforto a chiunque, indipendentemente da stato sociale, razza e religione perché davanti ai bisogni, siamo tutti semplicemente esseri umani”.

I berretti erano 45 e sono stati appesi, come già detto, alle fermate o ai pali della luce, in giro per Bolzano, a Laives e anche a San Giacomo.
 

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