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Danneggiata dopo la costruzione di un albergo, la villa viene difesa dalle associazioni. "Non basta pagare la multa"

Villa Maria è un edificio storico risalente al 1882 seriamente danneggiato a seguito della costruzione di un albergo, come accertato anche da ingiunzione comunale. Da più di un anno, però, si attende il pagamento della sanzione. Per questo alcune realtà ambientaliste della zona hanno deciso di lanciare un appello: “Gli abusi accertati non possano essere condonati. Il solo pagamento di una sanzione, per chi ha i soldi, porta al non rispetto delle regole”

Di Laura Gaggioli - 16 January 2021 - 16:58

ARCO. La distruzione del giardino e delle scalette in pietra, il balcone danneggiato, la scalinata di risalita dal parco stravolta e poi una nuova recinzione fissa: sono queste le irregolarità accertate a seguito della nuova adiacente costruzione alberghiera, dal Comune di Arco su Villa Maria, un edificio storico risalente al 1882, affacciato sul parco delle Braile, tipico esempio di residenza privata dell'epoca del Kurort. Nel 2019 sono scaduti i termini per il ripristino della struttura, ma ancora nessuna iniziativa è stata intrapresa dalla ditta edile. Così alcune realtà ambientaliste della zona come l’Associazione WWF Trentino, l’Associazione Italia Nostra di Trento, il Comitato Salvaguardia Olivaia e il Comitato Sviluppo Sostenibile lanciano un appello: “Non basta pagare la multa”.

 

“Dato l’elevato interesse urbanistico della Villa e del suo giardino non vorremmo che si trovasse qualche escamotage per superare le prescrizioni che impongono i lavori di ripristino per gli abusi accertati - spiegano le associazioni - fino a un paio di anni fa la Villa era infatti dotata di un piccolo parco, recintata da un antico muro, alberato a più livelli terrazzati chiusi da balaustre a colonne cui si accedeva con antica scala dal piano strada. Nel 2018, a seguito della costruzione di una nuova struttura alberghiera che è andata ad affiancare lo storico edificio, sono state numerose le irregolarità così abbiamo chiesto al Comune di effettuare un sopralluogo per accertare gli eventuali abusi urbanistici e, alla Commissione di tutela del paesaggio della Comunità, di verificare il danno paesaggistico prodotto".

 

"Il 25 febbraio 2019 i tecnici comunali, in collaborazione con progettisti, direzione lavori e committenti della struttura alberghiera hanno così confermato, con un verbale datato 10 aprile 2019, i nostri timori, stabilendo la presenza di lavori non autorizzati che hanno comportato, tecnicamente, la distruzione del giardino e delle scalette in pietra sul lato est di villa Maria, la realizzazione di una recinzione fissa costituita da pannellature in legno con altezze anche superiori a 3 metri, il danneggiamento del balcone loggiato della villa con parziali strappi delle murature laterali e fessurazioni delle fondazioni di appoggio strutturale prodotte dai lavori di sbancamento e la diversa conformazione costruttiva e plano-volumetrica della scalinata di risalita dal Parco delle Braile a via Lomego”.

 

A seguito dei lavori di costruzione della vicina struttura turistica alberghiera il piccolo parco risulta così compromesso nel suo valore storico e architettonico, in spregio anche alla norma urbanistica a tutela degli edifici storici che prevede il risanamento conservativo. Il 15 aprile 2019 la notifica è stata subito inoltrata agli interessati con un’ingiunzione per il ripristino degli abusi accertati, assegnando il termine di 90 giorni per adempiervi. Termine che poi, a seguito delle varie ordinanze legate alla emergenza sanitaria, è decorso dal successivo 8 giugno del 2019.

 

Il termine prorogato è ormai scaduto, ma non risultano ancora effettuati i principali lavori di ripristino - continuano gli ambientalisti - non vorremmo che ora si trovasse qualche escamotage per superare le prescrizioni, risolvendo la questione con il semplice pagamento di una sanzione. Reputiamo che gli abusi accertati non possano essere condonati dato l’elevato interesse urbanistico della villa e del suo giardino. Il pagamento di una semplice sanzione potrebbe non spaventare i responsabili i quali potrebbero essere incentivati a superare le regole dietro 'compenso'. Nella Arco che vorremmo non ci dovrebbe essere spazio per storie come questa”.

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