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Rotary Trento festeggia i 70 anni e parla alla città (e ai giovani) con ''subire o costruire il futuro?''. E poi arriva ''la corsa più pazza'' in pieno centro storico

Il Rotary Club Trento, in occasione dei propri 70 anni, organizza più iniziative. Sabato 28 settembre si terrà alla Fondazione Kessler "Subire o costruire il futuro?", conferenza sul tema della complessità e del futuro. Sabato 5 ottobre, invece, spazio al divertimento con la Soap Box, corsa pazza per le vie di Trento con veicoli bizzarri

Di Davide Leveghi - 25 settembre 2019 - 13:48

TRENTO. “Rotary è nato per puntare a valorizzare le differenze sin dall'origine, e da queste costruire valore. Le cellule vitali dell'associazione sono i club, e il nostro, su 11 in tutto il territorio del Trentino-Alto Adige, è il più vecchio”. Lo racconta così, il Rotary Club Trento, il presidente Andrea Pozzatti.

 

A settant'anni dalla nascita della sezione trentina, avvenuta il 5 luglio 1949, il Rotary Club Trento festeggia la ricorrenza attraverso l'organizzazione di diversi eventi. “Una celebrazione che segue la logica di non chiudersi tra noi ma di aprirsi alla città”, spiega. Un'apertura che attraverso iniziative di diverso tipo porta quindi alla società trentina delle occasioni di riflessione ma anche di divertimento.

 

Nel primo caso, infatti, con una presentazione come quella che si terrà sabato 28 settembre nell'Aula Grande della Fondazione Bruno Kessler (via Santa Croce 77) dalle 17, in cui si discuterà di futuro attraverso diverse prospettive. “Subire o costruire il futuro?”, questo il nome della conferenza aperta alla cittadinanza, “e in particolare ai giovani”, come tiene a precisare Pozzatti, vedrà tre esperti confrontarsi sui temi della complessità e del futuro.

 

A parlare ci saranno Michele Andreaus, professore ordinario di economia aziendale, responsabile del gruppo di ricerca Ribes, presso l'Università di Trento, Massimiliano Sala, professore ordinario di algebra, responsabile del gruppo di ricerca CriptolabTN, presso l'Università di Trento e Gabriele Baldo, psicologo psicoterapeuta del Laboratorio di osservazione diagnosi e formazione del dipartimento di psicologia e scienze cognitive sempre dell'Ateneo trentino.

 

Nel secondo, invece, la Soap Box (qui l'articolo), “gran premio del giro al Sass” che vedrà sfilare nelle vie di Trento delle fuoriserie con pilota pronte a sfidarsi su originali monoposto con fini benefici. Una gara in cui i team iscritti dovranno costruirsi il proprio veicolo, sulla scia de La corsa più pazza del mondo, che si terrà a Trento nella giornata di sabato 5 ottobre a partire dalle 10.

 

 

Rotary Club Trento festeggia quindi il suo 70º anniversario non solo nei propri luoghi di ritrovo – con la partecipazione dei club gemellati, delle città di Kempten e Innsbruck – ma in eventi aperti alla città. “Da un club si formano nel tempo diverse ramificazioni sul territorio, perché lo scopo è che un club non sia troppo grande – spiega Pozzatti – l'aspetto centrale è la costruzione delle relazioni”.

 

“Rotary Club è un'organizzazione che esiste dal 1905 – racconta – nata negli Stati Uniti, che attualmente raccoglie attorno a 35mila club e 1 milione e 200mila soci. È un'organizzazione ramificata che ha lo scopo di aggregare le persone, e attraverso le relazione aiutare coloro che hanno bisogno. Convivialità e mecenatismo sono dunque i due poli, per interagire con il territorio. A livello internazionale, poi, Rotary si occupa assieme alla fondazione di Bill Gates di erradicare la poliomelite”.

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