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Ridipingono la casa ma così sparisce anche l’affresco del ‘700 con una Madonna di Caravaggio

Stando a quanto riferiscono i proprietari l’affresco sarebbe stato salvaguardato con opportuni accorgimenti e non cancellato definitivamente. Il sindaco: “Ci siamo già attivati affinché l’opera d’arte venga restituita al più presto alla comunità a cui appartiene”

Di Tiziano Grottolo - 05 settembre 2019 - 20:01

MEZZANA. “Uno sfregio al nostro patrimonio culturale” non usano mezzi termini i redattori di Nos Magazine tra i primi a diffondere la notizia via social.

 

Nel piccolo comune di Mezzana in via Garibaldi un privato ha realizzato dei lavori edilizi sulla sua abitazione, peccato però che questa ristrutturazione abbia fatto sparire un affresco votivo settecentesco raffigurante una Madonna di Caravaggio (l'apparizione della Madonna ad una giovane donna di Caravaggio risalirebbe al 26 maggio 1432 ed è una raffigurazione tipica settecentesca).

 

“Un altro bene storico-artistico è perduto” scrivono da Nos Magazine, forse però c’è ancora speranza di recuperare l’antica opera d’arte.

 

“Certo che sono a conoscenza della vicenda – afferma Giacomo Redolfi sindaco di Mezzana – ci siamo già attivati e vogliamo che l’affresco torni al suo posto”.

 

Secondo quanto riferito dal sindaco infatti, l’opera non sarebbe stata cancellata ma solo coperta dal “cappotto” della casa e prudentemente salvaguardata con degli opportuni accorgimenti, “O almeno questo è quanto mi ha assicurato il proprietario” spiega Redolfi.

 

L’affresco dunque si troverebbe ancora al suo posto ma non più in bella mostra, ciò è potuto accadere grazie a una questione tecnica, giocata sul filo del rasoio.

 

Per una spiegazione completa è necessario scendere in alcuni tecnicismi: quando un privato decide di realizzare alcuni interventi su un edificio di proprietà deve rilasciare un documento (redatto da un tecnico) che sarà consegnato al comune. Questo atto si chiama ‘Segnalazione certificata di inizio attività’, più comunemente Scia, si tratta di una procedura semplificata che consente al cittadino di eseguire alcuni particolari interventi edilizi, il tecnico del comune si baserà su questo documento per rilasciare l’eventuale nulla osta.

 

Qui però nasce l’inghippo, a quanto riferisce l’amministrazione nel caso in questione nessuno aveva messo in risalto la presenza dell’affresco del ‘700, anzi non era proprio menzionato.

 

Al contrario, secondo la tesi sostenuta da chi ha eseguito i lavori, l’opera in questione e l’abitazione non rientrerebbero nell’elenco di quelle tutelate.

 

Il sindaco di Mezzana però ci tiene a ricordare l’esistenza del ‘Codice dei beni culturali e del paesaggio’ contenente le disposizioni in materia, nonché strumento che fissa la definizione di bene culturale, ovvero: “Le cose immobili e mobili che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico”. È facile capire come un affresco settecentesco rientri a pieno titolo in questa definizione.

 

“Mi preme evidenziare – riprende Redolfi – come il Codice dei beni culturali e del paesaggio venga spesso disconosciuto dai tecnici di riferimento e dai privati che si limitano a valutare l’esistenza o meno del vincolo tavolare iscritto ai beni culturali, cosa però molto rara”.

 

Da un lato quindi ci sarebbe uno strumento in mano ai cittadini in grado di snellire le pratiche burocratiche e velocizzare alcuni passaggi, d’altro canto però non è raro che si incappi in simili incidenti dal momento che manca la possibilità di eseguire delle valutazioni approfondite.  “Su questo tema noto una certa superficialità da parte dei tecnici che spesso non fanno le dovute ricerche” dice il sindaco di Mezzana.

 

L’amministrazione fa sapere che comunque sono state attivate le procedure per approfondire la questione, attualmente sono in atto delle verifiche da parte della Soprintendenza per i beni culturali per conto della Provincia.

 

“Non più tardi di quattro giorni fa mi sono attivato per l’ennesima volta affinché l’affresco venga riportato alla luce, altrimenti provvederemo a fare le segnalazioni nelle sedi opportune – continua Redolfi – conto ancora sulla buona fede del progettista e del proprietario che sostengono che l’affresco c’è ed è integro. Quel che conta – conclude il sindaco – è non perdere il bene ma soprattutto rimetterlo al più presto a disposizione della collettività”.

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