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Davanti alla casa spunta il cantiere anche se il Comune aveva detto di ''no''. L'avvocato Manca: "Procedura anomala"

Nella frazione di Bertoldi, a Lavarone, da inizio 2020 è comparso un cantiere per la costruzione di un condominio. Nel febbraio 2018, il Comune aveva comunicato attraverso una normale lettera le sue perplessità verso il progetto, ma la ditta sostiene di non averla mai ricevuta. Così, dopo 2 anni, i lavori hanno preso avvio, tra l'incredulità e il rammarico dei condomini dell'edificio limitrofo

Di Davide Leveghi - 16 settembre 2020 - 15:09

LAVARONE. Dove c'era una casa di inizio '900 ora c'è un buco. È questo ciò a cui si trovano davanti gli abitanti di un condominio della frazione di Bertoldi, nel Comune di Lavarone. L'inizio dei lavori per la costruzione di un edificio da 12 appartamenti ha colto di sorpresa gli abitanti del luogo e i villeggianti, che spesso salgono al fresco dell'Altopiano scappando dal caldo della città.

 

Una nota azienda edilizia aveva comprato il terreno ancora nel dicembre 2017, facendo richiesta al Comune affinché potessero prendere avvio i lavori. Da parte dell'ente pubblico, la risposta era stata data entro i due mesi richiesti dalla legge: volumi, altezza e confini non venivano rispettati. Niente da fare, il progetto doveva essere rivisto. Il Comune a questo punto invia una lettera, una semplice lettera (non una Pec né una raccomandata) alla ditta coinvolta. Si scoprirà, ben due anni dopo, che quella lettera non era mai giunta a destinazione.

 

Qui c'è la prima anomalia della vicenda – spiega l'avvocato Andrea Manca, a cui i condomini dell'edificio limitrofo si sono rivolti per fare chiarezza sui fatti – una lettera del genere ha una efficacia probatoria minore rispetto a una Pec o a una ricevuta di una raccomandata. Con quelle è più facile dimostrare di avere recapitato una comunicazione ufficiale”.

 

Il “silenzio-assenso”, infatti, sarebbe la ragione con cui la ditta in questione, dopo una lunga stasi, a inizio 2020 dà avvio ai lavori. La comunicazione del Comune sulla necessità di rivedere il progetto non è arrivata alla sede dell'azienda, che da parte sua non ha avuto alcun vincolo, pertanto, a non cominciare i lavori.

 

“La gente del posto, della contrada Bertoldi, come i condomini del mio edificio – racconta un inquilino del condominio limitrofo – hanno chiesto spiegazioni, sentendosi rispondere dal sindaco che non si sarebbe fatto nulla. Eravamo tranquilli, le opere sarebbero dovute cominciare tempo fa ma non erano cominciate. L'ufficio tecnico del Comune aveva fatto i suoi rilievi, comunicando i suoi dubbi sul progetto, che doveva essere rivisto”.

 

Avrebbe dovuto mandare una raccomandata ma ha mandato una lettera normale – continua amareggiato – ma il tempo passava senza che accadesse nulla. Abbiamo chiesto informazioni sull'iter burocratico, ma il sindaco non rispondeva. E così, a inizio di quest'anno, ci troviamo l'edificio abbattuto e una voragine per la costruzione dei garage. La ditta dice che per il silenzio-assenso ha considerato di poter dare avvio ai lavori. È una cosa fuori da ogni regola”.

 

Fuori dal cantiere, un cartellone indica la data dell'approvazione dei lavori a febbraio 2018. La ditta, rivoltasi a sua volta a uno studio legale per capire se avesse maturato il silenzio assenso, riceve il via libera: chi tace (in questo caso il Comune di Lavarone), acconsente. “La seconda anomalia, a nostro giudizio – prosegue l'avvocato Manca – è che il Comune non abbia contestato la formazione del silenzio-assenso addotta dalla ditta, senza difendere il proprio operato”.

 

“Vi è poi una terza anomalia: il Comune, alla richiesta dei condomini di aver accesso agli atti, in un primo momento non risponde in forma scritta. Solo dopo la seconda richiesta, è stata concessa la possibilità di accedere agli atti”, conclude.

 

Agli abitanti di Bertoldi, così come ai condomini, rimane il rammarico di come il Comune abbia gestito la cosa. Nessuna scusa è arrivata, ma semmai la giustificazione che questa vicenda era stata gestita "in maniera irrituale".

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