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''Sei stato il migliore che si sia legato alla mia corda. Ciao capocordata''. Amici e parenti dedicano la nuova via a Luca Franceschini

Ieri l'istruttore regionale di alpinismo Luca Pilati ha ricordato su Facebook il giovane amico scomparso a fine ottobre per una brutta malattia a soli 30 anni. A lui hanno dedicato una nuova via sul Sarca: ''Ciao capocordata, trova quella montagna da salire, così come ti ho insegnato''

Di L.P. - 01 gennaio 2019 - 15:51

TRENTO. ''Per quanto forse fosse scontato dovevo farlo, dovevo e te lo dovevo. Non sei stato il più forte ma sicuramente sei stato il migliore che sia mai stato legato alla mia corda. Ciao capocordata, trova quella montagna da salire, così come ti ho insegnato''. Così Luca Pilati, già istruttore regionale di alpinismo appartenente alla scuola Giorgio Graffer di Trento, ha voluto ricordare l'amico Luca Franceschini il giovane 30enne venuto a mancare a fine ottobre dopo aver combattuto per 5 anni con una brutta malattia. Un giovane pieno di energia, grande sportivo, allenatore della Bolghera di pallavolo e appassionato di arrampicata oltre che di scialpinismo, che ha lasciato un grande ricordo in tutti quelli che lo hanno conosciuto (QUI ARTICOLO).

 

 

Il fratello Mattia, sui social, aveva dato la notizia con queste parole quel 24 ottobre: "Ti ho sempre visto tenace e cazzuto nonostante tutto: hai insegnato a tante persone cosa volesse dire vivere nonostante tutto... avevamo in programma ancora tante cose, ti stavo aspettando per farmi da secondo allenatore, dovevi portarmi in moto e tante altre cose. Il destino, purtroppo, ha rovinato i piani. Ora starai arrampicando in cielo, sempre col tuo sorriso in faccia. Buon viaggio fratello, ti vorrò sempre bene e ti porterò sempre con me". 

 

E ieri, nell'ultimo giorno dell'anno, è stato il suo amico e compagno di scalate Luca Pilati a volerlo ricordare su Facebook. A lui parenti e amici hanno dedicato la via aperta in questi giorni sul Sarca. La scritta con pennarello arancione sulla pietra: ''L'ultimo atto di una via nuova: il nome. Quanto non avrei voluto scrivere il tuo nome alla base di una parete, quanti nomi avrei voluto ancora 'inventare' assieme a te, con quei significati che solo tu ed io capivamo... Purtroppo - scrive Pilati - le cose sono andate così, e questa scritta alla base di una parete in Valle del Sarca non cambierà gli eventi... Per quanto forse fosse scontato dovevo farlo, dovevo e te lo dovevo... Non sei stato il più forte, ma sicuramente sei stato il migliore che si sia mai legato alla mia corda, e noi sappiamo il perché...Ciao capocordata, trova quella montagna da salire, così come ti ho insegnato''.

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